Gruppo UBERTI: Lista racconti ammessi e vostre classifiche

70ª Edizione, Minuti Contati saluta l'estate dedicandogli la Summer Edition. Guest Star è Livio Gambarini, in passato anche concorrente e ora lanciatissimo nel mondo dell'editoria. QUI potete visionare il trailer, potete trovarci anche degli indizi per il tema che vi aspetta. Ricordiamo: l'appuntamento è per lunedì 24 agosto dalle ore 21.00 all'una. Una singola sera, in contrapposizione alla Two Days appena conclusa.
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antico
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Gruppo UBERTI: Lista racconti ammessi e vostre classifiche

Messaggio#1 » martedì 25 agosto 2015, 3:44

Uberti
 
Questo è il gruppo UBERTI della SUMMER EDITION con Livio Gambarini nelle vesti di Guest Star. I primi QUATTRO racconti di questo raggruppamento avranno diritto alla pubblicazione immediata sul sito ed entreranno fra i finalisti che verranno valutati direttamente da Livio. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verrano a loro volta ammessi alla vetrina del sito.
 
Ricordo che la composizione dei gruppi ha seguito il seguente criterio: il racconto con il megamalus è stato inserito a prescindere nel gruppo con 12 racconti, il primo del lotto. Gli altri quattro racconti con malus sono stati inseriti, per ordine di consegna, dal primo all'ultimo gruppo e poi di nuovo al primo. Dopodichè ho inserito a i restanti racconti, sempre per ordine di consegna.
 
E ora vediamo i racconti ammessi a UBERTI:
 
- Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea, ore 01.27, 2362 caratteri Malus
- Ritorno a casa, di Alexandra Fischer, ore 22.11, 2780 caratteri
- La guerra invisibile, di Flavia Imperi, ore 22.39, 2983 caratteri
- Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti, ore 23.23, 2977 caratteri
- L’amante invisibile, di Serena Aronica, ore 23.39, 2729 caratteri
- Ombre, di M.R. Del Ciello, ore 23.55, 2980 caratteri
- “Invisible man”, di Adriano Muzzi, ore 00.16, 2974 caratteri
- L’invisibilità, di Omaima Marfoq, ore 00.37, 2973 caratteri
- Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera, ore 00.47, 2987 caratteri
- Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano, ore 00.57, 2981 caratteri
- L’essenziale, di Beppe Roncari, ore 00.59, 2858 caratteri
 
I malus sono stati da me assegnati a malincuore, ma le regole erano ben espresse ed è giusto farle rispettare, anche solo per pochi caratteri di sforo. Detto questo, al racconto di Damiano D'Andrea è stato assegnato il malus di 5 punti in quanto risulta essere stato consegnato dopo l'una.
 
11 racconti dunque, avete tempo fino alle 23.59 di venerdì 4 settembre per commentarli tutti e postare le vostre classifiche, vi avverto che sarò fiscale e non accetterò classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradisco essere avvertito, sapete come trovarmi ( e del resto avete solo 10 racconti a testa da commentare e un bel po’ di giorni per organizzarvi). Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale del raggruppamento.
 
Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti.
– 6 punti malus per chi commenta la metà dei racconti + 1
– 12 punti malus per chi non commenta i racconti o arriva a commentarne meno della metà + 1
Ha valore questo CONTATORE per il conteggio dei caratteri.
 
Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati, se noterò qualche sgarro procederò all’eliminazione. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli tread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata qui.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.
 
Detto questo: BUONA EDIZIONE A TUTTI!



alexandra.fischer
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Messaggio#2 » martedì 25 agosto 2015, 22:34

Ecco i miei commenti e relativa classifica; siete stati tutti bravissimi. Vi ho letti con piacere.

IL VECCHIO E LE COLOMBE Di Damiano D’Andrea La tua storia è toccante. Davvero, sembra di essere lì accanto a quell’uomo, carico di anni e invalido, il quale, privo di amici e senza una famiglia, si è ricavato uno spazio nel mondo diventando amico di un gruppo di colombe che nutre quotidianamente con delle briciole di pane. Da come descrivi il personaggio, si indovina un uomo mite, rassegnato, ma determinato a difendere le colombe (ne scrivi al Maiuscolo per ribadirne l’importanza per l’uomo). Il finale, nel quale lui si trasforma in spettro e vive in eterno sulla panchina accanto alle amate colombe è coerente con l’atmosfera che hai creato. Invisibile all’umanità frettolosa, è sempre sotto gli occhi delle amiche colombe.
Di contro: ho visto metà e non ho capito bene. La mia ben nota metà si riferisce alla carrozzina, ben nota metà del corpo? Oppure è la mia ben nota meta, ossia la panchina del parco? Dovresti lavorare su questo passaggio. Aggiusterei anche sui folti di verdi foglie, lo legherei ai rami e agli alberi della frase successiva, così: sui folti rami di verdi foglie degli alti alberi. Correggerei: presi dai loro impegni, riferito alle persone scriverei prese dai loro impegni. Correggerei piccioni: disorienta.
Io le colombe le immagino bianche, i piccioni sono multicolori e di genere diverso, per quanto la specie sia sempre dei colombiformi (ma è un mio parere, prendilo per quel che vale).

LA GUERRA INVISIBILE di Flavia Imperi La tua storia è un horror di grande potenza. Il dialogo fra i due ragazzi è molto realistico, sembra di vederli per quella strada, mentre parlano e si fanno gli affari loro prima della ricomparsa della gatta Stella. Mi è piaciuto il nome del cugino, Mipam. E anche la guerra invisibile: quella contro le streghe, che vivono come possono, fintanto che non si taglia loro la strada e quel finale con la megera Artenope che trova il cellulare di Arianna è spaventoso (così può scegliersi le vittime). Inquietante il destino che lasci intravedere per la gattina morta (è una dei familiari della strega).
Di contro: correggerei da quando ricordassero con da quando ricordavano.
Mobili anteguerra era accatastati alla rinfusa lo riscriverei: Mobili d’anteguerra erano accatastati alla rinfusa.

UN ATTIMO, PER SEMPRE di Vilma Cretti È una storia che contiene l’invisibilità. Ma io l’ho vista come l’invisibilità dell’incidente che avviene senza spettatori, a parte il padre. Non ci sono anche gli occupanti dell’altra auto coinvolta nell’incidente. L’atteggiamento del padre è poco chiaro: nega di stare vivendo un sogno. Io ho visto lui nell’auto con la figlia e accanto a lei quando è spirata. Poi c’è stata la scena di lui a casa con la figlia, per un saluto finale. Rileggendola una seconda volta ho capito che lui era con la figlia durante un viaggio sul piano astrale. Il suo corpo eterico era con lei, ma quello fisico era a casa. Ben scritta, ma molto complessa per il lettore medio.

L’AMANTE INVISIBILE Di Serena Auronica Che dire? Mi dispiace per il marito, caustico al punto di essermi simpatico. Certo che la donna ha gusti piuttosto insoliti in fatto di amanti. E va bene che il marito si liberi del terzo incomodo dandoci un taglio. Scrivi molto bene, questo è vero. Hai uno stile mordace e una mente paradossale. Infatti, l’amante c’è ma non si vede.
Di contro: correggerei la contraddizione fra qualche volta e solitamente riferito all’abitudine di parcheggiare (o lo fa qualche volta, o lo fa solitamente).
Correggerei anche lui la informava riferito al cane, disorienta. Fa pensare a un essere umano; scriverei: lui l’”informava”.

OMBRE di Maria Rosaria Del Ciello Mi piace moltissimo l’invisibilità vista come malattia progressiva, che allontana chi ne è colpito dalla vita e dall’amore sotto forma di ragnatela di ombre che lo cancella. Ho partecipato al dramma del protagonista, il quale mi sembra fregato dal medico che dovrebbe curarlo: gli consiglia di prendere il sole per ritardare la malattia, intanto gli frega Clara (moglie o compagna che sia). Potente l’immagine del rumore del bastone da passeggio e del profumo di talco e lavanda associato al dottore. Non è un’epidemia, tutti hanno questi segni, bella come metafora del rischio di diventare invisibili davanti a coloro che amiamo.

INVISIBLE MAN di Adriano Muzzi La storia è scritta con un’ironia molto amara. Difatti, in una prima lettura sembra la parodia di un supereroe sgangherato, alla Magnus. Poi, rileggendola, si vede che si tratta di un vero eroe, un uomo che affronta le avversità su una carrozzina e non può contare neppure sull’aiuto del conducente dell’autobus e intanto, fa lo slalom fra auto impazzite e marciapiedi pieni di buchi, non senza perdere lo spirito di osservazione disilluso: la gente è stanca, sul lavoro e in casa. E il dolore l’ha resa cieca, al punto di non vedersi e di non vedere. Bravo.

L’INVISIBILITA’ Di Omaima Marfoq La storia è suggestiva, con buone premesse ma è da sviluppare. C’è il mistero della scomparsa dei genitori della protagonista. Di loro rimane la fotografia. In seguito, la protagonista, che pure ha la sorella Tiziana, si sente sempre più sola e torna nella casa di famiglia a prendere il ciondolo con la foto dei genitori (come mai lo ha lasciato lì per tutto quel tempo?). E lì, la bottiglia maledetta con il liquido dell’invisibilità le rovina del tutto un’esistenza già molto dura. Ho notato molto non detto. Come mai la madre la saluta sapendo che sparirà? Da dove viene la bottiglia? Come ha fatto la protagonista ad andare a casa con un coccio di vetro nel piede?
Attenta alla vicinanza: non ci feci molto caso… un volta tornata a casa

COLPEVOLE DI NON ESISTERE DI Francesco Nucera Grande storia. Questa sì è invisibilità giocata su due registri: quello evocato dai due carabinieri, che fermano il “povero” Giacomo Cò, colpevole di non esistere per quel che concerne la serie degli ultimi ritrovati del Web: Facebook, Linkedin, i Rid e ha “solo” un Nokia 3310. Già così, è bella, come garbata presa in giro del Web. Poi, le trovate aumentano, rendendola scoppiettante. Il Cò nasconde un cadavere nel bagagliaio e se la cava comperando la rivista dell’Arma. E di qui si capisce la noncuranza iniziale di Pino e Bru, cercavano di vendere l’abbonamento agli automobilisti.
Attento a: Se mi fa telefonare faccio venire qui un amico per testimoniarlo; scriverei: se mi fa telefonare, faccio venire qui un amico per testimoniarlo.
e mo? : io lo scriverei e mo’? (L’ho sempre letto così)

LE STRINGHE DI ERMETE di Valter Carignano La tua storia è drammatica. Si vive il dramma dell’invisibilità intesa come condizione progressiva: il professore infatti, prima scompare dall’ambiente scientifico dovendo rinunciare alle proprie ricerche sui colori invisibili per stare accanto alla moglie Carla, inchiodata dal dovere familiare verso la madre malata. Perdendo lei, tuttavia, anche la carriera a scuola non gli dice più nulla e allora tenta di recuperare la moglie usando la sapienza ermetica per andare a Adoceyntin, la città invisibile descritta da Ermete Trismegisto. Io spero per lui che ci sia riuscito. Il finale è davvero potente. Quell’invio premuto dal docente ricercatore non si dimentica. Bella anche la descrizione dei colori invisibili. Ottimo racconto. Anche Bierce ha usato i colori invisibili per creare la Cosa Maledetta e tu mi hai fatto pensare a lui mentre leggevo la sua spiegazione all’allieva Esther.
Attento a: alzheimer, l’ho sempre visto con la maiuscola.

