Il traguardo

Partenza: 20/07/2020 ore 22.00
zan
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Il traguardo

Messaggio#1 » lunedì 20 luglio 2020, 22:48

Oltre il sudore che gli offuscava gli occhi lo poteva già vedere, là, in fondo alla pista: il traguardo. Così affollato, pieno di spettatori, di macchine fotografiche, di cineprese, di gente che urlava, entusiasta, verso di lui. Così vuoto, con la striscia di tessuto rosso sgargiante ancora intoccata, tesa, pronta ad accoglierlo! Le sue gambe avevano già smesso di esistere a metà della gara, complice quella pastiglia che alla fine aveva accettato. Sentiva dolore ad ogni respiro, la cassa toracica che si apriva e stirava tutti i suoi organi, i tendini ormai insensibili che stendevano ogni sua fibra, il collo dolorante per il solo sforzo di sorreggergli la testa. Il cuore risuonava nella sua testa come un cannone, doloroso ad ogni colpo.
Eppure, lui non sentiva più nulla. Era avvolto in una massa di bambagia oltre cui il dolore era lontano, anche se non smetteva di essere straziante. Gli sembrava di volare senza sforzo sopra l’asfalto, dritto verso il traguardo, passeggero dei suo corpo.
Non era rimasto altro. Solamente quel traguardo! La via di uscita dalla sua miserabile vita. Il lasciapassare per la gloria. L’unica cosa rimasta, l’ultima possibilità!
Ma il boato della folla non lo raggiunse mai. La striscia rossa gli si avviluppò attorno alla vita, senza che lui la vedesse. E così fecero le braccia dei soccorritori, mentre con il suo ultimo respiro si accasciava al suolo, due metri oltre la fine che aveva così intensamente desiderato.



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antico
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Re: Il traguardo

Messaggio#2 » lunedì 20 luglio 2020, 22:56

Tempo e caratteri ok, che le Olimpiadi siano con te!

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antico
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Re: Il traguardo

Messaggio#3 » lunedì 20 luglio 2020, 23:42

Zan, ho bisogno di avere un tuo contatto. Se sei su fb, mandami richiesta di amicizia ad Antico o a Maurizio Bertino. Per il momento ti iscrivo al gruppo e quindi all'edizione perché ho visto che già stai partecipando alla SFIDA, ma attendo tue news.

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Laura Cazzari
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Re: Il traguardo

Messaggio#4 » martedì 21 luglio 2020, 9:46

Ciao Zan, benvenuto a minuti contati. Sicuramente il tema è ben presente: con la voglia di vincere a tutti i costi, anche pagando con la vita. Non mi è chiaro però questo passaggio “Sentiva dolore ad ogni respiro………… Eppure non sentiva più nulla” sembra un controsenso. Volevi dire che prima di prendere la pastiglia sentiva dolore ovunque e dopo è diventato insensibile? Secondo me ti sei dilungato un po’ troppo nella parte dove spieghi l’insensibilità. Avrei, invece, aggiunto una parte dove spieghi il desiderio di vincere, magari perché è “vecchio” per correre e ha dedicato tutta la sua vita ad allenarsi… da migliorare.
Laura Cazzari

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Andrea Partiti
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Re: Il traguardo

Messaggio#5 » martedì 21 luglio 2020, 10:19

E' un racconto molto chiuso.
E' tutto preparazione e descrizione di quel che il protagonista sente, ma che si risolve nella morte sul traguardo, annullando un po' tutta la preparazione.
Purtroppo l'ordine è intrinsecamente problematico, perché dolore > pastiglia che fa passare il dolore > morte non creano un crescendo verso il finale. Ti costringono a giocare con l'ordine del racconto per mettere le parti più drammatiche (ma già passate) sparse in mezzo al resto per creare un po' di tensione. Non funziona benissimo e mi lascia più un senso di caos e di sensazioni contrastanti nel racconto. Intorpidimento misto a dolore, bambagia e straziante.
Penso che questa Lunga Marcia (molto breve) possa funzionare, ma serva una riscrittura radicale.
("Intoccato" mi sembra poco moderna come parola, rispetto al lessico del resto del racconto, mi ha bloccato la lettura proprio all'inizio per pensarci su).

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wladimiro.borchi
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Re: Il traguardo

Messaggio#6 » martedì 21 luglio 2020, 15:21

Il tema c'è, ma il racconto necessiterebbe di una riscrittura profonda.
I giochi poetici (così affollato... così vuoto...) non servono a nulla in narrativa, anzi, spesso e volentieri appesantiscono senza dare nessun effetto particolare.
In questo caso lo stile è profondamente compromesso da una serie infinita di aggettivi inutili (i possessivi in prima fila) o di qualche avverbio che nulla aggiunge alla storia, se non lentezza.
Idea buona, ma che poteva essere sfruttata meglio.
A rileggerci presto.
Wladimiro

Simone Marzola
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Re: Il traguardo

Messaggio#7 » martedì 21 luglio 2020, 22:54

Ciao zan

Il tuo racconto c'entra il tema, ma c'è qualcosa che non mi torna, in particolare per come descrivi le sensazioni del protagonista. Non è chiara la progressione che fa la pastiglia e di come il dolore passi progressivamente man mano che corre. Per come è descritto sembra tutto contestuale e che il testo sia un po' a blocchi, poco fluido nella narrazione.
Insisti tanto sul corpo e poco sulle motivazioni e sulla psicologia del personaggio e di ciò che lo ha spinto a dare il tutto per tutto, accettando addirittura un aiuto esterno. Si riesce a provare poca empatia con lui e anche la morte finale (che ho apprezzato molto come conclusione) perde purtroppo un pochino di forza.

