Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

La Special di Marzo, tutta incentrata sul numero 7
Avatar utente
Jacopo Berti
Messaggi: 424
Contatta:

Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#1 » martedì 8 marzo 2016, 0:41

«Ma tu lo guardavi Walking Dead?», chiese Livia, fermandosi improvvisamente. Fissò Amerigo con aria di sfida, col braccio appoggiato al fianco.
«Quella serie sui morti viventi? Me ne hanno parlato... di recente, sì. Ma non l'ho mai vista».
«Ecco perché non sai un cazzo!». La donna lo guardò dall'alto in basso, insofferente. Ripresero a camminare. «Morti viventi, poi? Se arriva uno zombie che fai? Gridi "attenzione, un morto vivente!"?»
«Beh, "zombie" è un termine della religione haitiana e non è proprio adatto...» – cominciò l'uomo, e portò la mano al viso, come per sistemarsi degli occhiali. Che non c'erano da due mesi almeno.
«Ma sei serio? No, no, tu mi prendi per il culo!» – lo incalzò, sorridendo. «Che facevi prima di...?» prese a dire la donna, ma s'interruppe. Un torso sanguinolento, con le estremità inferiori maciullate da un mezzo pesante, si contorceva sull'asfalto, accanto a un albero, certo l'ultimo rifugio della persona che era stata. Livia gl'infilzò il collo con l'attizzatoio del caminetto che portava sempre con se. Ora era morto davvero, definitivamente. Come tutti gli altri cadaveri che si decomponevano sull'asfalto.
Ogni volta che ne uccideva uno, Livia ritornava alla realtà: improvvisamente si rendeva conto del fetore, dello spettacolo desolante delle strade insanguinate, delle auto abbandonate con le portiere aperte, delle assi di legno alle finestre. Di essere sola.
«Che facevi prima di questa merda?» – chiese. Non sorrideva più.
«L'insegnante di lettere» – disse Amerigo, e si adombrò anche lui. «Ero in classe quando è successo. Stavo spiegando Dante, Inferno. Canto decimo». Guardò Livia, in attesa di un cenno di assenso. Non arrivò. «Quello degli eretici, che escono dai sepolcri».
«Ah! Ognuno ha i suoi zombie!».
«I propri» – biascicò il professore.
«Eh?».
«Niente, niente. Tu che facevi?».
«La personal trainer».
«Ecco perché non sai un cazzo» – disse, ridendo a denti stretti. Lei capì. Fece l'offesa. Riuscirono a scambiarsi sguardi complici e divertiti.
«Devo proprio ricordarti che fino a ieri eri sul tetto di... come si chiamava? L'isola dei tesori! a sbracciarti e a mangiare scatolette per gatti e barrette per canarini?».
«Dimmelo tu. Puoi farne a meno?».
«Potrei. Se il posto che mi hai indicato ci frutta qualcosa di commestibile».
«Tarallucci e vino, come minimo» – azzardò Amerigo.
«Biscotti al cioccolato!» – aggiunse Livia rispondendo per le rime.
«Frutta secca!»
«Un panino con la mortadella e i cetriolini».
«No, quello direi di no. Ti ho detto che è un supermercato "bio" e vegetariano».
«Mmh... vero» – commentò Livia – «Ti conviene che i biscotti siano tanti».
«Faremo il possibile».
A qualche decina di metri un altro zombi si avvicinava a passi lenti.
«Erano giorni che non ne vedevo uno ancora in piedi» – commentò l'uomo.
«Peggio per lui» – disse la compagna di viaggio. Fissò l'attizzatoio a un bastone che aveva modellato all'occorrenza, realizzando una specie di baionetta. Attese il morto vivente – sì, c'era persino il tempo di chiamarlo così – come con una lancia in resta. Gli bastò cambiare leggermente inclinazione per intercettarlo nella sua goffa corsa e raggiungere quel punto alla base del collo che, colpito, decretava la fine ultima di quelle rivoltanti creature.