L’ESSENZIALE Di Beppe Roncari Bellissima storia. Descrive con maestria la vicenda di un uomo, cieco dall’età di tre anni, che recupera la vista grazie ai nano robot, ma è una Super Vista, tanto da fargli percepire ben più di quello che l’occhio umano percepisce attraverso la luce (parli di Infrarossi, Ultravioletti, percepiti come Tatto e Calore) e quindi, è una lode all’invisibilità. Mi ricorda il motto di uno dei Sette Savi: “Nulla Troppo” e qui i nano robot hanno strafatto. Mi chiedo come si faccia a “voler smettere di vedere”, ma per il tuo protagonista: L’invisibile è essenziale, sì, la distanza, poter staccare dalle immagini. E’ una storia profonda. Mi chiedo cosa ne direbbe Kant, il quale, nella Critica della Ragion Pura diceva che la realtà esiste attraverso i nostri sensi.
La mia classifica è:
L’ESSENZIALE di Beppe Roncari
COLPEVOLE DI NON ESISTERE di Francesco Nucera
INVISIBLE MAN di Adriano Muzzi
LE STRINGHE DI ERMETE di Valter Carignano
LA GUERRA INVISIBILE di Flavia Imperi
OMBRE di Maria Rosaria del Ciello
L’AMANTE INVISIBILE di Serena Auronica
L’INVISIBILITA’ di Omaima Marfoq
UN ATTIMO PER SEMPRE di Vilma Cretti
IL VECCHIO E LE COLOMBE di Damiano D’Andrea


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maria rosaria
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Messaggio#3 » venerdì 28 agosto 2015, 10:15

Ciao a tutti.
Ho faticato parecchio per redigere questa classifica in cui i primi quattro posti non hanno fra loro sostanziali differenze (potrei definirli a parimerito) se non per la declinazione del tema. Se avessi potuto confesso che ci avrei infilato anche un 5° e 6° posto tra quelli meritevoli di passare il turno. Ma tant'è.
Qui di seguito trovate i commenti leggermente diversi da quelli postati nei singoli racconti perchè mi sono voluta rileggere bene i racconti per dare un giudizio più approfondito.
Alla fine c'è la classifica finale.
In bocca al lupo a tutti! :-)

– Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea




Il racconto è molto poetico, anche se ci sono delle cose che cambierei per spiegare meglio alcuni passaggi che, in questa versione, risultano poco chiari.


All’inizio, ad esempio:
Fin troppe volte ho percorso questo lungo sentiero assieme alla mia carrozzina. La mia ormai nota metà da oltre vent’anni solo per poi giungere alla solita panchina e fermarmi lì, ad attendere i miei amici volatili. Colombe, richiamate dalle tenere molliche di pane.
Dopo carrozzina metterei i due punti per far capire che stai spiegando chi è la tua metà. Puoi mettere un punto dopo vent’anni. Verrebbe più o meno così:
Fin troppe volte ho percorso questo lungo sentiero assieme alla mia carrozzina: la mia ormai nota metà da oltre vent’anni. Questo solo per giungere alla solita panchina e fermarmi lì, ad attendere i miei amici volatili, colombe richiamate dalle tenere molliche di pane.


E’ solo un esempio, ovvio.


Quando scrivi:
Presi l’ombrello nero dal portaombrelli vicino alla porta, spalancai anche questa e uscii di casa toglierei l’anche questa, perchè non hai scritto che l’ombrello l’avevi aperto.


C’è un refuso: petto dolorante.


Comunque l’idea non è male, anche se forse non originalissima.
Sulla scrittura c’è, a mio avviso, da lavorarci un pochino per renderlo più narrativo.


– Ritorno a casa, di Alexandra Fischer

Fantasy intrigante con una bella atmosfera e ambientazione.
Credo, però, che forse dovrebbe essere strutturato in maniera diversa.
E' scritto molto bene ma ho dovuto rileggerlo un paio di volte per comprendere bene l'evoluzione della storia.
Forse, dico forse, si potrebbe provare a mettere all'inizio la descrizione della città di Ewigreignen, continuando poi con la storia di Devan Myrsen, la sua mancanza di rispetto nei confronti degli Spiriti delle Acque e la decisione di partire perchè stanco del clima.
L’idea e l’interpretazione dell’invisibile sono molto originali.


– La guerra invisibile, di Flavia Imperi





Un bosco, lo scheletro di una vecchia casa in rovina, gatti, una strega: non manca nulla a questo racconto per essere un horror nello stile più classico che tuttavia nel finale riesce a sorprendere con questa strega curiosa della tecnologia umana.
Scritto molto bene. Forse il tema dell’invisibile non è particolarmente centrato, nel senso che la gattina Stella che dovrebbe essere morta e sepolta sembra riapparire. Ma io non ho capito, un mio limite senz’altro, se è un gattino zombie o se è semplicemente un fantasma.


Comunque un bel racconto.


– Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti

Il racconto scorre via fino al finale coinvolgendo il lettore.
Però è proprio il finale che mi ha lasciato interdetta.
Non l’ho capito.
All’inizio pensavo che lo spirito del padre rivivesse l’episodio della morte della figlia in un tentativo, vano, di cambiare il corso degli eventi.
Però poi quel suono del campanello e la moglie sulla soglia mi hanno confusa.
Mi dispiace perché il racconto è scritto veramente bene.

– L’amante invisibile, di Serena Aronica

Racconto molto originale.
Un'idea strampalata, stravagante, diciamo pure un po' azzardata, ma che mi ha fatto sorridere molto.
Inoltre scritto bene, non c'è che dire.
Mentre leggevo me lo vedevo quasi davanti quel povero marito, cornuto, depresso, ma pronto a scoprire la verità.
Sì, diciamo che ho fatto il tifo per lui. ;)
Toglierei qualche "mi" di troppo sul finale.


– “Invisible man”, di Adriano Muzzi


Il tema dell'invisibilità declinato dal punto di vista di un disabile. Che viene, abilmente, mascherato da supereroe invisibile e che a me è piaciuto molto.
Un fumetto amaro con un finale pieno di speranza (almeno io così l'ho interpretato).
La lotta continua, giorno dopo giorno, per riuscire a "farsi vedere", per reclamare la propria presenza.
Dal punto di vista tecnico non ho nessun appunto da fare, scorre tutto via bene.

– L’invisibilità, di Omaima Marfoq




Anche se carico di suggestione il racconto è troppo narrato.
C’è un elenco di cose che accadono, una di seguito all’altra, però purtroppo non sono riuscita a empatizzare con la protagonista e con il suo dramma.
Si potrebbe arricchire il racconto con dialoghi e descrizioni “meno descrittive”.


Faccio un esempio. Riporto un brano e sotto come lo riscriverei.


Il brano originale:
Vidi mia madre. Ci aveva appena dato la buona notte ed era scesa per chiamare la nonna, come era solita fare. Io e Tiziana stavamo giocando quando sentimmo qualcuno bussare alla porta insistentemente.
Nostra madre salì, mi diede il ciondolo d’oro contenente la foto di lei e papà e ci nascose dicendoci addio. Scese al piano di sotto. Sentimmo solo urla.



Come lo riscriverei:
Mia madre ci aveva appena dato la buona notte ed era scesa per chiamare la nonna. Io e Tiziana stavamo giocando quando qualcuno bussò alla porta con insistenza. Era nostra madre.
– Tieni, questa è per te – mi disse affidandomi il ciondolo d’oro contenente la foto sua e del papà. – Adesso nascondetevi, vi prego! – supplicò e ci disse addio. La sentii scendere al piano di sotto. Poi quello che udii furono solo urla.


Ovvio, sono solo mie opinioni, discutibilissime.


– Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera

Il racconto è simpatico, ironico e scritto bene.
Geniale e molto efficace l'idea dell'invisibilità come assenza dal web.
L'abbonamento alla rivista come sistema per placare gli animi dei carabinieri non l'ho trovata una soluzione particolarmente convincente, ma ci sta e poi il finale recupera e rende ancora più comico il racconto.

– Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano

Sono rimasta molto affascinata da questo racconto in cui scienza e magia sono mescolate.
Descritto in maniera efficace il dolore di un uomo per la perdita della sua amata, dolore che lo condurrà (follemente?) a ipotizzare l'esistenza di una dimensione invisibile in cui poter ritrovare la sua Carla, dimensione raggiungibile attraverso un ponte fatto di suoni.
Spero di non aver frainteso il significato di questo ottimo e delicato racconto.


– L’essenziale, di Beppe Roncari


Mi è piaciuta molto l’idea di narrare l'invisibile come qualcosa di concreto, qualcosa senza il quale non potremmo "vedere".
Devo ammettere di aver dovuto rileggere più volte la parte finale del racconto per comprendere bene il significato di ciò che si voleva trasmettere.
Però, poiché trovo che il racconto sia scritto molto bene, forse è solo un mio problema di comprensione.

Classifica:
1) Colpevole di non esistere
2) Le stringhe di Ermete
3) "Invisible man"
4) L'amante invisibile
5) La guerra invisibile
6) Ritorno a casa
7) Un attimo, per sempre
8) L'essenziale
9) Il vecchio e le colombe
10) L'invisibilità
Maria Rosaria

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Flavia Imperi
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Messaggio#4 » lunedì 31 agosto 2015, 10:57

Ciao a tutti!
Ecco qui i commenti ai racconti, in basso trovate la classifica.
 
Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea

Ciao Damiano!
Innanzitutto complimenti per l'età, fra qualche anno qui ci fai tutti neri secondo me!
L'idea della storia è bella, mi è piaciuta sia la caratterizzazione del protagonista, questo vecchietto un po’ amareggiato ma anche tenero, sia il finale.
Peccato ci siano alcune importanti imperfezioni tecniche che non lasciano godere della storia. Tutti punti su cui poter poi lavorare (siamo qui per questo, no?). Ti dico quelle che ho notato:
- In primis, come diceva già Valter, ti consiglio di usare meno parole superflue, che appesantiscono la lettura, come per es. i possessivi, i vari "ormai!, "solo", "solita"... prova a toglierli e rileggere la frase, vedrai come fila poi. Ti consiglio di snellire!
- Attento alle ripetizioni: piccole molliche; piccole colombe; tenere molliche; teneri volatili; troppe volte, troppo cinico.
- Il punto di vista in prima persona richiama un'immersione totale nel personaggio e per certi versi si segue il suo ragionamento, ma qui la "pecca" è che rimane tutto molto un suo ragionamento mentale, poi nei fatti succede poco. Ricorda la regola dello "show don’t tell”: una storia è potente (come sto imparando io stessa in questi giorni) quando chi legge "vive" quello che accade ai personaggi, non quando gli viene narrato. Già dai gesti che il protagonista fa, si deducono una serie di sue caratteristiche, non c'è poi bisogno di reiterarle in frasi descrittive o commenti (è dura, è ancora il mio tallone d'Achille, ma ci si lavora su ^^ )
Il tema è rispettato, alla fine lui è già da prima un invisibile, prima di diventare un fantasma!
Sono sicura che con un po’ di limature, diventerà un racconto fantastico, ne ha tutto il potenziale.
Complimenti e in bocca al piccione!
 
Ritorno a casa, di Alexandra Fischer
Ciao Alexandra!
Mi piace molto per l’atmosfera e l’ambientazione squisitamente surreale di questa storia. Non ho capito bene però quello che succede alla fine, e anche il fatto che lui fosse invisibile in senso metaforico non l’avevo colto. Alla fine è stato catturato nello specchio… scena interessante, ma perché? E perché dice “perdono” non l’ho collegato al fatto che avesse acciaccato gli esserini.
Comunque è difficilissimo rendere una storia in così pochi caratteri, hai tutta la mia stima per quello che sei riuscita a creare e volentieri leggerei un proseguo!
Alcuni appunti qui e lì:
La frase “non importava dove…” la metterei sotto questa forma: “Non importava dove si abitasse, ci aveva provato lui a cambiare casa. Nel corso dei suoi anni a Ewigreignen era stato in basso e in alto.”
Mi piace la scelta di un linguaggio un po’ colloquiale, è “stiloso” (passami il termine). In questa frase: “da grondaie dai musi di Cane Acquatico” metterei “con” musi di Cane Acquatico.
In bocca agli Spiriti Acquatici!
 
Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti
Complimenti Vilma.
Un racconto scritto molto, molto bene. All’inizio anche io avevo il dubbio che il padre fosse morto, uno spirito che veglia sulla propria figlia, ma si capisce che giochi proprio su quello e alla fine, quando suona il campanello (forse avrei usato la sveglia) ti rendi conto che era un sogno profetico, o un volo astrale. Mi sono goduta il racconto senza incappare in veri e propri errori, quindi per me balzi su nella classifica. Solo verso il finale mi ha lasciata un po’ perplessa la frase: “aspiro vorace il suo respiro”; il termine “aspiro” è un po’ forte e mi ha fatto immaginare che lui fosse uno spirito famelico. Anche l’abbraccio se lui non è presente in modo fisico è difficile da immaginare, ma col tempo e i caratteri a disposizione, penso che tu abbia creato davvero un’ottima storia. Brava!
 