A rileggerci
Simone

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AdrianoBernocchi
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Re: Il traguardo

Messaggio#8 » mercoledì 22 luglio 2020, 15:57

Buongiorno Zan!

Trovo la resa di tanti elementi abbastanza efficace, altri sono più contraddittori. La storia si legge tutta chiusa nello spazio intimo del pensiero e dello sforzo fisico, tutta svolta su quella pista rossa che alla fine con immagine metaforica molto riuscita si avvolge sul protagonista come un boa. Purtroppo il passaggio centrale lavora un po' contro la linea dritta tracciata, perché soggetto a spinte avanti e indietro sulle sensazioni provate (il protagonista prova dolore o sperimenta l'assenza di dolore?). Ci sono alcuni elementi che presuppongono la fuga da un contesto sociale difficile (la periferia? La povertà?) e il miraggio del successo materiale (i flash e l'acclamazione del pubblico al traguardo) anche a costo di corrompersi e alienarsi da se stesso (la pillolina). Tra le due tematiche, quella della sfida fisica con le sue sensazioni e quella morale, probabilmente ti conveniva concentrarti di più su quest'ultima, perché il finale nichilista presuppone di puntare il dito contro un responsabile: lui come persona o la società che l'ha spinto? Dove sta la stortura? Con una risposta chiara vedi che il racconto lo fai brillare!

PS: strutturalmente ci son somiglianze anche con quello che ho scritto io (un protagonista solitario, il sacrificio di se stessi, l'ambizione che consuma), però il tuo è in chiave realistica, io siccome sono escapista (o paraculo) ho scelto una chiave fantastica-orrorifica! Comunque bella lì!

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Pretorian
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Re: Il traguardo

Messaggio#9 » venerdì 24 luglio 2020, 0:30

Ciao Zan e piacere di leggerti.
Dunque, questo racconto ha davvero parecchi problemi. In primis , ti contraddici: prima descrivi la sofferenza straziante provata dall'atleta, poi affermi che non prova più nulla. Se l'idea era quella di descrivere il passaggio dal dolore alla mera insensibilità dei sensi, avresti dovuto accompagnare la narrazione in quel senso, per evitare lo scarto che si è verificato. Oltre a questo, abbiamo diversi problemi nella narrazione:

- "Oltre il sudore che gli offuscava gli occhi lo poteva già vedere, là, in fondo alla pista": in questa frase si fatica a trovare il soggetto e rende confuso tutto il primo periodo;
- "Non era rimasto altro. Solamente quel traguardo! La via di uscita dalla sua miserabile vita. Il lasciapassare per la gloria. L’unica cosa rimasta, l’ultima possibilità!": un leggero infodump che interrompe la narrazione. Lo so che i caratteri sono pochi, ma devi cercare quanto più possibile di mostrare le cose nella storia, senza raccontarle.


Peccato.

Alla prossima

zan
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Re: Il traguardo

Messaggio#10 » sabato 25 luglio 2020, 19:39

Grazie a tutti per i commenti! Molto costruttivi e chiari sui problemi del racconto. Devo ammettere che a stento ho trovato il coraggio di postarlo... ma già solo per i commenti ricevuti ne è valsa la pena, a prescindere dall'esito finale. Ci rivedremo alla prossima gara! :)

viviana.tenga
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Re: Il traguardo

Messaggio#11 » sabato 25 luglio 2020, 22:43

Ciao Zan,
Sono rimasta un po' perplessa a quel "eppure, lui non sentiva più nulla" subito dopo un paragrafo dove ci descrivi (tra l'altro, con molta enfasi e in modo molto evocativo) tutti i dolori che il protagonista prova. Non so quale fosse l'intento, ma di sicuro è un passaggio da rivedere.
Per il resto, avrei voluto qualcosa di più sulle motivazione del protagonista, sul perché quella vittoria sia così importante per lui (so che lo spazio era poco, ma bastava qualche accenno a qualcosa di meno generico della "miserabile vita", "lasciapassare per la gloria").
Altro passaggio che ho trovato criptico è quello riguardo alla "pastiglia che alla fine aveva accettato": dà a intendere che qualcuno abbia insistito affinché la prendesse, ma chi? perché?
Insomma, c'è del potenziale e il tema è senz'altro centrato, ma c'è ancora da lavorarci.

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antico
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Re: Il traguardo

Messaggio#12 » domenica 26 luglio 2020, 19:52

Ciao Zan, ti scrivo anche qui. La classifica va postata con i commenti allegati altrimenti, anche se li hai fatti e postati sotto i rispettivi racconti, da regolamento non posso considerartela valida e devo squalificarti. La spiegazione è semplice: devo controllarvi ogni singolo commento e se devo cercarli uno a uno non mi passa più oltre ad aumentare la possibilità di errore nel controllo. Hai tempo fino a domani sera per aggiungerli alla tua classifica!

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Puch89
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Re: Il traguardo

Messaggio#13 » lunedì 27 luglio 2020, 17:32

Ciao Zan, credo sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo.
Il racconto affronta il tema con una certa introspezione, un utilizzo costante di tutta una serie di aggettivi che conferiscono un valore opposto alle tue intenzioni, che immagino siano di adornare il testo per renderlo più sentito, più intenso. In verità l'idea non mi è dispiaciuta affatto, ma secondo me ti sei ingarbugliato troppo nel gioco di emozioni e sensazioni, e poi non ho ben capito la funzione della pillola, l'hai intesa come una sorta di doping che però non va a buon fine, giusto? Perché altrimenti non l'ho proprio afferrato. In ogni caso, meglio avere tra le mani uno scritto su cui poter lavorare che non averne per niente, questo è poco ma sicuro, spero di leggere altro di tuo in futuro, alla prossima!

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