Camminarono ancora per qualche centinaio di metri, senza che nessuno avesse niente da dire.
«Ecco, dovrebbe essere qui». Amerigo indicò una piccola insegna. «Se non lo conosci non lo trovi, per questo spero che sia rimasto qualcosa. È la politica di posti come questo: il cliente deve sentirsi culturalmente privilegiato, uno che fa delle scelte consapevoli e mirate, che impiega il suo tempo per info...».
«Hai finito di fare l'analisi del testo? C'è scritto solo Veg point, cazzo!».
Il professore allargo le braccia e mostrò le palme delle mani, in segno di resa. «Entriamo» – aggiunse.
L'interno era pulito, ordinato. Illuminato da luci elettriche. In effetti c'erano dei pannelli solari sul tetto, pensò l'uomo. I prodotti erano esposti come Amerigo li ricordava: non davano l'impressione di essere sistemati da qualcuno; sembrava che si riproducessero per gemmazione sullo scaffale e che si auto-organizzassero. Il supermercato era soltanto una proprietà emergente...
«Ci sei?». La ragazza gli passò una mano davanti agli occhi.
«Colpito e affondato. Sì, scusa, mi ero distratto».
«Cos'è sta roba?», disse Livia, mentre indicava tutt'intorno. Ad Amerigo s'illuminarono gli occhi: Musica!
«Missa papae Marcelli» – sentenziò, scandendo il suo latino arrugginito da neanche un trimestre – «Giovanni Pierluigi da Palestrina».
«E tu facevi la spesa in questo posto?» – chiese lei, quasi inorridita.
Lui fece finta di niente: «Ecco, ci sono ancora i tarallucci» – disse, affrettandosi allo scaffale «e lì c'è il vino».
«Musica classica, eh?» – continuò ironica – «Su questa confezione di uova c'è scritto che anche le galline ascoltavano musica classica». Posò le uova e si avvicinò al banco frigo.«Qui ti voglio, letterato! Prendiamo il "tofu al pesto" o il "pesto al tofu"?».
«Io preferisco il tofu al pesto» – disse cordialmente una voce maschile che non era Amerigo. Era di un uomo, un giovane, apparso improvvisamente tra due corsie di scaffali. Vestito con gli abiti della catena Veg point: un completo color nocciola e crema che ad Amerigo aveva sempre ricordato gli abiti Amish, ma anche quelli delle tradizionali nozze carsiche.
«Oh, buongiorno» – disse Livia – «ci ha fatto prendere uno spavento!». Amerigo era già accanto a lei, col vino e i tarallucci.
«Chiedo scusa se vi ho fatto sobbalzare. Qui cerchiamo di mantenere un clima tranquillo e rilassato».
«Non è da solo, dunque?» – domandò Amerigo.
«Siamo un piccolo gruppo» – rispose l'uomo, quasi reticente.
«Vedo che qui avete tanta roba ancora... io ho dei soldi ma...».
«Oh, non serviranno. Crediamo nella condivisione. Abbiamo anche della carne, noi non la mangiamo, se la volete, è vostra».
«Sì, perché no?» – rispose Livia, entusiasta. Amerigo annuì di rimando.
«Peccato» – disse l'uomo – «mi sembravate delle brave persone. Non sapete che tutto questo è accaduto per il consumo di carne? L'epidemia, i morti, i divoratori. Voi siete come loro. Ma ora vi daremo l'opportunità di ritornare nel ciclo autentico della vita!»

Mentre venivano trascinati via, Amerigo allungò il braccio verso Livia, alla ricerca di un ultimo contatto umano. Gli occhi gli si annebbiavano, ma vedeva il volto della donna, disperato come il suo. E sopra di loro riuscì a distinguere un cartello, sull'arco che conduceva al parcheggio, ora coperto di terra e adibito ad orto: "Grazie per condividere con noi il tuo impegno per la salute dell'uomo e la fertilità della terra".