L’amante invisibile, di Serena Aronica
Ciao Serena,
il colpo di scena devo dire che c'è! E' però una tematica, quella del sesso fra umani e animali, parecchio forte. Usandola in un racconto dai toni tutto sommato leggeri, ne risulta un quadro grottesco. Forse se avessi aggiunto un pizzico di "surreale" già in anticipo, magari accentuando il lato umoristico, sarebbe risultato più piacevole, così invece mi è sembrato irreale (e un po' disgustoso).
Hai giostrato bene la trama, utilizzando l'olfatto del cane e hai caratterizzato bene il povero marito, per cui ti viene da tifare, nonostante quel calcio al cane (ma in fondo, ora sappiamo che se lo meritava!) La moglie invece è totalmente assente nella caratterizzazione.
Il tema c'è.
Alcuni appunti:
I giorno - un refuso.
"Sembro più un ubriaco, che un marito infedele!" questa frase esce dal punto di vista, lui mica si vede da fuori! Aggiungere un "forse, visto dall'esterno..." oppure "Chissà se così conciato...".
In bocca al lup... ehm... al can... ehm...
Al diavolo, "Buona fortuna!"
 
Ombre, di M.R. Del Ciello
Ciao Maria Rosa!
Un racconto splendido. Questa ragnatela invisibile che mano a mano avanza, come un’angoscia silenziosa, che depriva un uomo della sua normalità. Mi ha fatto pensare a come vivono alcune persone la depressione. Una storia surreale, che si legge d’un fiato.
Non mi è chiaro però perché lui alla fine senta l’odore dello studio del dottore e il rumore del bastone: il dottore gli porta via la moglie?
Il personaggio del dottore, che hai caratterizzato con questi particolari, desta una curiosità che rimane in parte inappagata. Sembra un po’ il diavolo di quei racconti noir.
Forse avrei finito la storia al paragrafo prima, con lui che rimane solo, proprio perché si è vergognato di chiedere aiuto alla compagna, un bel colpo di scena.
Pollice in su, decisamente.
 
“Invisible man”, di Adriano Muzzi
Ciao Adriano!
Ottimo racconto. Scritto con uno stile brillante per giunta.
La storia di dipana piano piano, le scene scorrono: siamo proprio lì, vediamo con i suoi occhi. Un uso eccellente del punto di vista.
Trovo che tu abbia centrato il tema in modo molto originale, andando a mettere sotto le luci del palcoscenico un tema, come quello delle persone con handicap, in modo delicato e “amaro-dolce”.
Mi piace come palesi, dal racconto in prima persona, la percezione che il protagonista ha di sé come supereroe, forse solo un modo per sopravvivere nella giungla di un mondo “normodotato”.
Sinceramente? Non ho trovato errori.
Complimenti e in bocca al supereroe!
 
L’invisibilità, di Omaima Marfoq
Ciao Omaima!
Un bel racconto, dai toni surreali e un'ambientazione interessante. Come hanno detto già altri però ci sono dei buchi di trama e un'eccessiva narrazione. Chi legge rimane lontano un po' dai fatti, è quasi come leggerli sul giornale; in un certo senso li elenchi, ma non li fai VIVERE. Un suggerimento che ti do è quello che do a me stessa: prova a entrare di più nella storia tu, mentre scrivi, e a dire passo passo quello che vedi, e tutto sarà più efficace (io ci sto lavorando su questo punto :D).
Rileggendolo mi sembra di intuire, dalla presenza della pozione e del gatto nero, che c'entri in qualche modo una strega (potrei sbagliarmi, ma gli elementi mi portano a pensare quello), che però non appare in nessun modo. Sarebbe stato interessante scoprire di più. Comunque è difficile dosare il detto e il non detto, facendo vivere a chi legge un'avventura, ma vedo che racconto dopo racconto ti ci avvicini di più, quindi non mollare!
Tema centrato in pieno.
In bocca alla strega invisibile!
 
Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera
Ciao Francesco!
Storia interessante, si legge in modo scorrevole, personaggi ben delineati. Ho apprezzato questo lato "umano" dietro il ruolo, con il carabiniere che dapprima è un po' timoroso, poi quando si sente sicuro si pavoneggia. Due macchiette, tracciate con poche pennellate.
Il tema è svolto con brillantezza, mettendo il dito nella piaga dei social, per così dire.
Ottimo racconto.
Forse, per assurdo, non avrei neanche messo il cadavere nella macchina. Nel senso che il racconto era completo anche senza quel finale. Certo, poi in un certo senso aumenta l'assurdità di tutto il sistema: c'è tanta attenzione su questa assurda fiera dell'apparire, da non prestare neanche attenzione a quello che davvero stava succedendo.
Nel complesso, ottimo racconto!
 
Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano
Ciao Valter!
Ho apprezzato molto il tuo racconto, adoro quando si mescolano miti e fisica, scienza e magia.
La storia si legge che è un piacere, la trovo scritta davvero bene. L’unico punto che non mi convince è la questione del premere “invio” e ritrovarsi catapultato chissà dove (certo, il lettore spera che arrivi lì nella città mistica di Ermete e ritrovi sua moglie). Però non ho capito che cosa si inneschi di preciso con quel gesto, traduce le equazioni in suoni?
Altro piccolo appunto: attento all'abuso di “ma”, magari cerca di collegare le frasi anche in altri modi e usare altri tipi di espressioni (però, nonostante, tuttavia… ).
Il tema è centrato in pieno e in modo originale, complimenti per l’idea!
In bocca ai serpenti del Caduceo!
 
L’essenziale, di Beppe Roncari
Ciao Beppe!
Un ottimo racconto, fra i migliori del contest a mio avviso. Ho apprezzato il “botta e risposta” iniziale fra il protagonista e la moglie, realistico, che fa entrare subito nel vivo della storia facendo emergere il carattere del protagonista. Ho apprezzato anche il particolare modo con cui il tema dell’invisibile viene affrontato, una storia dai risvolti imprevedibili, che provoca riflessioni profonde. Mi ha affascinato questo tema della distanza che separa ciò che è visibile, quel vuoto che poi in fondo vuoto non è, e che si riempie di sogni, speranze e a volte, come in questo caso, di orrore. Bello anche il finale.
C’è un refuso: manca un che è/si tratta di nella frase “la verità è soprattutto…”
Complimenti.
In bocca ai nanobot!

 
Classifica

Ed ecco qui la mia classifica finale. Avevo finito i commenti da alcuni giorni, ma è stata davvero dura decidere. I primi cinque racconti mi hanno emozionato e stupito per come sono scritti bene, gli altri magari avevano qualche errorino che mi ha permesso di decidere con più serenità. Ho messo sul piatto tutto, compreso il gusto personale che, alla fine, distingue una classifica dall’altra. Complimenti davvero a tutti per i bellissimi racconti!
 

1. Ombre, di M.R. Del Ciello
2. L’essenziale, di Beppe Roncari
3. “Invisible man”, di Adriano Muzzi
4. Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti
5. Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano
6. Ritorno a casa, di Alexandra Fischer
7. Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera
8. Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea
9. L’invisibilità, di Omaima Marfoq
10. L’amante invisibile, di Serena Aronica
Le storie sono tatuaggi dell'anima

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ceranu
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Messaggio#5 » mercoledì 2 settembre 2015, 16:21

 

Ciao, di seguito troverete la mia classifica. Ho provato a premiare i racconti che ritenevo più completi, ma sicuramente sono stato influenzato anche dal mio gusto personale. Faccio i complimenti a tutti perché ho trovato molte belle storie. Ciao


Commenti in ordine sparso:


Il Vecchio e le Colombe, di Damiano D'Andrea


 Ciao Andrea, piacere di conoscerti.


Il racconto non è male, è delicato e al suo interno c'è un bel messaggio. A parte qualche svista di punteggiatura il testo è anche corretto, ma trovo un certo distacco tra lo scritto e il lettore.


Dal commento che hai fatto al mio racconto deduco che non ti piacciano molto i dialoghi, ma da essi, spesso, può passare l'empatia con il lettore. Il vecchio è solo al parco con i sui amici uccelli; perché non farlo parlare con loro? Tutto il tempo tu ci racconti cosa fa il protagonista, ma non ce lo fai vivere. Fammi vivere il momento in cui qualcuno lo schernisce o magari fammi sentire la sua stanchezza.


È un bel racconto, ma decisamente migliorabile.


Ciao e alla prossima.


 Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano


 Ciao Valter, è veramente un piacere incontrarti.


 Bel racconto. Equilibrato, con un giusto ritmo e tutti gli ingredienti per creare una storia coinvolgente. Si capisce che hai mestiere. Hai una scrittura ricercata; per me questo normalmente non è un pregio, di solito preferisco stili più coinvolgenti, ma nel tuo caso ho apprezzato anche questo.


Per non dirti che è un racconto perfetto ti faccio le pulci:


 E così era stato lui a cambiare vita: per amore, quella forza che tutta la sua fisica e matematica non potevano spiegare.


 Questa frase è molto bella, ma troppo scontata; non rende giustizia al resto del racconto.


 Poi il cuore di Carla si era fermato. Così, senza motivo, era solo il suo tempo che terminava.


“Senza motivo”, io lo sostituirei con un “senza preavviso”. Il protagonista è un uomo di Scienza, non credo che si accontenterebbe mai di non conoscere le motivazioni.


Ripeto, questi sono due nei all'interno di un ottimo racconto. Complimenti!


Ciao e alla prossima.



Invisible Man, di Adry666


Ciao Adriano.


Racconto decisamente centrato. Mi è capitato spesso di leggere storie con protagonisti portatori di handicap e spesso, se non sempre, si arrivava a rendere tutto patetico. In questo caso invece è tutto frizzante. L'autoironia del protagonista, che lo rende ancora più umano, fa vedere quanto il solo salire sull'autobus possa diventare un'impresa eroica.


Dal punto di vista tecnico non ho nulla da segnalarti.


Bravo e complimenti!



Un attimo, per sempre, di Willy


 

Ciao Vilma, ben trovata.


Cavolo, quanti sentimenti in così poche battute. Brava, la storia mi è piaciuta molto, bella l'atmosfera che hai creato, e perfetta nel trasmettere l'impotenza ovattata del viaggio onirico. Il protagonista si sentiva trascinare da quella forza invisibile, ma non aveva paura. Sembrava di vivere un sogno anche a me. Complimenti. Però, il finale non mi piace, stona con il resto del racconto. Perché non fargli rivivere il dramma? Si sveglia privo di ricordi e gli danno la notizia della morte della figlia. Lo avrei apprezzato di più.


Nel complesso è un ottimo lavoro. Ciao



La guerra invisibile, di Flavia Imperi


 

Ciao Flavia.


Arianna camminava con Mipam lungo la strada buia di montagna.
— Paura, Ari? — fece il cugino, con l’aria spavalda tipica dei suoi quindici anni, ben due più di lei.


 Le prime frasi in un racconto sono fondamentali. Qui Trovo subito un infodump. Cerca un modo più elegante per dire l'età dei protagonisti.


Il racconto è carino, ma sembra più l'introduzione per una storia più lunga. Purtroppo manca di tridimensionalità. Non abbiamo né un origine, né un dopo. Guerra, verso chi? E dov'è stata questa strega fino a quel momento? Probabilmente avresti bisogno di almeno 20K per chiudere bene la storia.


Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, ho da segnalarti qualche sbavatura sulla punteggiatura dei dialoghi, in particolare manca l'apertura di uno di essi.


Ciao e alla prossima.



L'invisibilità, di Omaima Marfoq


 Ciao Omaima.


Concordo con chi ha commentato prima di me. L'idea di base è molto buona, ma non riesci a esprimerla al meglio. La solitudine della ragazza viene fuori solo alla fine e non lascia il segno. Peccato, perché quella sarebbe stata la parte migliore del racconto.


Per quanto riguarda lo stile che hai usato, ti faccio un'osservazione. Guarda il testo del tuo racconto (senza leggerlo) e poi fai lo stesso con gli altri. Ti accorgerai che il tuo è compatto, senza spazi; e così è anche la lettura. Vai poco a capo e non hai dialoghi (non rispondermi che la protagonista è sola; a te non capita mai di parlare al gatto?) che ti aiuterebbero a velocizzare il racconto. Cerca poi di farci vivere le azioni, non raccontarle, così come le emozioni della protagonista.


Sicuramente è un lavoro da riprendere in mano, lo spunto c'è, ma va elaborato meglio.


Ciao e alla prossima.



L'essenziale, di Beppe Roncari


Ciao Beppe, ben trovato nell'Arena.


Il racconto è scritto bene, il tuo stile è ineccepibile, sei bravo e si vede. Però il tuo racconto mi ha lasciato la sensazione di aver letto una soap opera. I toni usati, la trama spiccia; mi aspettavo di vedere il Dottor Vazquez che usciva dalla sala operatoria con un asciugamano sporca di sangue in mano. “Donna Catarina, Miguel sta lottando con la morte; ma ci sono io con lei!”


Forse è per via dell'interruttore che disattiva la vista... non lo so, non mi convince.


Chiaramente questo è solo gusto personale, perché il racconto è sicuramente valido.


Ciao e alla prossima.


