L'amante silenziosa

70ª Edizione, Minuti Contati saluta l'estate dedicandogli la Summer Edition. Guest Star è Livio Gambarini, in passato anche concorrente e ora lanciatissimo nel mondo dell'editoria. QUI potete visionare il trailer, potete trovarci anche degli indizi per il tema che vi aspetta. Ricordiamo: l'appuntamento è per lunedì 24 agosto dalle ore 21.00 all'una. Una singola sera, in contrapposizione alla Two Days appena conclusa.
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alberto.dellarossa
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L'amante silenziosa

Messaggio#1 » martedì 25 agosto 2015, 0:59

“Non capisco”. Silenzio. Poi un sospiro, lieve. “Che intendi con rosa?”
Lei gli prese le dita, e con delicatezza se le posò sulle labbra calde.
“Sono le tue labbra”.
Lei gli baciò i polpastrelli.
Sentì un rimescolamento dalle parti del diaframma, come se qualcosa si stesse agitando nella sua anima. Era qualcosa di diverso dal solito, simile a un accordo maggiore, ma con la settima minore. Qualcosa di bello e pieno di tensione.
Si stava innamorando, e ancora non lo sapeva.

Sentiva sulla pelle il calore del riflettore. Si chinò verso il pianoforte. Mormorii dalla platea, come sempre. Il pubblico era estasiato dall’inchino dell’artista allo strumento. E pensare che lo faceva solo per il piacere del profumo del legno. Una nota aromatica, piena, profonda. Forse mogano. Sfiorò i tasti, sentendoli lisci sotto le dita. Avorio, più pregiato del solito osso. Jacques aveva ragione, l’aveva portato a suonare in un posto elegante. Si sedette, e iniziò a suonare una musica dolce, in tonalità maggiore, dalla progressione armonica complessa. Una melodia bella e misteriosa.
Si era innamorato, ma non sapeva di chi.

Jacques aprì la porta, facendolo accomodare sul divano. Sembrava pelle al tatto. Nell’aria sentiva un profumo di rose.
“Caro mio, abbiamo fatto il botto stasera!”
Rise.
“Ho solo improvvisato un po’, nulla di che.”
Un tappò saltò. Jacques gli mise il calice in mano. Sentiva il perlàge farsi strada verso la superficie.
“Eppure, amico mio” disse l’altro con fare sornione “mi sembravi più ispirato del solito”.
Il cuore gli si fermò nel petto, per un battito o due.
Non erano soli nella stanza. Una delicata fragranza lo solleticò.
Sentì Jacques chiudersi la porta alle spalle e poco dopo il fruscìo di un vestito di seta che scivolava a terra.
Dita morbide gli sfiorarono la guancia e sentì avvampare. La potenza di un accordo giusto lo attraversò, e si dimenticò dove fosse e come si chiamasse.

Si svegliò. Era solo nella stanza, nudo sulle lenzuola sgualcite. Si alzò, allungando le mani per orientarsi nel camerino semisconosciuto. L’amante se n’era andata, lasciando solo una sottile scia di profumo nell’aria. Raggiunse il pianoforte e lasciò che le dita corressero libere sulla tastiera.



marina81
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Messaggio#2 » martedì 25 agosto 2015, 22:46

ciao Alberto
Molto interessante il tuo racconto. Delicato, onirico , musicale. Con uno stile molto semplice, le immagini riescono a prendere vita e arrivare al cuore. Mi è piaciuto risentire la sensazione dell'essere innamorati ( quel rimescolamento dalle parti del diaframma, come se qualcosa si stesse agitando nella sua anima). Il testo mantiene una certa poesia dall'inizio alla fine con un filo di malinconia.

Fernando Nappo
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Messaggio#3 » giovedì 27 agosto 2015, 8:16

Ciao Alberto,

un racconto molto ricercato nello stile. Interessanti le metafore musicali, anche se, non conoscendo io la musica, mi hanno più distratto che coinvolto.
Fatico a identificare il tema del racconto, forse anche perché non riesco a capire con chiarezza se la donna del racconto è reale oppure no. Mi sono fatto queste due idee:
1) è una donna reale e l'invisibile è l'amore
2) non è una donna ma è la musa ispiratrice del pianista (invisibile per definizione)
Forse lo stile così ricercato, parere mio, lo rende un poco freddo e coinvolgente.

F.T. Hoffmann
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Messaggio#4 » giovedì 27 agosto 2015, 10:30

Ciao,

Il racconto ha una forte vena poetica che non lascia indifferenti. Non me almeno. Che dire, avrei voluto darti la seconda posizione se non addirittura la prima perchè il tuo stile onirico e delicato è davvero molto, molto bello. Peccato. Peccato perchè l'attinenza al tema invece è molto vaga. L'amante è reale o immaginaria? è una musa di carne o incorporea? Tu magari dirai che non è importante saperlo, io però ti dico che forse questo era invece il tema da approfondire con quei 900 caratteri che ti avanzavano.
Così com'è ora infatti non è solo un giusto dubbio lasciato al lettore ma proprio una vaga ipotesi da approfondire, tu scrittore. Spero tu abbia il tempo di lavorarci perchè il racconto in questione merita una seconda chance.

A  ogni modo, bravo!