«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

Avatar utente
maria rosaria
Messaggi: 687

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#2 » martedì 8 marzo 2016, 17:04

Ciao.
La tua scrittura mi insegna sempre qualcosa. Questa volta, per esempio, ho imparato che le palme delle mani si può scrivere (lo dice l’accademia della crusca che sono andata a consultare, eh eh eh), anzi è più formale e meno popolare, mentre io avrei scritto i palmi.
Detto questo, mi è piaciuto molto l’utilizzo di un’ambientazione “zombie” per questo racconto. Se posso permettermi, però, i tuoi personaggi più che “golosi” io li definirei “affamati”. Poveracci, in una situazione drammatica come la loro in cui il cibo è più quello immaginato che quello effettivamente mangiato, mi hanno fatto un po’ pena e non sono riuscita a vederli come peccatori.
Per il Mors tua vita mea, invece, l’ho trovato perfetto: far diventare concime per le piante due “sporchi” carnivori mi è sembrata la giusta punizione. Finchè a nessuno venga in mente di farlo sul serio. ;-)
Maria Rosaria

Avatar utente
Vastatio
Messaggi: 618

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#3 » martedì 8 marzo 2016, 22:36

Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-gola: più che altro direi fame. Tanto più che se uno dei tuoi protagonisti è plausibile che sia vegano visto che conosce il negozio (ma ho dei dubbi visto che non disdegan al carne quando gli viene offerta), lei è onnivora, e per un onnivoro la cucina vegana non è proprio sinonimo di "gola".
-Mors Tua: relegato al colpo di scena finale ma ben puntato.
Il racconto gioca sul classico confronto tra caratteri opposti, tuttavia troppo invadente che la voce del narratore sia "polarizzata" alla leziosità del professore. Questo rovina l'equilibrio. Finché c'è uno scambio diretto di battute la cosa regge, quando si intromette il narratore siamo ancora nello stile di Amerigo.
Il tutto perde forza per quanto siano apprezzabile l'ironia dei personaggi e del narratore. Spero che non ci fossero intenti "horror" perché non ne ho riscontrati, le parti in cui descrivi gli zombie sono troppo "accademiche" per suscitare emozioni in tal senso.
La cosa che apprezzo di più è l'ironia generale. Così come trasformare dei vegani (ma forse sono "solo" vegetariani) bio in assassini.
Qualche semplificazione di troppo nel finale (nessun sospetto al menzionare la carne, ma si può scusare con la fame e l'eccittazione) e un cambio di scena senza nemmeno un piccolo accenno a un tentivo di resistenza (qualche livido sui protagnisti), droghe (sonniferi, cloroformio) o una bella frittura con taser.

Andrea Dessardo
Messaggi: 107

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#4 » venerdì 11 marzo 2016, 0:50

Il testo è come di consueto ben costruito e l'incipit è un autentico colpo di genio; lo humour è sempre sostenuto, sicché non si avvertono quasi mai momenti di appesantimento del racconto, che è anzi tanto leggero da – secondo il mio parere – non sviluppare adeguatamente il dramma morale costituito dal peccato di gola che, come tutti i vizi capitali, logora spiritualmente l'essere umano allontanandolo da Dio. In effetti nessuno dei personaggi è schiavo della gola, ciò che li muove è tutt'al più un po' di fame, a meno che non si imputi tale peccato all'umanità nel suo complesso che, a causa di sbagliate abitudini alimentari (l'eccessivo consumo di carne) ha condotto al diffondersi dell'epidemia. Ad ogni modo il tono lieve del racconto mette in ombra questo aspetto (e per fortuna, altrimenti saremmo al cospetto dell'ennesimo monito animalista…).
Vistoso l'errore di “gli bastò” in luogo di “le bastò”, poiché riferito a Livia.
Nel complesso il racconto è ben costruito, dal ritmo sostenuto, intelligente.