 

Ritorno a casa, di Alexandra Fischer


 

Ciao Alexandra.


Come Serena anch'io ho faticato parecchio a seguirti.


L'inizio stenta, ci sono nomi e posti a cui dobbiamo abituarci, e purtroppo 3000 battute non bastano per farlo. Poi c'è la trama di per se che trovo solo accennata, personalmente ho letto l'introduzione di qualcosa che potrebbe anche piacermi, ma che non ho avuto modo di leggere.


Durante la lettura ho avuto l'impressione che tu abbia scritto il racconto in due momenti diversi. Ci sono parti in cui i periodi sono lunghi e infarciti di virgole, e altri lapidari di massimo cinque parole, poi il punto e a capo. Praticamente ho avuto l'impressione di trovarmi davanti la vecchia e la nuova Alexandra.


Purtroppo non posso dire che il racconto mi sia piaciuto. Mi dispiace.


Ciao e alla prossima.



L'amante invisibile, di serena Aronica


Ciao Serena.

Temo che la scelta del sesso con il cane possa turbare e non poco il lettore, ma personalmente ho apprezzato parecchio il rischio che hai corso. Sei uscita dal “facile” (se tu avessi usato un cane per salvare la vita di un bambino sarebbero scrosciati gli applausi), ma così facendo ti stai esponendo alle critiche.

Personalmente, l’unico difetto che trovo nel racconto è il tono della narrazione. Avrei preferito una scrittura più elementare che potesse rendere tutto più frizzante. Fino al colpo di scena sembra una storia di normali corna, io avrei cercato di rendere tutto ancora più grottesco, insinuando il dubbio che potesse essere il cane l’amante.

Ribadisco i miei complimenti per il tuo coraggio.

 

Ciao e alla prossima!

 

 

Ombre, di Maria Rosaria Del Ciello


 

Ciao Maria Rosaria.

Tecnicamente il tuo racconto è scritto bene, ma personalmente non ho capito il racconto. Cos’è questa “tela nera” che attanaglia il protagonista? Perché se ne accorge solo lui? È forse una metafora per parlare della depressione? Se fosse così, però, gli specialisti dovrebbero accorgersene.

Non lo so, temo che tu abbia fatto un grosso errore (almeno nei miei confronti). Hai fatto sentire stupido il lettore (me), perché se arrivo alla fine e le domande sono più delle risposte mi sento inadeguato.

Mi dispiace, ma, nonostante un’ottima prosa non posso giudicare positivamente il racconto. So che è un mio limite.

 

 

 

Classifica:


 

 


  1. Invisible Man, di Adry666




  2. Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano




  3. Un attimo, per sempre, di Willy




  4. L'essenziale, di Beppe Roncari




  5. L'amante invisibile, di Serena Aronica




  6. La guerra invisibile, di Flavia Imperi




  7. Il Vecchio e le Colombe, di Damiano D'Andrea




  8. L'invisibilità, di Omaima Marfoq




  9. Ombre, di Maria Rosaria Del Ciello




  10. Ritorno a casa, di Alexandra Fischer




Il Soldato
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Messaggio#6 » giovedì 3 settembre 2015, 3:15

è stato difficilissimo. Tutti molto bravi, per mancanza di tempo mi sono ridotto a commentare gli ultimi testi e fare la classifica a quest'ora. Non so bene come funziona, se devo copiare e incollare i commenti fatti o scrivere quello che penso di ogni racconto commentato. In ogni caso mi aggrego agli altri. E mi scuso anche in caso di errori riguardo a qualche lettera dei nomi. Ho modificato più volte questo testo perché i codici non andavano via :/
Ritorno a casa – Alexandra Fischer

Per prima cosa ho apprezzato moltissimo la storia in se, l’ambientazione fantasy e l’intreccio con la storia è ben delineata. Nonostante questo però si nota che per via del taglio netto dovuto ai caratteri contati si è tralasciato qualche dettaglio che avrebbe senz’altro aiutato a capire bene la lettura.
“Non importava dove si abitava, ci aveva provato, lui a cambiare casa, nel corso dei suoi”Uhm.. la direi così. “non importava dove si abitava, ci aveva provato lui, a cambiare casa. Nel corso dei suoi anni a Ewigreignen era stato in basso e in alto.
Ho spostato una virgola e messo un punto alla fine della frase. Mi sembrava più appropriata come interruzione. Detto ciò, ho apprezzato molto il testo. Complimenti davvero, fantastico!

La guerra invisibile – Flavia Imperi
Credo che gli elogi siano più che meritati, adoro l’horror e questo mi piace molto. Ho apprezzato molto la descrizione della casa quasi distrutta, sola, nel bel mezzo della natura. Come al solito i caratteri hanno intralciato il comprendimento assoluto di tutto questo. Per esempio, viene da chiedersi cosa ci fanno due ragazzi su una strada di montagna buia. Ma questo non è rilevante. I dialoghi sono ben orchestrati devo dire, è molto scorrevole sopratutto per il fatto che non si incentra praticamente sul dialogo ma anche sulla scena. Che, nonostante tutto, è ben descritta e godibile. Ho trovato una parte che non mi è chiara anche alla seconda lettura.
“— Presto, qui sopra! Seguì il cugino lungo la scala di legno verso il solaio, affacciandosi.  Mipam tremò tanto che la scala ondeggiò fino a cadere nel vuoto… Arianna era aggrappata con tutte le forze alla botola, quando apparve il muso putrefatto di Stella e le soffiò.”            Analizzo: entrambi salgono sulla scala di legno, lui trema, fa ondeggiare la scala (questa si rompe evidentemente, o capita qualcosa di strano) e la botola da dove spunta però? Entrambi erano sulla scala di legno. Chiarirei questo punto, forse o.o (insicurezza time)                                 Ma molto spesso l autore preferisce inserire i dettagli gradualmente, per creare una sorta di effetto sorpresa, credo sia questo il caso.
Ribadisco che il testo è di ottima qualità, tutto questo sono solo opinioni e domande a cui ho pensato quando l’ho letto. Complimenti comunque, sei bravissima

Un attimo, per sempre - Vilma Cretti
Storia a dir poco fantastica! amo la drammaticità, la morte della ragazza è stata la più bella e toccante scena. Si respira la disperazione del padre che, essendo invisibile, non può far altro che assistere al successivo e imminente schianto. La parte finale mi ha lasciato con un dubbio, era tutto un sogno quindi? oppure la ragazza è morta lo stesso? Concludo con il dire che la storia è scorrevole e molto ben scritta. Si legge con piacere. Buon lavoro

L’amante Invisibile –
Idea originale, esiste un fatto di cronaca legato a una storia simile. Diciamo che alla fine è tutto intersecato bene, scorrevole, divertente riguardo al marito che cerca di in tutti i modi di trovare l’amante e arriva a cospargersi di profumo. Finale che sfiora il genere fantascientifico, di un erotismo che non tutti, compreso il sottoscritto, apprezzano. Realtà fin troppo soggettiva perché possa conquistare un ampio pubblico di lettori. Per quanto riguarda il resto è scritto molto bene

OMBRE - Maria Rosaria del Ciello
Lo trovo un testo moderatamente discreto. Nel senso che ci sono dei punti a sfavore e dei punti a favore. Il colpo di scena finale è azzeccato ed imprevisto, originale, seppur , da lettore, quasi lo trovo privo di senso. Inoltre, un punto a sfavore abbastanza evidente direi, è il fatto che in genere in ogni testo , almeno nella parte finale, c’è un fondo di speranza. Qui no. C’è solo una forte linea depressiva che regna sovrana per tutto il corso della narrazione. E questo conferisce al testo più che suspense, prevedibilità . Tranne per la parte finale, come ribadisco. Riguardo al modo di scrivere, è scritto benissimo. E mi scuso se il commento risulta un po’ sgradevole, ma premetto che questo non influenza per niente il voto. Commento solo facendo notare più cose possibili, sono abituato così, da bravo B. Reader

Invisible Man - Adriano Muzzi
Premessa: quello che scriverò ora non influenza il voto. Sono abituato a commentare facendo notare ogni cosa che noterebbe un semplice lettore.
Le prime righe del qui presente testo sembrano essere un manuale d’istruzioni. La trama, difatti, non è adatta per uno stile così “sterile”. Naturalmente, con stile sterile si intende uno stile che predilige i dettagli al sentimento. è una trama molto introspettiva, che dunque punta sul sentimento stesso, non può essere ben sviscerata tramite questo stile. Nonostante questo, lo stile rimane pur sempre scorrevole e facile da leggere, hai un buon di scrivere. Alla prossima e buona fortuna.

Le stringhe di Ermete - Valter Carignano
il testo non è male, peccato che la complessità della trama non sia ben miscelata con lo stile troppo poco fluido. Una trama complessa richiede uno stile semplice ( qui evidentemente questa regola non è stata applicata o semplicemente è stata male interpretata) e viceversa. In generale il testo presenta del sentimentalismo gradito per un pubblico che si è già approcciato al genere e sgradito per chi gli si approccia per la prima volta. Ben riuscito comunque, hai uno stile che si legge molto volentieri. E oso premettere anche qui che tutto questo che ho detto non influenza in alcun modo il voto, commento solo cercando di far notare tutto quello che prova un lettore comune (d’altronde sono un lettore comune e scrittore esordiente) Bellissimo comunque

L'invisibilità - Omaima Marfoq
Racconto molto introspettivo che ti porta a vivere appieno la solitudine e l’avventura della protagonista. Anche se devo ammettere che a volte la troppa introspezione, senza svezzarla con un dialogo (anche di poche righe) risulta pesante, per questo consiglio caldamente di rivedere bene lo stile. Apprezzata molto l’idea, null’altro da dire. In bocca al lupo

Colpevole di non esistere - Francesco Nucera
Ciao, il testo non è per niente male a livello di trama. Anche se almeno dal mio punto di vista concentrarsi troppo su un dialogo diretto impedisce di inserire molti particolari all’interno della narrazione. Consiglierei di evitare dialoghi superflui in modo tale da poter inserire altri dettagli magari rilevanti per la trama. Rimane comunque uno stile davvero scorrevole. Molto bravo.

L'essenziale - Beppe Roncari

Racconto molto toccante e ricco di sentimento, servito su un piatto d'argento grazie allo stile molto scorrevole e toccante. Piaciuta la storia in se, un uomo cieco che successivamente recupera la vista grazie a dei nano bot. Originale e fantascientifica, dal mio punto di vista, ma pur sempre reale. Molto bella la parte finale, l'ultima frase sopratutto. Il testo in se è colmo di dettagli e di certo non ha appesantito la lettura. Tutto leggero e ben equilibrato tra sentimento e storia. Ottimo lavoro.

1) L'essenziale - Beppe Roncari
2)Ritorno a casa - Alexandra Fischer

3)Le stringhe di Ermete - Valter Carignano

4) Colpevole di non esistere - Francesco Nucera

5) L'invisibilità - Omaima Morfaq

6) Un attimo, per sempre - Vilma Cretti

7)  Ombre - M.R Del Ciello

8) Invisible Man - Adriano Muzzi
9) La guerra invisibile - Flavia Imperi
10) L'amante invisibile - Serena Aronica

Serena
Messaggi: 97

Messaggio#7 » giovedì 3 settembre 2015, 14:11

In un ritardo mostruoso, posto la mia classifica!

1 – Le stringhe di Ermete di Valter Carignano
Ciao Valter! Probabilmente il tuo racconto è il più bello tra tutti quelli letti nel nostro girone… visitiamo con la fantasia mondi diversi eppure, questo non esclude il fatto di trovare armonia in qualcosa che non ci è puramente congeniale. La tua storia mescola il dolore “stringato” di un uomo, che cerca di arginare e spiegare il corso della sua esistenza, con le sue perdite e i suoi sacrifici. Ma alla fine, vinto dalla perdita della moglie, cerca rifugio in un altro quando, un altro dove… quell’invio racchiude molto. Una speranza, una fine? Chi lo sa… ognuno di noi alla fine di un percorso sceglie quale opzione premere… per me un bellissimo racconto.

A presto!

2 – Colpevole di non esistere di Ceranu
Ciao Ceranu! Racconto dal forte gusto noir, quasi al limite del grottesco! La prima parte è una simpatica critica alla nostra ossessione per i social network… il non essere nessuno all’infuori della torbida macchina che ci inghiotte nel calderone dei social. Il finale l’ho poi trovato davvero gustoso e cinico! Il caramba che appioppa la rivista dell’arma all’omicida insospettabile! Davvero un ottimo racconto… semplice ma d’effetto!

A presto!