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alberto.dellarossa
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Messaggio#5 » giovedì 27 agosto 2015, 11:17

Leggo i commenti interessato, appena avranno commentato tutti dirò la mia, soprattutto perché mi rimangono delle perplessità

-edit- non voglio essere frainteso, per perplessità intendo dubbi sulla comprensibilità del racconto :D

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angelo.frascella
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Messaggio#6 » venerdì 28 agosto 2015, 0:37

Ciao Alberto

Il tuo racconto mi ha colpito molto dal punto di vista stilistico. Davvero affascinante il modo in cui hai usato le parole per dare corpo sentimenti ed emozioni, tramite un uso ricco d’immagini e metafore, spesso legate al mondo della musica in modo coerente con l’attività del protagonista (e ci sono autori famosi che usano metafore che c’entrano col le loro storie come il cacio sulla macedonia :)
Purtroppo mi ha convinto meno come sviluppo narrativo. C’è un pianista molto bravo. C’è un’amante che sembra, per qualche ignoto motivo essere misteriosa e invisibile, ma non si capisce se si tratti di una sorta di fantasma, se il protagonista sia cieco o, più in generale, quale sia il senso complessivo della storia.
Magari qualche “suggerimento” in più per il lettore potrebbe facilitarne la lettura.

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raffaele.marra
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Messaggio#7 » sabato 29 agosto 2015, 9:37

Un racconto misterioso, che si offre a diverse interpretazioni. L’amante silenziosa sembra esistere solo per colui che la ama, e dunque sembra non essere una donna in carne e ossa ma un’entità spirituale, forse la musica stessa. Oppure l’amante è qualcosa di ancora più intenso e affascinante della musica, il che giustificherebbe il fatto che il racconto si sofferma molto più sul prima e sul dopo del concerto. Ma può darsi che la mia interpretazione sia errata, il che non è necessariamente un aspetto negativo del tuo racconto. Ho apprezzato molto i riferimenti armonici che citi, essendo pienamente d’accordo sul fatto che un accordo maggiore con settima minore rappresenti uno stato di tensione che necessita di sfociare in qualcosa di più definitivo, insomma una ottima metafora dell’essere innamorati. Ho invece apprezzato meno il concetto di “accordo giusto” nel finale: da amante della musica mi aspettavo che tu mi rivelassi davvero un accordo in grado di rappresentare l’appagamento in cui versa il protagonista in quella scena.

Detto ciò, confermo che il tuo stile è davvero interessante, ben misurato e ricco di stimoli capaci di suggerire in maniera chiara luoghi e sensazioni. Per restare nel campo musicale, credo che il tuo racconto sia un pezzo jazz, vale a dire una di quelle performance in cui si apprezza immediatamente la bravura stilistica mentre il contenuto lascia un tantino spiazzati.

 

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chiara.rufino
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Messaggio#8 » lunedì 31 agosto 2015, 15:20

Ciao Alberto,

Il tuo racconto ha un che di onirico e al tempo stesso molto pragmatico e stilisticamente preciso. Il fatto che non si sappia chi sia l'amante, se sia un sogno, come l'ho interpretato io, o sia effettivamente una donna vera, sta a noi lettori deciderlo. Anche i movimenti nel suonare e la "falsa" modestia con cui brinda con Jacques, ho visto chiaramente la scena e anche loro due insieme. Complimenti ancora!
404 Patience Not Found

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eleonora.rossetti
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Messaggio#9 » martedì 1 settembre 2015, 16:26

Ciao Alberto,

di tutti quelli che ho letto finora questo racconto è quello che più mi ha colpito, vuoi per la pacata e placida immersione nella dimensione del musicista, dove ogni sentimento è esprimibile in termini di musica, vuoi per la dolcezza con cui lui la vive, proprio come se dovesse accingersi a sciogliersi nella melodia di un pezzo al pianoforte.

L'unica cosa che non ho capito è chi sia questa amante. La musa ispiratrice? Una sua immaginazione? Ho ancora il dubbio :P
Uccidi scrivendo.

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alessandra.corra
Messaggi: 280

Messaggio#10 » mercoledì 2 settembre 2015, 9:48

Ciao Alberto,

dalle prime righe del tuo racconto ho percepito una sorta di indeterminatezza, caratteristica questa che possono avere anche alcune fiabe. Continuando la lettura ho capito che il testo si indirizzava proprio verso una dimensione onirica. Peraltro ben riuscita, anche grazie alle immagini di gran impatto, poetiche e delicate.
Niente da dire nemmeno sulla trama che personalmente ho trovato intrigante. Bravo!

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AmbraStancampiano
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Messaggio#11 » mercoledì 2 settembre 2015, 19:48

Ciao Alberto,
hai scritto un racconto delicato, musicale e pieno di poesia. Bello, anche se tra la prima immagine e la seconda c'è un distacco non proprio chiaro, o forse non l'ho capito io: lui parla con l'amante (che non vede) e poi comincia a suonare, oppure tra i due momenti c'è un lasso di tempo non narrato?
A livello di sospensione dell'incredulità, sono un po' perplessa all'idea che il protagonista accetti che la sua amante - fisica e carnale - non si veda e basta, e che non le faccia nessuna domanda. Ma ad essere onesta il racconto è scritto così bene che questo è proprio un volerci trovare un difetto per forza, per il resto sei in grado di trasportare il lettore e farlo sognare. Bravo.
P.S.
Quasi quasi voglio credere che la tua amante misteriosa sia la mia Olivia, qualche anno dopo ;)
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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antico
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Messaggio#12 » domenica 6 settembre 2015, 17:05

Un racconto che riesce a trasmettere una sensazione di sospensione, di delicato, di mistero. Credo manchi qualcosa per la sua piena realizzazione, forse un po' di semina qua e là, ma già così il risultato è molto buono. L'invisibile è quella sensazione che attanaglia, con leggerezza, il protagonista. Procedi quasi per sottrazione, mostrandoci l'inutile per mettere in risalto il sentito di lui. Per me un pollice su.

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