Avatar utente
Jacopo Berti
Messaggi: 424
Contatta:

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#5 » venerdì 11 marzo 2016, 9:59

Peccando forse di superbia (o ponendo fine a un'accidia razionalmente giustificata) vengo meno al mio proposito e rispondo ai commenti prima che tutti abbiano commentato.
Perché leggo tre commenti dello stesso tenore: tema "Gola" poco rispettato.
Ecco, come puntualizzato anche da Vastatio nel suo post, non c'era scritto da nessuna parte che il peccato/vizio dev'essere travolgente, insostenibile, finanche effettivamente presente.
Un racconto, costruito bene, in cui di un peccato collegato a un vizio vi fosse solamente un velato ma sorprendente accenno, un desiderio inconfessabile e scabroso o simili, sarebbe un buon racconto che non affronta il tema "di petto". (Io, ad esempio, ero tentato di far qualcosa legato alla lussuria, senza "mostrare" niente: avevo un'idea ma poi un po' il tema "mors tua vita mea" non mi ha aiutato, un po' non avevo alcuna esperienza con un certo tipo di scrittura.)

In particolare, nel racconto che ho infine scritto, la gola è un peccato di cui i due poveri protagonisti, semplicemente affamati, sono accusati da parte dei vegetariani fondamentalisti, che hanno tra l'altro la loro teoria sulle cause dell'apocalisse zombie: teoria che io metto in bocca a un personaggio evidentemente squilibrato; e mi pare ingenuo credere che questo significhi che le cose nel mondo del racconto stiano così.

Il racconto è sulle priorità dell'antropocentrismo o dell'animalismo. Io sono vegetariano per scelta etica, ma non tollero i veg-nazi, che qui ho voluto rappresentare come degli assassini fuori di testa. Non è certo il loro panegirico.
Mi fa piacere se si è colto il tono ironico del racconto nel suo complesso e che questo abbia anche contribuito a non dare troppo peso alle posizioni espresse dai personaggi.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

Avatar utente
Peter7413
Messaggi: 478

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#6 » sabato 12 marzo 2016, 16:49

Il peccato di gola non è tematizzato al massimo, ma direi che è presente in senso lato, laddove s'intende la carne come alimento accessorio e rinunciabile, quindi ci sta. "Mors tua, vita mea" rientra nel finale, quindi anche per quello mi sento di dire che sia rispettato. Sono un pelo dubbioso, invece, sulla struttura scelta. La prima parte, lunghina in rapporto al tutto, ha il compito d'introdurci in questa realtà e lo fa un po' passivamente, almeno quella è la mia percezione: gli zombie fanno giusto una comparsata e i due protagonisti non mi sembrano caratterizzati al meglio delle tue possibilità, al punto che in alcuni passaggi ho faticato a distinguerli. La seconda parte, invece, mi sembra annacquata, troppo lenta ad arrivare all'ingresso in scena del commesso. Il finale è buono. La mia idea è che non hai ottenuto un risultato ottimale nel mostrarci l'aspetto deviato che ha assunto questo futuro. Tutto sembra troppo normalmente tarato su un normalissimo zombie world (annacquatino) fino al finale, in cui finalmente si scorge il tono cui pensavi. Intendiamoci, un buon racconto, qui si deve valutare per forza di cose partendo da un livello medio alto, ma con diversi problemi che vanno risolti con più tempo e calma.

Avatar utente
Linda De Santi
Messaggi: 497

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#7 » sabato 12 marzo 2016, 17:46

Una vicenda ironica e ben scritta. Ho trovato molto interessante l’idea d’inserire vegani e onnivori all’interno di un’ambientazione zombie, e in generale va detto che non è facile porre certe questioni senza offendere nessuno! :)
Nella seconda parte sfoltirei un po’ le battute dei protagonisti sulla “filosofia” del bio, lasciando solo quelle più taglienti.
Per quanto riguarda il doppio tema, hai scelto il mio stesso peccato e devo dire che mi piace molto come l’hai sviluppato. In questo caso la gola non è tanto quella dei due protagonisti che cercano qualcosa da mangiare, ma il consumo di carne da parte dell’umanità, per il quale Amerigo e Livia vengono “puniti” (almeno io l’ho interpretata così, non so se erano le tue intenzioni!).
Anche il tema della guest è rispettato e ben inserito nel racconto.
Una curiosità: perché metti il trattino dopo le virgolette chiuse?
Complimenti e a rileggerci!