3 - Invisible man di Adry666

Ciao Adriano! Finalmente in un girone insieme… e come vedo la pioggia è sempre con te! Molto carino il tuo racconto… mi piace l’ironia anche un tantino cinica che fa da filo conduttore. Sei stato bravo a non finire nel pantano della lacrima facile, sei rimasto sempre in perfetto equilibrio. Un racconto che all’inizio è riuscito a fuorviarmi, quasi credevo che fosse una storia fantascientifica!!!

A presto!

4 – L'essenziale di Beppe Roncari
Ciao Beppe! Rieccoci nello stesso girone infernale! La tua bravura risiede nell’essere sempre molto leggero… la  lettura delle tue storie è sempre in discesa. Molto carina l’idea di un uomo che cerca di riappropriarsi di un senso che ha perso, e che una volta riconquistato si rivela ingestibile e spaventoso, quasi invadente! Io poi, pur amando alla follia l’horror, non sopporto nulla che riguardi gli occhi… mi fanno impressione! Per questo ho “sentito” fisicamente il tremendo disagio vissuto dal protagonista!

A presto!

5 – Un attimo per sempre di Willy
Ciao Vilma! Avevo intuito che il padre fosse in una sorta di limbo astrale da subito. Il suo essere conscio della situazione è reso dalla sua percezione della pioggia che gli bagna i capelli. E’ molto bella la scena dell’incidente, quasi delicata nella sua potenza mortale. Pur non amando le storie stucchevoli o di facili sentimenti, ho trovato la tua molto elegante e dignitosa e nella sua sofferenza.

A presto!

 6 – Ombre di Maria Rosaria Del Ciello

Ciao Maria Rosaria! La depressione è un male affamato, che una volta insiadotosi disfficilmente lascia scampo… nella tua stroria, il protagonista si lascia inghiottire da questo male oscuro e ramificato. Scritto bene, eppure qualcosa mi stona. Probabilmente è colpa del poco spazio, che obbliga lo scrittore a stipare idee e azioni rendendole troppo compresse. Però il protagonista mi sembra troppo vittima… di se stesso, della compagna, del medico… è comunque un buon lavoro!

A presto!

7 – L'invisibilità di Omaima Marfoq

Ciao Omaima! Mi piacciono i viaggi introspettivi, hanno qualcosa di magico! La tua storia ha un respiro potente, che viene troncato però dal poco spazio. Anche io alla fine della lettura mi sono trovata con troppo domande… e questo senso di vuoto lascia l’amaro in bocca. Credo che questa storia possa essere ampliata e resa un ottimo racconto lungo.

A presto!

 8 – La guerra invisibile di Flavia Imperi

Ciao Flavia! L’horror è il mio territorio preferito… mi piace scoprirlo in tutte le sue declinazioni, anche se le nere atmosfere classiche sono le mie preferite. Adoro le streghe, i gatti e le vecchie case scheletriche abbandonate e tu sei riuscita a tessere un quadro molto interessante ma… il finale non mi piace. Presa dal ritmo perfetto, sono inciampata su quella scala e non ho capito cosa stesse succeddendo. La strega col cellulare in mano non mi ha convinta… avrei preferito qualcosa di più macabro… tipo la ragazzina resa una sorta di creatura non morta come i gatti, in grado di procurare altra carne per la vecchia megera. Ma ognuno ha la sua fantasia…

A presto!

 9 – Ritorno a casa di Alexandra Fischer

Ciao Alexandra! Onestamente io non sono riuscita ad apprezzare il tuo racconto. E’ molto confuso e stipato di elementi che in un testo così breve hanno solo l’effetto di soffocare il lettore. Credo che tu abbia una spiccata attitudine per il genere fantasy, e sono certa che con la giusta libertà di caratteri tu possa dare vita ad un mondo ricco di personaggi e luoghi ma qui rischi di infilare troppo carne su una graticola eccessivamente esigua.

A presto!

 10 – Il vecchio e le colombe di Damiano D'Andrea

Ciao Damiano! La storia è molto semplice e mi ha ricordato la vecchietta di Mary Poppins che dona molliche ai piccioni… tuttavia mi è sembrata una storia che tende troppo al facile sentimentalismo. Inoltre alcuni punti sono appesantiti da una forma che mira ad una ricercatezza lessicale che lo rallenta e invecchia. Probabilmente utilizzando un linguaggio meno artificioso e più semplice, la storia avrebbe potuto  avere la leggerezza di un batter d’ali.

 

A presto!

 

 

 

 

 

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beppe.roncari
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Messaggio#8 » giovedì 3 settembre 2015, 14:39

Classifica

(con titolo alternativo, scherzoso)

 

1. La guerra invisibile, di Flavia Imperi, “Stregata dalla tecnologia”

2. L’amante invisibile, di Serena Aronica, “Marito sornione gattone, la Canina attende moglie infedele”

3. Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera, “La rivista dell’arma”

4. Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti, “Lunga e diritta correva la strada… l’auto veloce correva…”

5. “Invisible Man”, di Adriano Muzzi, “Invisibile ma…”

6. Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano, “Allacciati le Stringe e va’ dove ti porta il cuore”

7. Ritorno a casa, di Alexandra Fischer, “Umano, troppo umano? No. Invisibile, troppo invisibile”

8. Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea, “Bellissime colombe e stupidi piccioni”

9. Ombre, di M.R. Del Ciello, “Ombre sulla comprensione”

10. L’invisibilità, di Omaima Marfoq, “Invisible Woman: Origins”

 

 

 

Commenti

 

– Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano, “Allacciati le Stringe e va’ dove ti porta il cuore”

“Personaggio è trama” mi ha detto una volta qualcuno, forse lo sosteneva già Aristotele. Nel tuo caso, Valter, sono stato preoccupato fino alla fine del racconto che non fosse un racconto ma solo un “ritratto”, la presentazione di un personaggio, il tuo protagonista, e stop. Perché c’era il rischio non sottile che non succedesse niente, senza nessuna azione, non c’è infatti trama, non c’è racconto.

Ti salvi in corner con quel “Premette ‘invio’ e scomparve.”

Alla prossima, ciao!

 

– Ritorno a casa, di Alexandra Fischer, “Umano, troppo umano? No. Invisibile, troppo invisibile”

Ciao Alexandra! Crei una buona ambientazione, ma manca il racconto. Questo è il setup di un romanzo/racconto lungo fantasy, ma non è una storia in sé, a mio parere, anche perché è molto "raccontata" e non "mostrata". Il rischio dell'infodump per introdurre un mondo si può avere solo se hai molti ma molti più caratteri a disposizione e la prospettiva di raccontare una lunga storia, altrimenti lasci il lettore un po' con l'amaro in bocca per il piacere della bella scrittura ma per la mancanza di sostanza narrativa a cui aggrapparsi... Sorry per la critica, davvero, spero tu la prenda come (pro)positiva. Ciao! Alla prossima! :-)

 

– Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea, “Bellissime colombe e stupidi piccioni”

Ciao Damiano, ben trovato.

Piccione e colombo sono lo stesso animale, ma si chiamano "piccioni" quando si allude a quelli brutti che ammorbano le città come delle pesti, mentre le "colombe" bianche sono simbolo di purezza e pace. Usare indiscriminatamente i due termini mi pare un errore, a meno di non contestualizzare le voci: per il vecchio quei volatili sono "bellissime colombe", per i passanti "stupidi piccioni", qualcosa del genere.

Anche perché la voce è un elemento essenziale del tuo racconto.

Alla prossima!

 

– La guerra invisibile, di Flavia Imperi, “Stregata dalla tecnologia”

Ciao Flavia, complimenti! Horror-fantasy carino, che fa un po' il verso alla Strega di Blair ma con un finale ironico e originale. Per un (felice, credo) errore di comprensione e lettura mi sono visto davanti la strega "sospesa" dal soffitto, come un ragno con la sua ragnatela, a testa in giù, con "ribaltamento" delle leggi naturali... Te lo suggerirei come miglioramento dell'immagine, rispetto al fatto di vederla "fluttuare" dal suolo. La frase che intendo indicarti è "i piedi neri sospesi dal pavimento", chissà perché spontaneamente avevo letto "soffitto" e non "pavimento"... meglio, non credi? Ma è questione forse di gusti personali. Ciao! ^___^

 

– Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti, “Lunga e diritta correva la strada… l’auto veloce correva…”

Ciao Vilma, ben trovata!

Bella storia, un po' di difficile comprensione alla prima lettura, unico appunto che posso muoverti, essendo troppe le possibili opzioni (è il padre che guida e che si vede come dall'esterno? è un sogno? è un ricordo? è una proiezione astrale? è qualcosa di metafisico che succede veramente? o no?).

Alla fine credo che sia il padre che ha visto in modo metafisico la morte della figlia senza averla potuta impedire, la rivive "sempre", ogni notte, in sogno. Che sia successo veramente o no, cambia forse poco.

Alla prossima!

 

– L’amante invisibile, di Serena Aronica, “Marito sornione gattone, la Canina attende moglie infedele”

Ciao Serena, carino, caustico, ironico, con finale a sorpresa. Personalmente il tema sessuale non mi ha infastidito. Forse non è originalissimo l’inizio, i sospetti del marito etc. ma poi la declinazione che gli dai merita un premio. Tanto più perché “se vuoi nascondere una cosa, mettila bene in vista” – che cosa c’è più invisibile di un cane fedele come amante? Chi più cieco di un marito che “non vuole vedere”? Brava, alla prossima! ;-)

Ocio: “I giorno passano” refuso.

 

– Ombre, di M.R. Del Ciello, “Ombre sulla comprensione”

Ciao Maria Rosaria, ben trovata!

Allora, il tuo racconto non mi convince appieno, perché non si capisce cosa succede. Sembra che nel finale e con il particolare del dottore con il bastone che fa tac tac tu voglia forse allude al fatto che il Dr Miller sia il diavolo? Ma perché? E cosa gliene viene in tasca dall'immobilizzare il povero protagonista? Perché la moglie lo lascia? Non che nella realtà queste cose non capitino, ma in un racconto ci vuole un motivo per ogni dettaglio, altrimenti non si capisce la trama.

Ciao, alla prossima!

 

– “Invisible Man”, di Adriano Muzzi, “Invisibile ma…”

Ciao Adry666, ben trovato.

Il tuo racconto mi è piaciuto. All'inizio avevo dei dubbi, dato che mi sembrava che ci fosse un’incoerenza: invisibile la tuta dell’uomo ma non il veicolo. Non aveva senso. La cosa mi disturba ancora un po’ perché mi pare un piccolo “imbroglio” al lettore, per il gusto del colpo di scena finale. Non ne avevi bisogno, la tua storia sull’invisibilità della disabilità era già abbastanza forte da sola, senza dover ricorrere a questi mezzucci.

In “un inspiegabile fretta” refuso, manca l’apostrofo.

 

– L’invisibilità, di Omaima Marfoq, “Invisible Woman: Origins”

Ciao, Omaima Marfoq, ben trovata.

Il tuo scritto a mio parere non è un racconto ma l'incipit di una storia. C'è il classico evento scatenante (o "storia d'origine" , se fosse quella di un supereroe), come la protagonista perde la visibilità (o acquista il potere dell'invisibilità) ma nient'altro. Il resto è ambientazione, ma non trama. Quindi buon inizio, ma senza sviluppo.

Alla prossima!

 

– Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera, “La rivista dell’arma”

Ciao Ceranu, ben ritrovato!

Racconto ironico carino. Questa battuta stona un po’ perché non è naturale: “«Nel 2020 sono quelli i più pericolosi.»”. Ti serve per dire che siamo nel 2010 ma potevi trovare un modo migliore per dirlo, anche solo metterlo nell’incipit.

Bello il finale.

Attento a un piccolo refuso, “mo” si scrive con l’apostrofo. Alla prossima!

 

valter_carignano
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Messaggio#9 » giovedì 3 settembre 2015, 15:34

Ciao a tutti e innanzitutto scusate il ritardo, è stato un inizio settembre laborioso. Complimenti sinceri per il gran lavoro di ognuno e grazie per i giudizi positivi o negativi, ma sempre utilissimi, sul mio racconto.

