Chiarle Edition - Un lavoro come un altro

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Richieste di Grazia

Sondaggio concluso il lunedì 30 novembre 2015, 8:29

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Vastatio
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Chiarle Edition - Un lavoro come un altro

Messaggio#1 » domenica 15 novembre 2015, 14:17

-Hei, guarda dove vai, stronza!
Luna cercava di evitare al meglio la folla nelle strade illuminate dai neon.

«CAZZO CODY! TI HO DETTO DI AGGIORNARMI OGNI DUE MINUTI!»
«NIENTE DI DIVERSO, TI STO MANDANDO I DATI SUL TUO TIMES SQUARE» la voce di Cody le arrivò chiara direttamente nel cervello. Luna aveva dato massima priorità al circuito di comunicazione. I suoni del mondo reale erano echi lontani filtrati dal software.
«NON HO TEMPO DI LEGGERE I TUOI FOTTUTI DATI, STO CERCANDO DI NON AMMAZZARE QUALCUNO MENTRE ARRIVO DA LEI»

-Levati di mezzo, idiota! - Luna schivò di misura un ubriaco che aveva deciso di vomitare proprio dietro la curva a pochi isolati dall'appartamento di Maria.

«DIMMI COME STA MIA SORELLA. CON LA TUA CAZZO DI VOCE!»
«E’ ANCORA DENTRO LA MATRICE. SEGNI VITALI COSTANTI. STO CERCANDO DI RICONNETERMI, MA L'ICE DEL SISTEMA CONTINUA AD ESCLUDERMI»

Luna correva da dieci minuti; da quando la moto si era spenta improvvisamente nell’istante in cui la sua chiave crittografica di proprietà era stata cancellata.

Maria cercava disperatamente di uscire dal sistema. Cody era stato sbattuto fuori nel momento in cui avevano tentato di forzare un blocco di dati cifrati. Lei non era stata così fortunata.
Si erano immersi nell'ICE di quella che doveva essere una piccola società di alimenti e invece da quel cubo dati erano usciti due CORVI SPAZZINI.
Maria si voltò per vedere come stavano lavorando le sue FATE D’OMBRA. Aveva liberato tutte le FATE che aveva. Le erano costate due anni di risparmi e non aveva previsto di usarne per quel lavoretto. Due CORVI SPAZZINI però…
Ogni FATA stava replicando l'impronta digitale di Maria per tutto quel settore della Matrice. I CORVI puntavano verso una delle esche e ne disgregavano il codice. Solo che i CORVI erano più veloci delle FATE.


Luna si fermò di scatto a meno di cento metri dalla sua meta. Se il messaggio automatico di pericolo di sua sorella le aveva fatto abbandonare una cena di lavoro con un possibile cliente ora erano stati i suoi di allarmi a farle cambiare programma.
Non solo era sospetta la presenza di una macchina governativa parcheggiata a pochi metri dall'appartamento di Maria, ma che quella macchina fosse anche schermata oltre il livello A5 dei suoi scanner significava solo che questa volta Maria e Cody avevano pescato un pesce troppo grande per loro.

«CODY, SI PUO` SAPERE A CHI AVETE PESTATO I PIEDI STAVOLTA? AVETE DEI GOVERNATIVI FUORI DA…»

- Ah! - Luna venne sbattuta violentemente a terra: la faccia schiacciata sull'asfalto e un ginocchio pesante come un macigno sulla spina dorsale.
- Chi diavolo siete e cosa volete da me? - Riuscì solamente a sentire il rumore dei condensatori di uno storditore che si scaricavano.

Maria guardava i CORVI. Dietro le loro ali di bit solo la notte della Matrice.
Cody, il suo supporto in America, aveva di certo inviato un messaggio di soccorso e Luna stava sicuramente arrivando.
Maria aspettava, mentre vedeva le ultime FATE sparire e i CORVI puntare su di lei.
Aspettava che Luna la sconnettesse fisicamente dalla Matrice.
Nessuno la sentì urlare nella Matrice.



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angelo.frascella
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Re: Chiarle Edition - Un lavoro come un altro

Messaggio#2 » domenica 15 novembre 2015, 23:02

Ciao Vastatio.

Ho trovato il tuo racconto un po' confuso e difficile da seguire e il finale mi sembra insoddisfacente. Marie e Cody hanno pestato i piedi a qualcuno a cui non dovevano, d'accordo. Ma a chi?
In generale mi è sembrato di leggere un frammento di un qualcosa di più lungo, più che un racconto compiuto, mentre un racconto deve avere una sua parabola narrativa compiuta. Dunque mi sembra il tuo racconto abbia ancora bisogno di un po' di revisione.

PUNTO DI FORZA: conosci il genere, Direi che hai provato a scrivere un racconto cyberpunk da lettore di cyberpunk e quindi non stai "sparando a caso"

PUNTO DEBOLE: risulta un po' difficile seguire gli avvenimenti

COME LO MODIFICHEREI:
- prima di tutto, toglierei tutte quelle maiuscole. Capisco che hai cercato di distinguere graficamente la comunicazione fra Luna e Cody e ciò che avviene fuori dalla testa di Lune, ma ho sempre la sensazione che stiano gridando. Inoltre compatterei le parti in cui la protagonista è Luna (per esempio, tutta la prima parte), eliminando gli spazi fra i paragrafi e lavorando in modo da avere, per ogni scena di Luna, un paragrafo unico che contenga sia le azioni di Luna che le comunicazioni nella sua testa.
- Poi lavorerei per rendere il racconto leggibile anche a chi non è avvezzo al genere. Non tutti sanno cos'è un ICE, una matrice, ecc. Nelle opere lunghe del genere, se si ha un po' di pazienza, il significato di quei termini viene, piano piano, chiarito da contesto. Qui invece risulta impossibile per i non-fantascientisti godersi il racconto senza dover stare in continuazione su google.
- darei un finale più forte e, se possibile, anche un inizio più comprensibile invece di sbattere il lettore in medias res: in fondo non devi vendere un romanzo e non ti serve un incipit del genere per adescare il cliente

Buon lavoro
Angelo

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Vastatio
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Re: Chiarle Edition - Un lavoro come un altro

Messaggio#3 » lunedì 16 novembre 2015, 17:27

Ciao,

ti ringrazio per il commento. In effetti ci sono tante, forse troppe, cose che lascio in sospeso.
Se non si è lettori di Cyberpunk poi la cosa è ancora più marcata.

La questione grafia per distinguere i tre livelli di racconto si lega ai limiti di MC. Non avendo a disposizione pagine e pagine avevo bisogno di un modo rapido per distinguere realtà, comunicazione interna e matrice.

Il maiuscolo, tutto sommato, mi pare una buona soluzione. È vero che nella nostra vita online si traduce con un urlare, ma associare il significato di un contesto (quello web) a un altro (un racconto), è sbagliato.
Tanto più che, se lo si svincola dal significato di netiquette, il maiuscolo da, almeno a me, una sensazione di chiarezza e attenzione prioritaria. Esattamente quello che è la comunicazione voluta da Luna in quel momento. Mi spiace non averlo usato anche nella versione in contesto.

Sfortunatamente non sono in condizioni da assicurare uno scambio equo coi partecipanti del laboratorio. Quindi, d'accordo con Spartaco, chiudo il racconto.
Passerò però a commentare il racconto di Angelo più tardi.

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