Avatar utente
AmbraStancampiano
Messaggi: 476
Contatta:

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#8 » domenica 13 marzo 2016, 14:41

Ciao Jacopo,
il tuo racconto è un buon racconto che mi ha strappato un sorriso divertito sul finale, però IMHO pecca un po' di focus su alcuni punti ed esagera su altri.
Nella prima parte, quella introduttiva al mondo, ci dici che siamo in un mondo di zombies e ci mostri in maniera molto elegante - con una bella digressione psicologica del personaggio femminile - cosa vuol dire questo a livello emotivo per i tuoi protagonisti. Ma è tutto qui. L'unico zombie che ci mostri è inoffensivo, e a parte che durante la digressione di cui parlavo prima (che però riguarda più la pena che la paura) i nostri protagonisti non sembrano provare una gran paura o ansia per il proprio futuro; non sono neanche guardinghi, nel timore di incontrare altri zombies. Stanno facendo una passeggiata durante la quale chiacchierano di ciò che è successo.
Arrivati al supermercato l'atmosfera si fa quasi mistica, e l'ho apprezzato. Mi ha ricordato la puntata dei Griffin sulla fine del mondo e la fabbrica di Twiggies. Ho apprezzato anche l'intento canzonatorio della protagonista femminile nei confronti della sua controparte, che però forse è eccessivamente caricato e reiterato, tanto da far apparire in ritardo la comparsa del commesso.
Forse bilanciando meglio queste due prime parti, dando quindi più spazio al mondo "mostrato" (neanche io sono eccessivamente fanatica di show don't tell, ma quando ci vuole ci vuole) e meno spazio alla presa per il culo bio, otterresti un effetto migliore. Anzi, dando più spazio alla paura la presa in giro suonerebbe ancora meglio, più forte, e avrebbe bisogno di meno spazio.
Sulla chiusa niente da dire, mi ha divertita e fatta riflettere ed è esattamente ciò che dovrebbe fare un buon finale.
Per ciò che riguarda i temi, c'è un peccato di gola quasi al rovescio ma c'è; "mors tua vita mea" lo vedo più nelle intenzioni che nella realizzazione.

A rileggerti!
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

Avatar utente
Jacopo Berti
Messaggi: 424
Contatta:

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#9 » domenica 13 marzo 2016, 15:43

Giacché la classifica l'ho fatta e ho iniziato a rispondere, continuo ;)
Grazie mille, Ambra, per il bel commento: vi colgo subito alcuni suggerimenti per migliorare il testo.
Vedo però un'osservazione che va in senso opposto a quella che era la mia intenzione:

L'unico zombie che ci mostri è inoffensivo, e a parte che durante la digressione di cui parlavo prima (che però riguarda più la pena che la paura) i nostri protagonisti non sembrano provare una gran paura o ansia per il proprio futuro; non sono neanche guardinghi, nel timore di incontrare altri zombies. Stanno facendo una passeggiata durante la quale chiacchierano di ciò che è successo.

Ecco, in effetti l'idea era che la "apocalisse zombie" fosse quasi alla fine. Ho immaginato - andando contro i grandi classici - che gli zombie debbano comunque avere dei muscoli funzionanti per camminare e quindi se una certa parte del genere umano riesce a sopravvivere e impara a combattere i morti efficacemente allora le probabilità di sopravvivere aumentano di giorno in giorno. Con cosa ho cercato di farlo capire? Con la sensazione di quasi sicurezza dei due protagonisti e con l'osservazione di Amerigo: "«Erano giorni che non ne vedevo uno ancora in piedi»".
Mi rendo conto che, andando contro "il canone", avrei dovuto dare più indizi o esplicitare.
Dopo l'apocalisse zombie i pericoli vengono di nuovo principalmente dagli altri vivi.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