Difficile stilare una classifica. Personalmente, credo esistano molti modi di scrivere narrativa, molti stili possibili, al di là dei suggerimenti strutturali condivisi dalla maggioranza degli autori e delle scuole di scrittura.
Per quello che può valere il mio giudizio cerco quindi di non valutare in relazione a categorie predefinite, tipo 'un racconto dev'essere così o cosà, deve esserci questo e quello, sennò non vale niente'. Altri lo fanno, e avranno sicuramente le loro giuste ragioni; io preferisco di no. Per quanto mi è possibile cerco di valutare quanto leggo secondo le sue caratteristiche specifiche, cercando di comprenderle. Naturalmente, poi, anch'io ho la mia storia, le mie predilezioni, i miei gusti e soprattutto le mie mancanze e limiti.
Da tutti questi elementi deriva il fatto che certi racconti siano per me meno comprensibili e 'compiuti' rispetto ad altri, e poi purtroppo una classifica si deve per forza fare. Ripeto: davvero complimenti a tutti. E' un onore essere qui con voi.
Dopo questa verbosa premessa, ecco la mia personalissima classifica:

1 Un attimo, per sempre di Vilma Cretti
2 Ritorno a casa di Alexandra Fischer
3 Ombre di M.R. Del Ciello
4 La guerra invisibile di Flavia Imperi
5 Colpevole di non esistere di Francesco Nucera
6 'Invisible man' di Adriano Muzzi
7 L'amante invisibile di Serena Aronica
8 Il vecchio e le colombe di Damiano D'Andrea
9 L'essenziale di Beppe Roncari
10 L'invisibilità di Omaima Marfoq

Il vecchio e le colombe
Innanzitutto, complimenti. Lo spunto secondo me è buono, la storia ordinaria, triste e banale vita di un vecchio che nel finale (ottimo) vira speranzosa e quasi catartica verso il soprannaturale.
Secondo il mio gusto, però, il testo appare un poco involuto, a tratti pesante e dalle costruzioni sintattiche forse meno evocative rispetto alle intenzioni. D’altra parte, riconosco la scelta di avvicinarsi alla ‘prosa d’arte’, e tempo e spazio come sempre sono stati tiranni.

Ritorno a casa
Innanzitutto, complimenti per l’ambientazione, molto evocativa.
Alcuni passaggi mi sembrano un po’ oscuri, forse la tirannia del tempo non ti ha permesso di definirli al meglio: fra gli altri, come lui potesse interagire con gli altri essendo invisibile (‘Crescendo, si era scoperto invisibile’ verso la metà del racconto) e perché questo dovesse preoccuparlo così tanto alla fine del racconto, visto che era così da anni.

La guerra invisibile
Ritmo molto buono, complimenti. Tutto si sussegue in maniera veloce ma non eccessiva, lasciando spazio alla comprensione. E poi a me piacciono i gatti, quindi… :-)
Non ho capito bene cosa succede negli ultimi paragrafi, alla prima lettura, ma probabilmente era colpa mia. Una sola cosa: che facilità ha avuto la strega a far funzionare il cellulare e a capire internet, se non li aveva mai visti!

Un attimo, per sempre
Complimenti, scritto bene e con proprietà. Inizialmente, avevo pensato che il padre fosse morto, e che vegliasse in qualche modo sulla figlia. E poi che il dialogo si riferisse al fatto che lei – morta – se ne sarebbe andata con lui nel fatidico ‘posto migliore’.
Detto questo, che può essere benissimo soltanto un mio errore, efficace anche il finale.

L'amante invisibile
Che dire? Se l’intenzione era di ‘épater les bourgeois’, di colpire, sicuramente il risultato è raggiunto. Personalmente, e sicuramente è un mio limite, trovo questo tipo di surreale con l’inserimento di vicende sessuali poco nelle mie corde.
A parte questa parentesi personale, lo stile è secondo me buono e scorre liscio. Forse qualche dialogo in più, volendo, ma buono anche il flusso di pensiero.

Ombre
Stile stringato, asciutto, tenuto bene fino alla fine. Complimenti.
La vicenda, secondo il mio personalissimo parere, poteva essere un poco più approfondita. Per esempio, mi sono chiesto se magari lui fosse stato in qualche modo avvelenato dalla moglie, e perché non si renda conto che il medico gli mente quando dice che ‘ce l’abbiamo tutti’ (al di là del fatto che l’inizio della malattia sia poco visibile per la maggioranza).
Ma in fondo sono piccolezze, il tempo e il numero dei caratteri sono sempre pochi. Cmq credo sia un buon lavoro.

'Invisible Man'
Personalmente, e mi rendo conto che è una specie di mia idiosincrasia, non amo molto i racconti, le storie e tutto ciò che abbia a che fare con l’handicap, per il semplice motivo che – per la mia esperienza – si finisce sempre col pietire e con cercare ‘l’effetto facile’ dato il tema.
In questo caso, non solo non lo fai (onore al merito) ma scrivi anche una storia piacevole, con buona forma che solo in qualche punto potrebbe essere ‘purgata’ di qualche frase fatta (tipo ‘color grigio topo’). Ottimo risultato.

L'invisibilità
Davvero molto suggestivo, con una buona forma che tuttavia – secondo il mio personale parere – alla lunga mi sembra tenda a stancare. C’è un piccolo plothole, un buco di trama, riguardante la fine dei genitori e il perché sono scomparsi, e secondo me non si capisce subito che si parla di <span style="line-height: 1.5;">diversi </span><span style="line-height: 1.5;">momenti della vita della protagonista</span><span style="line-height: 1.5;">.</span>

<span style="line-height: 1.5;">Avendo un poco più di tempo e spazio, personalmente credo che il racconto possa essere sviluppato e avere il valore che merita.</span>

Colpevole di non esistere
Stile veloce e perfettamente adatto a quanto narrato, complimenti. La presa in giro del nostro tempo così ‘social’ è centrata, potrebbe essere un ottimo plot per uno sketch di cabaret. Personalmente non ho capito bene il finale, cioè l’abbonamento alla rivista dei carabinieri (non migliora la sua posizione ‘non social’) ma in fondo non ha molta importanza. Buon lavoro.

L'essenziale
Ottimo stile, originale l’idea (noto che c’è una piccola comunanza fra i nostri racconti, riguardo lo spettro del visibile, poi naturalmente ognuno prende una strada che porta a storie molte diverse).
Al di là del molto ben riuscito gioco di parole fra l’inizio e la fine che dona al racconto una bella forma circolare, alcune frasi dell’ultimo paragrafo non le ho capite bene. Ma problema mio, credo. Complimenti.

Omaima Arwen
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Messaggio#10 » venerdì 4 settembre 2015, 18:23




Commenti:


L'ESSENZIALE, di Beppe Roncari


Ciao Beppe, mi piace la storia che sei riuscito a scrivere in quel poco tempo a disposizione. Tutto è ben scritto e scorrevole, molto originali le idee e ottimo lo stile. Insomma, una piacevole lettura. Devo ammettere però, che anch'io, come altri, ho dovuto rileggere la parte finale più volte, per comprenderne il significato appieno. Comunque nel complesso un ottimo lavoro!!


Ombre, di Maria Rosa del Cielo


Ciao Maria Rosa, il racconto che hai postato è davvero ben scritto! Mi piacciono molto le idee che hai inserito, molto originali e ben strutturate. Sei riuscita a scrivere un racconto davvero scorrevole, che si legge tutto d'un fiato. Ho apprezzato la parte finale.(Sarebbe molto bello leggere la versione più lunga:) , sono infatti sicura che con più caratteri a disposizione saresti riuscita a creare un capolavoro!) Nel complesso un ottimo testo!!


La guerra invisibile di Flavia Imperi


Ciao Flavia, davvero grandioso il racconto che hai scritto. Un horror di grande potenza, come hanno già detto.


I dialoghi tra i due ragazzi, Mipam e Ari, sono molto realistici e la stessa cosa per le descrizioni delle ambientazioni. Davvero grandiose le idee su cui hai basato il testo!! Devo ammettere che anch'io a prima lettura non avevo capito appieno ciò che volevi trasmettere nella parte finale, è comunque bastata una seconda lettura. Nel complesso un ottimo racconto! Complimenti ^__^ (Avrai un bel posticcino nella mia classifica)


Il Vecchio e le Colombe di Damiano D’Andrea


Ciao, Damiano.


Innanzitutto, il tema è centrato appieno. Mi è piaciuto abbastanza questo tuo racconto. Molto delicato, toccante, malinconico e poetico direi.


Ci sono però delle cose da sistemare, come ti hanno già scritto altri prima di me... sono molte per esempio le ripetizioni e sono presenti delle sviste di punteggiatura.


Nel complesso, comunque, un bel racconto, ma da migliorare.


A rileggerci!


Ritorno a casa, di Alexandra Fischer


Ciao, Alexandra.


Il tema dell'invisibile è rispettato. Complimenti per il racconto che sei riuscita a scrivere. Mi è piaciuto abbastanza. Ma devo ammettere che anch'io ho dovuto rileggere più volte il testo per comprenderne appieno l'evoluzione. Sono sicura che con più caratteri a disposizione saresti riuscita a scrivere un vero e proprio capolavoro! In ogni caso le atmosfere e le ambientazioni sono davvero ben descritte.


Un attimo, per sempre di Vilma Cretti


Ciao, Vilma. Innanzitutto, il racconto che hai scritto è attinente al tema prestabilito. E' tutto davvero ben scritto, scorrevole, efficace e coinvolgente. Molto bello il modo in cui descrivi l'atmosfera e i sentimenti del protagonista. Ma devo ammettere che anche a me il finale ha lasciato parecchi dubbi...


Nel complesso una piacevole lettura, la storia mi è piaciuta molto. Complimenti!


Un attimo, per sempre di Vilma Aronica


Ciao, Serena.


Hai di per certo molto talento nello scrivere, molto belle le descrizioni ed è risultato tutto molto scorrevole, ma questa storia, con questo finale a sorpresa, personalmente l'ho trovata un po' troppo surreale... povero marito! Comunque hai utilizzato un'idea del tutto originale e stravagante, ma forse un po' troppo azzardata per i miei gusti. Complimenti in ogni caso per il coraggio!


Colpevole di non esistere di Francesco Nucera


Ciao, Francesco. Ma che idea geniale quella dell'invisibilità come assenza dal web! Davvero l'ho apprezzata molto.


Ottimo racconto, davvero. Hai uno stile molto scorrevole, piacevole e anche "simpatico" direi.


Davvero grandioso anche il finale, che rende la situazione in cui si trovano i personaggi ancora più "assurda e comica".


Nel complesso racconto piacevole e ben scritto. Complimenti!


Le Stringhe di Ermete di Valter Carignano


Ciao, Valter.


Ho apprezzato parecchio questa tua storia, molto drammatica e delicata.


E con un finale davvero potente. Molto bello il modo in cui descrivi le atmosfere e i sentimenti per Carla che il protagonista prova, dopo averla persa.


Nel complesso un ottimo racconto, molto piacevole e scritto davvero molto molto bene.


Invisible Man, di Adriano Muzzi


Racconto piacevole, complimenti. Il tema dell’invisibilità c’è e devo dire che l’hai centrato in modo abbastanza originale! Come ha già scritto qualcun’altro prima però, le prime righe del testo sembrano un manuale d’istruzioni e sinceramente non mi è piaciuto molto come inizio.


Nonostante questo ottimo lavoro! Complimenti!


Classifica:


1.    Colpevole di non esistere di Francesco Nucera


2.    La guerra invisibile, di Flavia Imperi


3.    Le Stringhe di Ermete di Valter Carignano


4.    Invisible man di Adriano Muzzi


5.    Ombre, di M.R. Del Ciello        


6.    Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti


7.    Ritorno a casa, di Alexandra Fischer


8.    Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea  


9.    L'essenziale, di Beppe Roncari


10. L’amante invisibile, di Serena Aronica


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Adry666
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Messaggio#11 » venerdì 4 settembre 2015, 18:34

Ciao a tutti,

la mia classifica, come sempre sofferta e con molti “pari meriti” è la seguente:

1. Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera
2. Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti
3. Ombre, di M.R. Del Ciello
4. L’invisibilità, di Omaima Marfoq
5. L’essenziale, di Beppe Roncari
6. La guerra invisibile, di Flavia Imperi
7. Ritorno a casa, di Alexandra Fischer
8. Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano
9. Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea
10. L’amante invisibile, di Serena Aronica

Complimenti a tutti! Siete bravissimi!!
Ciaoooooo
Adriano
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– Il vecchio e le Colombe, di Damiano D’Andrea
Ciao Damiano,
tema centrato, le anime sofferenti sono invisibili )) Complimenti, il racconto è delicato e riesce a descrivere una situazione di solitudine che è abbastanza comune nelle nostre città indifferenti. Leggendo il tuo scritto ho ripensato a varie scene viste in passato nei parchi di Roma e Londra.
Il ritmo è abbastanza buono, occhio a delle frasi che suonano un po’ troppo “melense” (soluzione troppo facile…), OK il finale; ci sono alcune imprecisioni.
Non ho rilevato sufficiente empatia con il protagonista, dovresti lavorarci su.
Alcune notazioni:
“… La mia ormai nota metà da oltre vent’anni solo per poi giungere alla solita panchina e fermarmi lì, ad attendere i miei amici volatili…”. Non si capisce nulla, come vedi questa frase non si “regge” da sola, occhio.
“…Iniziavo a lanciare piccole molliche cosicché anche le più piccole Colombe potessero mangiare..:” Piccole-piccole.
“..Troppe volte ho dovuto difenderli da chi troppo cinico mi vietava di dar loro da mangiare ma che poi guardandomi attentamente si rendeva conto di avere a che fare con un povero vecchio e dunque lasciavano correre…” Forse meglio: “lasciava correre”
Da rivedere e sviluppare meglio, magari usando anche più caratteri
A presto
Adriano
– Ritorno a casa, di Alexandra Fischer
Ciao Alexandra,
ben ritrovata! Tema centrato: tanti spiritelli invisibili! ))
Complimenti per il tuo racconto, scritto bene, ambientazione molto d’effetto, evocativa.
Il fantasy non è il mio genere, e probabilmente proprio per questo mi sono perso in alcuni punti, un po’ oscuri per me. Forse darei un ordine diverso alla struttura del tuo racconto, ma ho visto che te l’anno già consigliato e quindi non mi soffermo oltre.
Bella la frase finale.
L’incipit l’avrei scritto così:
“Devan prese l’ultimo convoglio della notte perché desiderava ritornare nella propria città d’origine che sorgeva nella piana di Heisenland, famosa per il calore da fornace, proprio quello che gli ci voleva. Le sue membra erano irrigidite dalla permanenza durata anni nella città di Ewigreignen, e non ne poteva più di quell’eterna stagione di piogge.”
Brava! Ciao
Adriano
– La guerra invisibile, di Flavia Imperi,
Ciao Flavia,
tema centrato “da paura” ))
Ambientazione di grande effetto, per alcuni versi mi ha ricordato il “grande maestro” (S King), che spesso colloca i suoi romanzi nelle foreste del Maine, brividi!
Anche il paesino, con il massimo della trasgressione nella casa diroccata, mi ha ricordato la mia infanzia e di quando venivano i brividi a fare cose che sembravano incredibili e pericolosissime (come entrare in casolari abbandonati).
L’ultima parte mi è suonata un po’ strana: perché una strega avrebbe bisogno del web per connettersi, o fare altro, non ha già dei poteri soprannaturali?
L’ultima frase mi ha ricordato un articolo che avevo letto da poco:
http://www.bergamopost.it/tendenze/lapp-geniale-che-visualizza-tutte-le-onde-wi-fi-attorno-noi/
Bravissima, complimenti!
A presto
Adriano

– Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti

Ciao Vilma,
tema centrato in duplici modi! ;-)
Mi sono commosso e, da padre, ho provato lo stesso terrore del protagonista maschile.
Anch’io all’inizio avevo pensato che il padre fosse morto, invece tu riveli una sorta di “ponte” attraverso i sogni (incubi). Il finale fa venire la pelle d’oca: non aprire quella porta!!
Buon ritmo, suspense, scritto indubbiamente bene.
Nel passaggio: “…E mi sono appena accorto di una cosa: non posso cambiare direzione, posso andare solo avanti, con una sensazione paradisica appena inquinata dalla consapevolezza che noi uomini non possiamo volare….”
Penso che paradisiaca suoni meglio di “paradisica”
Come ti hanno già detto il termine “aspiro” suono un po’ troppo forte e ha una connotazione negativa
Molto brava! )
A presto
Adriano
– L’amante invisibile, di Serena Aronica
Ciao Serena,
ben ritrovata! ))
Che dire… WOW! Un bel cazzottone nello stomaco! Che coraggio!! Complimenti!
Buon ritmo, bei dialoghi. E poi una sorpresa notevole che non avrei mai immaginato. Interessante l’idea di depistare il cane con il profumo, ma non so se praticamente possa funzionare (comunque sentirebbe un odore “alieno” e/o percepirebbe i rumori)
Occhio all’incipit:
“…Qualche volta parcheggio dal lato opposto della strada, ultimamente…”
Io avrei messo: “Ultimamente parcheggio spesso dal lato opposto della strada.”
Povero cane, nel finale fa una finaccia, ahi )
Brava, ne esco piegato in due, ma va bene così. Secondo me in questi racconti super brevi ci deve essere sempre un forte capovolgimento di situazione, e tu l’hai fatto molto bene.
A presto
Adriano
– Ombre, di M.R. Del Ciello
Ciao Maria Rosaria,
il tuo racconto è scritto molto bene: buon ritmo, buona prosa. Tuttavia a una prima lettura risulta essere piuttosto ermetico. Ci sono dei punti oscuri difficili da dipanare; ho letto che si tratta di un racconto che fa parte di un progetto più esteso, forse è quello il problema. E’ difficile fare la sintesi di un racconto senza perdere dei pezzi importanti.
Strana la figura del “medico” che sembra sottovalutare la malattia da una parte, e dall’altra sembra considerare più l’ipotesi di una malattia mentale. Poi si scopre che il povero protagonista è affetto da una malattia degenerativa grave (mi ha ricordato la sindrome” locked-in”; ho letto un bellissimo libro in merito: “Lo scafandro e la farfalla” di Bauby Jean-Dominique) e viene abbandonato improvvisamente dalla moglie. La presenza del medico (?) vicino al suo letto che significato ha? Lo stava assistendo, o aveva un qualche tipo di rapporto con la moglie?
Comunque molto brava!
A presto
Adriano
– L’invisibilità, di Omaima Marfoq
Ciao Omaina,
tema centrato, la “doppia” invisibilità c’è.
Il racconto è scritto bene, bello l’incipit, toni surreali e un’ambientazione di effetto.
Tuttavia, come hanno detto già altri, ci sono dei “buchi” narrativi che potrebbero essere “ellissi” ma in realtà sono dei salti che non aiutano il lettore a capire cosa sia successo: la sparizione dei genitori, il ruolo della nonna, il significato della boccetta con il liquido dell’invisibilità…
Avendo un poco più di tempo e spazio, ti esorto a sviluppare maggiormente il racconto in modo di valorizzarlo come merita.
Alcune note:
“…sedie disposte in malo modo e un tavolo con sopra strani fiori appassiti…”
In malo modo suona male, e “strani fiori” l’avrei messo invece con una descrizione dei fiori che facesse percepire lo “strano”.
“…Non riuscii a trattenere una smorfia di disgusto. Emanava un terribile odore. Ma non ci feci molto caso…”
Beh, delle due l’una: o non ci fa caso, o prova disgusto, ecc.
“…Quando uscii, qualcosa mi si conficcò nel piede. Un pezzo di vetro…”
Ma i pezzi di vetro non stavano nella casa abbandonata dei genitori? Perché si ferisce nel suo bagno?
Comunque complimenti, il tuo racconto mi ha molto colpito.
A presto
Ciao
Adriano
– Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera
Ciao Francesco,
tema centrato, un’invisibilità molto temuta al giorno d’oggi ;-))
Mi hai fatto sorridere, il racconto ha un buon ritmo e tiene bene fino all’ultimo. La trovata dell’abbonamento, con pagamento bancomat, alla rivista “il carabiniere” è notevole, e chiude bene il tutto. Bravo!
Ho letto che ti hanno già segnalato alcune imperfezioni, io, invece , da ex carabiniere ti faccio notare che:
“…Il carabiniere, mitra in mano, avanzò verso la vettura ferma…” Di solito non rimane mai un carabiniere in macchina: uno va verso il veicolo, l’altro rimane nascosto dietro l’auto con il mitra. Quello che va verso la macchina di solito non ha armi in mano (a meno di un posto di blocco atto a fermare pericolosi fuggitivi).
“…Pino gli premette la canna del mitra tra le scapole e lo accompagnò al suolo…” Normalmente è una cosa che non si fa, piuttosto “americana” ))
Complimenti per la buona prova.
Ciao
A presto
Adriano

– Le Stringhe di Ermete, di Valter Carignano
Ciao Valter,
tema centrato sotto “ennesime” dimensioni )
Il tuo racconto è scritto molto bene, delicato in alcuni punti, triste in altri. La disperazione del protagonista veicolata verso la ricerca di una soluzione, forse “la soluzione finale”, è potente e fa quasi male al cuore.
Ho già letto che ti hanno segnalato alcune piccole imperfezioni, e quindi non mi soffermerò a rifarle. La mancanza di azione c’è, e in un racconto così corto pesa un po’; forse il lettore si aspetta qualcosa di diverso in questo contesto. Ma il finale capovolge tutto ricordando per alcuni aspetti “Sesto senso” di Night Shyamalan. Quel “…Premette ‘invio’ e scomparve…” distrugge tutte le certezze (scientifiche?) del lettore e apre un altro mondo.
Complimenti!
A presto
Adriano
– L’essenziale, di Beppe Roncari
Ciao Beppe,
tema centrato.
Anch’io avevo pensato subito alla bella frase del Piccolo Principe! )
Racconto fluido, buon ritmo, forse un po’ troppo “leggero” in alcune parti. Incipit e finale potenti.
L’idea della “pressione” dei fotoni, e di tutte le altre tipologie di radiazione sulla retina è molto forte, e fa pensare; da una parte terrorizza, dall’altra fa sorridere la mia “parte scientifica”. Ho anche provato a chiudere gli occhi per sentire se percepivo qualcosa di fastidioso… ma niente. 
“…Si impara a vedere…” Verissimo, per una persona da sempre cieca, o cieca da molti anni, ritornare a vedere potrebbe significa ri-imparare a vedere.
“…La buona notizia è che quell’interruttore è sempre dentro di lei, nel suo cervello… Lei può smettere di vedere. Deve solo… volerlo...” Questa frase suono un po’ “new age”, e forse in questo caso sarebbe stato meglio ometterla.
Complimenti, bravo.
A presto
Adriano

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willy
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Messaggio#12 » venerdì 4 settembre 2015, 22:06

Ecco, all'ultimo minuto, la mia classifica preceduta dai relativi commenti in ordine sparso. Come al solito mi sono divertita e ringrazio Livio Gambarini per l'intrigante traccia che ha ideato e tutti quelli che hanno contribuito a questa bella edizione. Alla prossima!
 
RITORNO A CASA
Di Alexandra Fischer

Racconto che ho letto volentieri per i tocchi fantasiosi presenti come pennellate di colore.
C’è qualche incertezza nelle virgole, dovuta alla fretta per la stesura, immagino. Ad esempio, in questa frase ne inserirei due:
“le sue membra erano irrigidite dalla permanenza, durata anni, nella città di Ewigreignen”
Ti segnalo un’incongruenza:
“Sì, ciao.”
Questo modo colloquiale di esprimersi mi è sembrato un po’ fuori luogo data l’ambientazione fantastica del racconto. Qualche incoerenza nel trattare l’invisibilità del protagonista. Però complimenti per la fantasia.
 
IL VECCHIO E LE COLOMBE di Damiano D'Andrea
Racconto ricco di poesia, delicato e con un finale
perfettamente in tema. Ci sono da curare alcuni aspetti della forma, se permetti ti lascio qualche consiglio:
“Ogni giorno attendevano sui folti, di verdi foglie, e alti rami degli alberi il mio arrivo.”
Questa frase crea un po’ di confusione, andrebbe riscritta in modo più semplice.
“Iniziavo a lanciare piccole molliche cosicché anche le più piccole Colombe potessero mangiare.”
Attenzione alle ripetizioni, se il tempo lo permette si dovrebbe rileggere il testo.
“immersi” immerse (il soggetto sono le persone)
“d’altronde con quel tempo nessuno avrebbe osato uscire.” Frase di cui si può fare a meno, il testo ne trae scorrevolezza.
L’acqua che scorreva, l’odore di acqua piovana,
“mi fece” mi fecero (il lampo e il tuono)
Buoni l’idea e il contenuto, complimenti!
 
La guerra invisibile – Flavia Imperi
Racconto scritto molto bene che fila via sciolto, sia nei dialoghi che nelle scene dipinte con maestria, con il giusto tocco di suspance, perfetto per un horror. Un po’ macchinoso il paragrafo della botola e il tema dell’invisibilità è poco presente, se non si pensa che la strega possa materializzarsi dal nulla, forse. Ma dati i tempi a disposizione direi che è un ottimo lavoro.
Bella la caratterizzazione dei personaggi e l’ambientazione. Complimenti Flavia!
 