Avatar utente
AmbraStancampiano
Messaggi: 476
Contatta:

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#10 » domenica 13 marzo 2016, 17:31

Bella pensata! Io non avevo colto, ma a volte sono una lettrice un po' tonta -_-'
Se ti va, prova a seminarla con un altro paio di indizi nella prima parte, oltre ai due che mi hai citato. Appunto, dai più spazio al mondo :P
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

Avatar utente
alessandra.corra
Messaggi: 280

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#11 » domenica 13 marzo 2016, 19:41

Ciao Jacopo,

l'idea di portare in scena un personaggio nazi-veg, personaggio chiave almeno per la conclusione della storia, trasportando il tutto in un ambientazione horror con i vari zombie che si aggirano per il mondo, mi e' piaciuta. Il racconto sa essere scorrevole ed e' anche divertente, non prendendosi troppo sul serio. Anche i due temi, seppur declinati in modo soggettivo, emergono dal contesto piuttosto bene. Mi lascia solo qualche dubbio la prima parte, i due personaggi sembrano infatti troppo pacati nonostante il mondo intorno a loro sia devastato. Va bene l'ironia, ma avrei preferito sentire un'emozione forte provenire dai due protagonisti.
Alla prossima.

Fernando Nappo
Messaggi: 585

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#12 » domenica 13 marzo 2016, 20:23

Ciao Jacopo,
in genere i racconti sugli zombie, peggio ancora se apocalittici, mi fanno venire l'orticaria e non li leggo con piacere. Però devo dire che la tua visione da fine apocalissi, con i protagonisti ormai abituati al disastro che li circonda non mi è dispiaciuta affatto, anzi. Addirittuta ricominciano a riaprire le attivtà.
Il finale m'è piaciuto, quel ciccinino cattivello che non guasta e con una sua morale, a mio avviso: gli umani, comunque vada, sono destinati a sterminarsi, qualche che sia il motivo.
Il tema della guest mi pare ci sia, coi nazi-veg che fanno fuori gli umani per evitare che questi, riprendendo a mangiare carne, possano causare un'altra apocalissi: morte degli umani onnivori, vita per i veg.
Il tema della gola lo vedo meno netto, ma forse potrebbe essere rappresentato dall'intera umanità che col suo abbuffarsi a rotta di collo ha causato l'epidemia pro-zombie.
Comuque un racconto godibile.

Edit: dimenticavo, bello il gioco di parole del titolo.

Avatar utente
patty.barale
Messaggi: 349
Contatta:

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#13 » mercoledì 16 marzo 2016, 14:28

Ciao Jacopo,
Bella questa apocalisse zombie che non cade in stereotipi orrorifici e truculenti.
Mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei due protagonisti con i loro piccoli tic e manie, anche se, a questo proposito, ho una piccola critica:

"
Ecco, dovrebbe essere qui». Amerigo indicò una piccola insegna. «Se non lo conosci non lo trovi, per questo spero che sia rimasto qualcosa. È la politica di posti come questo: il cliente deve sentirsi culturalmente privilegiato, uno che fa delle scelte consapevoli e mirate, che impiega il suo tempo per info...».
«Hai finito di fare l'analisi del testo?"


Analisi del testo? Per un attimo mi sa che hai messo in bocca a Livia un linguaggio che appartiene ad Amerigo (proprio come se avessi fatto disquisire Amerigo su fit box, stretching o pilates!)

Ma a parte questo, la storia mi è piaciuta molto, con temi centrati, anche se nel finale, questo arrendersi senza lottare (o almeno non ce ne dai indizio) soprattutto da parte di una tosta e sportiva come Livia, non mi ha convinta.
In ogni caso un'ottima prova.