L’amante Invisibile – Aronica Serena
Storia molto particolare scritta piuttosto bene, scorrevole e con scene vivide. Forse troppo. Rimangono un po’ troppo crude, visto l’argomento non usuale. La figura del marito sembra una macchietta ma in realtà non lo è, e il finale è talmente inverosimile che da lettrice mi son detta: ma come? E il palco non ha retto.
Comunque ti faccio i complimenti per il coraggio e per la capacità descrittiva. Alla prossima!
 
Ombre di M.R. Del Ciello
Racconto che, pur scritto bene e scorrevole risente del poco spazio a disposizione. Le scene sono fotografie che non si fa in tempo a mettere a fuoco, subito sostituite da altre che lasciano il lettore perplesso. La figura del medico è inquietante, ma non ben definita come ruolo. Diventa amante della donna? L’ha aiutata a liberarsi di lui? E poi, dove cominciano le metafore e dove invece c’è il vero racconto?
Mi sono piaciute le pennellate descrittive e gli odori che rendono più vive le scene, si sente una buona mano che sa scrivere con proprietà.
 
“Invisible Man” di Adriano Muzzi
Bel racconto, complimenti Adriano! Buona capacità descrittiva e ottimo ritmo. E poi piazzi alcune frasi che sono verità assolute:
“Sfreccio tra le persone che camminano sul marciapiedi, tutti con un inspiegabile fretta: non vedono l’ora di arrivare in posti di lavoro che odiano e che li annoiano, per poi riscappare esauriti verso case e familiari che li deprimono.”
“…chi sta chattando sullo smartphone questioni di vita o di morte”
Ne esce un personaggio tridimensionale molto ben costruito. Ottimo lavoro.
 
L’invisibilità – Omaima Marfoq
Racconto affascinante che ha nel suo interno scene ben descritte e dinamiche. Peccato che alcune incongruenze ne compromettano l’equilibrio. Su una in particolare mi sono dovuta fermare e tornare a rileggere:
“Uscii e mi diressi nell’appartamento in cui abitavo. Osservai il piccolo oggetto. Era ancora splendente, nonostante gli anni trascorsi. Lo aprii e toccai la foto dei miei. Sorrisi.
Andai a farmi una doccia. Quando uscii, qualcosa mi si conficcò nel piede. Un pezzo di vetro.”
Se la bottiglietta si è rotta nell’altra casa mi è sembrato poco probabile che un pezzo di vetro si trovasse nella sua abitazione. Non sono grandi cose, ma compromettono l’attenzione del lettore che si sente estraneo ai fatti raccontati. Buona l’idea che meriterebbe un numero maggiore di caratteri.
 
Colpevole di non esistere di Francesco Nucera
Questo racconto mi è piaciuto molto per la scioltezza nei dialoghi e per quel ritmo che ti fa leggere la storia fino alla fine senza pausa alcuna. Quindi complimenti perché non è sempre facile trascinare il lettore in questo modo.
Poi anche l’idea è carina, e il tutto è venato da un’ironia sottile che si fa apprezzare.
Anche la leggerezza con cui sono trattati gli argomenti molto attuali, lo status di invisibilità virtuale, è un punto a favore. Le imperfezioni sono poche e le hanno già sottolineate. Un buon lavoro.
 
Le Stringhe di Ermete di Valter Carignano
Racconto molto bello, completo, che mi mette un po’ in soggezione per la mia ignoranza sull’argomento.
Mi sono, però, fidata ciecamente di quello che viene descritto e raccontato e questo la dice lunga. Si percepisce lungo tutto lo scritto la nostalgia per la moglie, i sentimenti che legavano i due e il rapporto profondo che il protagonista ha con la sua passione/professione. In pochi caratteri una storia completa e ricca. Complimenti, a rileggerci!
 
L’ESSENZIALE, di Beppe Roncari
Va via come un fulmine questo racconto, complimenti! Molto realistiche le sensazioni del protagonista e ben delineati anche i familiari e le loro emozioni. Tanta fantasia, anche in questo caso, e rimango sempre stupita perché non saprei fare altrettanto, soprattutto quando si parla in modo così tecnico. E poi è anche un testo che fa riflettere in più punti, che tocca argomenti delicati e di non facile “visibilità”. Un approccio all’handicap visto dalla parte opposta che diventa quasi un valore aggiunto. Bel lavoro!
 
 
1. Le Stringhe di Ermete di Valter Carignano,
2. “Invisible Man” di Adriano Muzzi
3. L’essenziale, di Beppe Roncari
4. Colpevole di non esistere di Francesco Nucera
5. Il vecchio e le colombe di Damiano D'Andrea
6. La guerra invisibile di Flavia Imperi
7. L’invisibilità – Omaima Marfoq
8. L’amante Invisibile – Aronica Serena
9. Ombre di M.R. Del Ciello
10. Ritorno a casa di Alexandra Fischer



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Messaggio#13 » lunedì 7 settembre 2015, 23:23

In questo gruppo ho assegnato ben SEI pollici SU, non credo sia mai successo. Domattina vi comunicherò la classifica finale con i quattro ammessi, vi dico fin d'ora che c'è anche un racconto selezionato direttamente per la vetrina del sito. Davvero tanti complimenti a tutti e un invito a chi ancora non è ammesso al sito a rivedere il proprio racconto sulla base dei commenti ricevuti e a ripostarlo nel laboratorio, vi voglio tutti pubblicati entro la prossima edizione e visto che non manca molto, beh, dateci dentro!
 
1) “Invisible man”, di Adriano Muzzi
Bello. Poco da aggiungere, il racconto mi ha soddisfatto. Riesci a trattare un argomento delicato con ironia, a nascondere il gioco senza prendere in giro il lettore e a lasciarlo piacevolmente stupito e con in più qualcosa su cui riflettere. Bravo. Pollice SU, senza ombra di dubbio.
2) Colpevole di non esistere, di Francesco Nucera
Ma che bello! Ecco, non dovrei lasciarmi andare a tali manifestazioni, ma qui riesci a mantenere il ritmo dall'inizio alla fine senza mollare mai e anzi riuscendo a rilanciare costantemente. Un netto passo avanti rispetto agli ultimi mesi, sei tornato ai livelli che ti hanno permesso di aggiudicarti la Tonani Edition. Null'altro da aggiungere, ovviamente pollice SU per me.
3) L’amante invisibile, di Serena Aronica
Epperò... Nulla da dire o da obbiettare, il racconto funziona. Non ci vedo grossi punti deboli e il giochino del tenere celata la sorpresa fino alla fine tiene e risulta efficace. Anche il tema è ben preso. Il pollice è ovviamente su. Un racconto coraggioso che può colpire duro, ma che non posso non promuovere per come sei riuscita a realizzarlo. Brava.
4) L’essenziale, di Beppe Roncari
Un racconto decisamente affascinante, una riflessione sulla vista, su ciò che è e su ciò che appare, il tutto condito da un po' di sano spirito pionieristico tipico dell'essere umano. Forse pecca di, paradossalmente, eccessivo controllo, nel senso che per certi versi non arriva dritto al cuore, ma la prova e senz'altro valutabile con un pollice SU, bravo.
5) Le stringhe di Ermete, di Valter Carignano
Un racconto scritto con grande maestria e ancora maggiore controllo. Come unico punto debole ci vedo un'idea forse non innovativa (tutte e cinque le stagioni di FRINGE sono basate su questo concetto, ma non è il solo esempio). Perfezione stilistica, non vedo altri punti deboli, pollice SU meritato.
6) Un attimo, per sempre, di Vilma Cretti
Struggente. Idea ottima, realizzazione molto efficace. Mi è piaciuto anche se penso possa fare un passo ulteriore. Per praticamente tutto il racconto attendiamo l'inevitabile con questo padre che si dispera per quanto immagina. Il fatto è che il lettore non "sente" Giorgia. Aggiungerei degli inserti, brevissimi, quasi dei flash, sui ricordi che il padre ha di lei, sullo stile della vita che ci scorre davanti agli occhi quando subiamo un trauma importante, solo che in questo caso si ripercuote su un osservatore. In questo modo potresti rendere davvero partecipe il lettore del dramma immane che si sta per consumare. Pollice su, ma t'invito a provare a postare una versione riveduta nel laboratorio proprio tesa a questo obbiettivo. Se il risultato non fosse quello sperato, la mia intenzione è di promuovere direttamente questa versione alla vetrina del sito, anche in caso tu non passi il turno.
7) Ombre, di Maria Rosaria Del Ciello
Racconto scritto molto bene, ma la lettura di una tua risposta mi ha portato a pensare che ci sia qualcosa che non vada. Tu sostieni che il dottore sia il diavolo e si sia portato via la moglie quando io ci ho visto un uomo, il protagonista, caduto in depressione (e quindi l'ombra diventa una metafora del suo male), un male invisibile incompreso da chi lo circonda, compresa la moglie che resiste fin quando riesce, ma che alla fine lo abbandona a se stesso. Non preoccuparti, la posizione in classifica non è influenzata dal tuo commento perché ti avrei comunque chiesto di rivederlo per declinare il tutto in modo meno vago (qualcosa già mi sfuggiva). Al momento è un pollice ni tendente all'alto, ma il laboratorio e i suoi 2000 caratteri in più ti aspettano. Ps: se posso intromettermi e consigliarti, valuterei bene la deriva della depressione.
8) La guerra invisibile, di Flavia Imperi
Racconto molto interessante che lascia il sapore di qualcosa di più grande che sta dentro la tua testa o chissà, magari già scritto in qualche file contenuto sul tuo pc. Non ho molto apprezzato la casualità dell'incontro. Sembra che il gatto abbia incontrato i due ragazzi per caso, anche sulla base di quanto detto dalla strega, e quindi il tutto si riduce a un qualcosa di (s)fortuito che non ha un vero inizio e neppure una vera fine. Più che un racconto, un assaggio. Per me pollice tende ni che però tende forte verso l'alto. Sarebbe bello se tu sfruttassi i 2000 caratteri in più che offre il laboratorio per dirci qualcosa di più e sviluppare una storia più compiuta.
9) Il vecchio e le colombe, di Damiano D’Andrea
Ciao Damiano e benvenuto a Minuti Contati!
Il racconto ha una direzione e la percorre, dimostri controllo. Occhio a utilizzare forme troppo ricercate, a volte è meglio andare dritti al punto, non perdersi in "corbellerie", come suol dirsi. Di storia c'è poco, un vecchio si occupa dei piccioni e li va a trovare anche durante un temporale, gesto che gli sarà fatale. La svolta avviene nel momento in cui decide di uscire, lo fa perché tanto non avrebbe altro da fare ed ecco che lì sta il cuore del tuo lavoro: questa società mette ai margini coloro che avrebbero più bisogno di attenzioni. L'hai evocato, ma lo hai solo sfiorato. Non basta esplicitare che i passanti non si accorgono di nulla, lo si sa. Serve qualcosa di più e il sottolinearlo direttamente non è la strada più giusta. Dacci sotto, il laboratorio ti attende. Allo stato attuale è un pollice ni, anche se non proprio al 100%.
10) Ritorno a casa, di Alexandra Fischer
Stai migliorando di mese in mese nell'evocare ambientazioni fantasy di grande impatto. Manchi ancora nel collegarci la storia. O meglio, la inserisci troppo bruscamente e d'improvviso il lettore si trova spaesato perché da una narrazione piacevole il tutto diventa ostico e si è costretti a tornare indietro più volte. Riprendi questo testo e legaci meglio intorno la storia, se poi vorrai postarlo nel laboratorio ti basterà evocarmi personalmente e verrò a commentarti. Per il momento il pollice è giù.
11) L’invisibilità, di Omaima Marfoq
La partenza è ottima e mi sono immaginato qualcosa tipo un rastrellamento nazista. Lo stacco successivo è anche ben dosato e ci porta su una protagonista invecchiata che si fa coraggio e rientra in quella casa per affrontare il suo passato e magari recuperare un oggetto perduto. Da lì in poi, però, perdi il controllo, soprattutto dalla boccetta versata con quello strano liquido. Va rivisto, ma devi partire dalla prima parte. A livello di controllo stai migliorando molto, manca il mantenimento della tensione narrativa, ma non dubito che a breve riuscirai a gestire, nel tempo e nel limite di caratteri, l'intera storia. Il laboratorio ti aspetta, mi piacerebbe rileggere una versione più ordinata. Punta la luce su quello che vuoi trasmettere e tienila lì. Occhio ad aggiungere troppi elementi, a volte è meglio togliere che complicare ulteriormente, per quello c'è sempre tempo. Pollice giù, ma netti margini di miglioramento.

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