Avatar utente
Andrea Partiti
Messaggi: 942
Contatta:

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#14 » mercoledì 16 marzo 2016, 15:11

Intanto, ottimo titolo. Gli ottimi titoli sono difficili da produrre al volo!
Gli zombie realistici, che si decompongono davvero e finiscono l'energia sfruttabile, sono uno degli aspetti meno studiati del genere zombie, ci ho ragionato su diverse volte per immaginare le conseguenze di un'epidemia con queste premesse. Il fatto che i tuoi protagonisti siano molto rilassati nel loro muoversi per il mondo non è completamente giustificato, devono comunque aver vissuto i momenti peggiori dell'epidemia ed esserne usciti scossi e poco fiduciosi, però posso accettarlo immaginando il passaggio da zombie "agili" predecomposizione a zombie quasi interamente decomposti.
Mi piace la reinterpretazione (o opinione informata?) dei vegani come psicopatici pericolosi e pronti a uccidere per la loro causa e per la purezza del loro ideale. Io avrei quasi scelto la superbia come peccato. La superbia dei vegani post-apocalisse zombie che mantengono le loro restrizioni anche in un mondo in cui l'umanità si è ben più che decimata e ha radicalmente ridotto la sua impronta ecologica, rendendo un ritorno al consumo di carne una necessità più che una virtù.
Lo stacco prima del paragrafo finale mi sembra molto brusco, due contro uno, dialogo normale che vira al minaccioso, e di colpo sono inermi e trascinati via. Penso che almeno un accenno all'accorgersi di essere circondati, a una trappola che li blocca, un appiglio qualsiasi che aiuti chi legge a giustificare il salto, aiuterebbe la stabilità della scena.

Zebratigrata
Messaggi: 308

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#15 » giovedì 17 marzo 2016, 23:52

Mi piace molto l’ambientazione ‘zombie’ per questo tema. Sarà pure inflazionata, ma, che dire, è la morte sua ;-). Il tema dunque c’è, e anche l’inquietante riferimento alla gola, (che trovo sia l’associazione perfetta all’ambientazione ‘zombie’). Avrei quasi voluto la portassi avanti fino a chiudere unendo il vizio capitale al tabù più estremo, il cannibalismo... magari anche i vegani un’eccezione avrebbero potuto farla.

Pensieri macabri a parte, il finale è divertente e non telefonato (o almeno, io non me l’aspettavo) perciò funziona bene nella struttura del racconto. Caratterizzi bene i due personaggi in poco spazio, e quando capiamo che vanno a morire, un po’ ci dispiace. Così devono andare le storie di zombie, in fondo.

Il testo è scorrevole alla lettura e personalmente non ci vedo nessun difetto.

Avatar utente
eleonora.rossetti
Messaggi: 537

Re: Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

Messaggio#16 » venerdì 18 marzo 2016, 11:28

Una realtà presa dall’invasione zombie, che in realtà in questo caso cedono il passo a mostri ben più crudeli, ovvero gli umani sopravvissuti e, soprattutto, convinti che i “carnivori” siano l’origine del male. Il mors tua vita mea è proprio interpretato alla lettera. E’ il peccato Gola (interpretato come peccato mortale solo dal vegano: in un’apocalisse zombie si mangia tutto quello che passa il convento!) a condannare i due protagonisti a essere scelti come concime per campi. Ottima trovata.
Passiamo ai difetti: ho trovato un po’ troppo predominante la parte prima dell’incontro fatale, poche battute che poi lasciano spazio all’orrore, con un cenno alla destinazione finale dei due sfortunati. Gli zombie fanno capolino ma non hanno tanta funzione per il corretto funzionamento della storia. Sarebbero bastati pochi dettagli per farci capire la situazione senza metterli in campo. Mi sarei più concentrata sull’incontro con il vegano, magari (è solo un suggerimento) insistendo sul renderlo prima un miraggio di salvezza e poi trasformarlo in trappola. Prova a ragionarci su!
Occhio agli avverbi (specialmente nella prima parte): in racconti così usarne troppi e a poca distanza rende pesante la narrazione.
Uccidi scrivendo.

Torna a “79ª Edizione - Special SEVEN Edition”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite