Il divino Alameh

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Angela
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Il divino Alameh

Messaggio#1 » lunedì 18 aprile 2016, 22:20

Dopo l’ennesima telefonata, decido di concedere un' intervista in esclusiva. Il prezzo pattuito è più di quanto mi aspettavo, e poi potrebbe fruttarmi nuovi clienti per lo studio.
La giornalista è bella e grintosa, arriva con la sua utilitaria che parcheggia di traverso sul viale. Un paio di jeans attillati color prugna e una camicia corta che le lascia scoperto l’ombelico la fanno assomigliare a una diva anni sessanta.
Mi avvolge con il profumo e mi porge la mano sorridente.
- Amanda Tosi, sono qui per l’intervista sul Santone.
Il Santone, certo, il tizio di cui parlano i giornali e la televisione, quello capace di raccogliere folle oceaniche adoranti. Uno che fino a un paio di anni fa vendeva paccottiglie sulle spiagge di Rio, imbottito di droghe e di fantasie tribali. Poi la folgorazione, Dio che gli sussurra chissà quali segreti e da quel momento lui diventa depositario del sapere universale e fonda una congregazione dove circolano allucinogeni di ogni tipo.
Ci spostiamo sulla veranda dove ho sistemato un tavolino con le sedie impagliate. La giornalista siede di traverso tormentando con il dito i tasti del registratore.
- Lei è uno dei pochi che ha incontrato il divino Alameh da solo. Che effetto le ha fatto?
Si pente subito di questa domanda e la sostituisce con un’altra più consona.
- Lei è il medico che ha restituito al mondo il Grande Alameh. Come si sente un uomo capace di resuscitare un Dio?
Se non avessi superato abbondantemente i sessanta, probabilmente una frase del genere mi avrebbe galvanizzato non poco, ma nella mia carriera sono abituato ai complimenti e alle celebrazioni e ho maturato una corteccia troppo spessa per compiacermene.
- Ho fatto solo il mio dovere - mi schernisco, sperando la conversazione assuma una piega meno plateale.
Amanda mi informa che da quel momento in poi l'intervista sarà registrata e si sporge verso di me cercando di dare un tono più confidenziale all’incontro.
La cintura è troppo stretta, mi sembra di essere caduto tra le spire di un pitone: sembro un fagotto di carne pronto per uno spiedo gigante.
- So che è molto impegnato e non le ruberò tutto il pomeriggio - dice Amanda evidentemente mossa a compassione. – Mi racconti il miracolo che ha compiuto e quanta parte ha avuto il divino Alameh nel successo dell’intervento.
Cerco di ricordare l’incontro con il Santone. Dunque, si è presentato la mattina alle sei e trenta senza barba e senza trucco insieme alla madre, una vecchina dall’aria mite che gli ha tenuto la mano e ha cercato di rincuorarlo per tutto il tempo. Ha gridato appena ha visto il dilatatore, ha pianto durante l’anestesia e anche dopo, quando ormai il polipo era stato tolto e l’ano medicato. Si è inginocchiato per ringraziarmi e mi ha baciato la mano prima di uscire.
Amanda attende con ansia il resoconto dello storico incontro e io decido di non deluderla, ma prima devo far sparire il sorrisetto e assumere un’aria professionale. In fondo stiamo parlando di una divinità!
Dunque...


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antico
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#2 » lunedì 18 aprile 2016, 22:25

Ed ecco Angela! Tutto ok con i parametri, buona ALL STARS EDITION anche a te!

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Angela
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#3 » lunedì 18 aprile 2016, 22:28

Grazie!
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Jacopo Berti
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#4 » martedì 19 aprile 2016, 13:30

Ciao Angela, piacere di rileggerti!
Ci avrei scommesso che con questo tema avresti tirato fuori un personaggio comico realistico di questo tipo ;)
Il racconto si legge volentieri, ma non lo trovo né abbastanza ironico per sorriderne (ricordo il 'miracolo' di qualche edizione fa), né toccante come il tuo precedente (la mafia, il cane). Mancano anche quelle tue descrizioni di 'cultura materiale' che danno spessore alla tua prosa. C'è invece dell''infodump' marcato. Insomma stavolta, una prova che mi lascia poco e non mi convince.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

alexandra.fischer
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#5 » martedì 19 aprile 2016, 19:45

Ciao Angela, il tuo racconto è molto gustoso. Ho sorriso al paragone della pancia del medico-spire di pitone, e il racconto ha molti pregi: in pochi caratteri hai descritto al meglio la vicenda del Santone, un ex-venditore ambulante che lavorava sulle spiagge di Rio prima di scoprire la vocazione "religiosa" e creare una setta dove gli allucinogeni aiutano a raggiungere l'illuminazione. E' una storia molto Anni Settanta rivista in chiave ironica (divertente la scenetta dell'operazione del Santone, con la madre che gli teneva la mano durante l'asportazione del polipo anale; mi è piaciuto il tono del medico, distaccato nella sua intervista con la giornalista Amanda; lui non ha visto niente di divino nel Santone in vista di paziente, tuttavia, è stato contento di restituire la "divinità" ai fedeli). Chissà cosa ne direbbe Huxley, con il suo "Porte della Percezione".



Attenzione a mi schernisco per mi schermisco.

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francesco.bellia
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#6 » martedì 19 aprile 2016, 20:53

Ciao Angela.
Allora per me il racconto è strutturato bene. Il finale è volutamente “grottesco” e beffardo: un santone dei giorni nostri che diventa “uomo comune” nel momento in cui viene sottoposto ad un intervento medico(tra l’altro abbastanza invasivo). Il tema è centrato, perché il protagonista è un falso dio. Il testo è ironico. La scelta della prima persona (il medico) è efficace, adatta ad un racconto breve. Forse, l’ironia del protagonista poteva emergere di più anche nei dialoghi. Ad esempio, avrebbe potuto rispondere con delle affermazioni che in qualche modo prendessero in giro il presunto santone. Lo scambio di battute con la giornalista poteva essere più pungente, magari concentrandosi di più sul rilievo mediatico riservato ad Alameh. (Un’ idea: inserire un gruppo di fanatici che, saputo del presunto “miracolo ospedaliero”, aveva fatto sit-in davanti allo studio del medico, senza lasciarlo in pace, per reclutarlo come testimone del prodigio). E’ proprio l’elemento mediatico che secondo manca un po’. L’esagerazione della “folla oceanica”, come la definisci e la critica ai media che ne poteva scaturire. (Del resto ai giorni nostri quanti santoni hanno vere e proprie trasmissioni televisive).
I due personaggi sono isolati da tutto questo. E’ una scelta, che secondo me, finisce per smorzare il tono che avrebbe potuto assumere il racconto. Il falso dio in fondo è descritto indirettamente, più nel momento del suo declino che al suo apice. Forse si poteva costruire meglio questo “idolo” in modo tale che il suo abbattimento fosse più efficace.

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Angela
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#7 » martedì 19 aprile 2016, 21:08

Eccoci.

@timetrapoler - Penso che il titolo sia già un'anticipazione del tono del racconto; con un titolo così, il lettore si prepara mentalmente all'humor. :P Scherzi a parte, i testi che citi sono molto differenti. Il primo, quello della vecchina, è una caricatura a tratti grottesca, il secondo è un testo che cercava la profondità e l'uso della terza persona mi ha aiutata moltissimo. Qui uso la prima persona, cosa che faccio raramente, perché mi impedisce di fare quegli escursus che ti sono mancati. Tuttavia, avevo bisogno che il protagonista facesse determinate riflessioni, anche se con un POV differente rendo meglio.

@Alexandra - Mi fa piacere che il racconto ti sia piaciuto e concordo sul paragone anni Settanta :D Ti confesso che io una visita di quel tipo l'ho vista sul serio (per un periodo di tempo ho lavorato in urologia) e so bene quanto sia fastidioso, doloroso e umiliante per un uomo sopportarla. Penso che in ciò che scriviamo ci sia sempre qualcosa che ci riguarda, anche indirettamente. Però considero una vittoria aver smesso di scrivere delle mie ossessioni ed essere passata ad altro. Può non piacere, ma è più rassicurante esplorare nuove strade piuttosto che piangersi addosso. A presto!

@Francesco Belia - Mi fa piacere tu abbia colto il tono ironico, anche se non è marcato. I dialoghi sono volutamente professionali perché ci troviamo davanti a un luminare della scienza (almeno io immagino che il Santone abbia scelto un ottimo chirurgo per il suo "pericolosissimo" intervento). Per il resto concordo con te, c'è poco spazio per i fanatici e conosciamo il Santone solo attraverso le descrizioni del medico. Però considera che Alameh si presenta in studio all'alba con la mamma e non credo abbia informato i suoi fedeli, anche perché non è in tenuta "divina" (barba e trucco). Certo, con qualche carattere in più, avrei potuto aggiungere tante cose, ma ho dovuto fare delle scelte. Grazie a tutti per i commenti, sempre interessanti e preziosi.
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Sissi Kardec
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#8 » giovedì 21 aprile 2016, 17:15

Ciao Angela, ben ritrovata.
A me questo racconto è piaciuto davvero davvero molto; diretto, spassoso, scorrevole, di grande resa. Alcune descrizioni sono esilaranti, l'atmosfera grottesca è immediata e la digressione sulla scena dell'intervento è grandiosa.
Non vedo grandi difetti, posso solo indicarti che, secondo me, avresti potuto spendere anche meno caratteri sulla giornalista, tra macchina e modo di sedere, a favore di un aneddoto in più sul grande santone...In questo senso, volendo, il tema non è perfettamente centrato perchè non stiamo proprio parlando di un dio neanche per i suoi stessi 'seguaci'...ma in ogni caso il racconto ha molti pregi come detto. Brava, complimenti.
A presto :)
Simonetta

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maria rosaria
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#9 » giovedì 21 aprile 2016, 19:24

Ciao Angela.
Molto divertente il tuo racconto, soprattutto nella parte finale ma anche nel modo in cui descrivi e caratterizzi i personaggi.
Forse tutta la parte in cui descrivi la vita del Santone sarebbe stata più efficace se avessi utilizzato l'intervista (quindi i dialoghi) anziché la spiegazione.
Gli avverbi in -mente che ti ho evidenziato avresti potuto sostituirli con altre formule tipo "da un po'", "forse" e cose simili:
Angela ha scritto:Se non avessi superato abbondantemente i sessanta, probabilmente una frase del genere mi avrebbe galvanizzato non poco, ma nella mia carriera sono abituato ai complimenti e alle celebrazioni e ho maturato una corteccia troppo spessa per compiacermene.[...]
- So che è molto impegnato e non le ruberò tutto il pomeriggio - dice Amanda evidentemente


Comunque un racconto simpatico.
Brava.
Maria Rosaria

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Angela
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#10 » giovedì 21 aprile 2016, 19:54

@Sissi - Mi fa piacere tu abbia colto l'aspetto giocoso del racconto e sono d'accordo con te, la scena dell'intervento è il pezzo forte :P Grazie mille per commento e apprezzamento!

@Maria Rosaria - Non mi ero accorta di aver usato così tanti avverbi e ti ringrazio per averli evidenziati, perché non ci avrei fatto caso se non me lo avessi detto. Prossima volta ci starò più attenta :)
Felice che la scena "clou" abbia divertito anche te. Io credo che davanti ai medici e soprattutto in vista di un intervento invasivo, molta gente perda letteralmente la testa. Compresi grandi uomini e perché no, "divinità".
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Fernando Nappo
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#11 » giovedì 21 aprile 2016, 21:39

Ciao Angela,
il tema mi pare centrato dato che il santone è visto dai seguaci come fosse un dio.
Il racconto è godibile, scorrevole e raggiunge il suo apice nella descrizione della fragilità del santone durante l'intervento. Peccato non vedere più di questo personaggio che, forse, è il più interessante fra quelli messi in campo. Un racconto discreto, che però, non mi soddisfa del tutto.

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eleonora.rossetti
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#12 » venerdì 22 aprile 2016, 9:20

Ciao Angela!
Il racconto centra il tema, con questo Santone che viene venerato come un dio solo grazie agli allucinogeni che spaccia, ma che invece è fragile - se non peggio - come tutti gli umani.
Trovo però meno efficace la resa della tua idea. Anzitutto avrei sacrificato la descrizione della giornalista o che la conversazione sarebbe stata registrata a favore di qualche aneddoto sul Santone che, tra l'altro, viene rivelato in un infodump iniziale e mi guasta quindi tutto il resto. Sarebbe stato più efficace, secondo me, far sì che ogni dettaglio fosse trasparito durante il dialogo. Del tipo, che mentre lui diceva qualche dettaglio (ovviamente fasullo) sull'aver "resuscitato" un Dio, pensava a come realmente erano andate le cose e che le droghe, in quel caso, non l'avrebbero aiutato ad affrontare l'intervento. Avrei fatto scorrere l'intervista e i ricordi (o le considerazioni) su due binari paralleli. Non so se mi sono spiegata, riassumendo avrei preferito meno "stacco" tra l'intervista (che ha poco spazio, alla fin fine della storia) e i fatti visti dalla voce narrante.
Se non dovessi qualificarti (ti auguro di farlo, ovviamente!) prova a rivederlo nel Lab sotto questa chiave, perché l'idea (specie la scena di lui che se la fa sotto per l'intervento, accompagnato dalla mamma è magnifica) non era affatto male.
A rileggerci!
Uccidi scrivendo.

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Angela
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#13 » venerdì 22 aprile 2016, 12:18

@Eleonora - Non sono molto d'accordo con le varianti che hai proposto, tanto è vero che escludo di proporlo nel laboratorio perché, a parte alcune modifiche dovute (gli avverbi in primis), non voglio modificarne la struttura. Anche sull' infodump, che pure aveva evidenziato Jacopo non sono d'accordo, perché si tratta di un racconto lineare che non cerca il colpo di scena. Mi spiace che sia in fondo a tutte le classifiche, finirà nell'ossario. Amen.
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Adry666
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#14 » venerdì 22 aprile 2016, 15:52

Ciao Angela,

ben ritrovata! Tema centrato, purtroppo di questi “falsi dei” ne abbiamo anche troppi in giro...
Il tuo racconto è scritto bene, ritmo buono, si fa leggere. La parte iniziale mi ha ricordato la vicenda di Vanna Marchi e il tizio brasiliano (e tutti i loro imbrogli!).
A parte le cose che ti hanno fatto già notare io ti darò un giudizio più di “pancia”:
hai scritto una storia simpatica che però non ha picchi di ironia o di drammaticità, si fa leggere, come ti dicevo, ma non entusiasma. E’ come se mancasse qualcosa per renderla più “appetibile”.

A presto
Ciao
Adriano

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jimjams
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#15 » lunedì 25 aprile 2016, 1:01

Devo dire che non avevo capito dove stavi mirando e alla fine sono rimasto piacevolmente sorpreso e divertito.
Qualche cosa nello stile non mi convince del tutto, magari potevi dedicare meno spazio alla descrizione della giornalista, poco utile tutto sommato ai fini del racconto, e mettere almeno una domanda PRIMA della sorpresa che aumentasse ancora di più il contrasto tra le aspettative della giornalista, l'immagine pubblica del santone e la triste normalità di un uomo malato. Che so, magari la giornalista che introduceva la storia del santone a beneficio della telecamera (o del registratore).
Comunque racconto divertente e ben congegnato.

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Flavia Imperi
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#16 » martedì 26 aprile 2016, 10:28

Ciao Angela!

L'idea della storia è molto carina, e mi piace il modo in cui l'hai organizzata a livello di narrazione, tramite il punto di vista del medico, intervistato sul "miracolo", che poi altro non era che un imbarazzante intervento all'ano.
(PS traspare fra le righe il fatto che tu abbia assistito a una scena simile, sai? E' narrata molto bene, e l'esperienza e la conoscenza di una situazione rendono sempre in narrativa! Ho provato compassione per quel poverino...)
Insomma, BELLO, un racconto da sghignazzo, dissacrante al punto giusto e trovo che centri il tema in pieno con questo povero falso dio.

Brava anche per aver messo la motivazione della scelta finale del medico (di omettere le scene pietose e slavare la faccia al Divino) all'inizio.

Alcune frasi che secondo me non rendono bene:
"arriva con la sua utilitaria"
"Mi avvolge con il profumo"

In questo passaggio:

- Lei è uno dei pochi che ha incontrato il divino Alameh da solo. Che effetto le ha fatto?
Si pente subito di questa domanda e la sostituisce con un’altra più consona.

Qui manca una qualche reazione del medico. "Spieghi" che la giornalista cambia domanda, senza che si capisca il perché mentre potevi farlo accadere tramite una reazione del medico, oppure una frase interrotta es. "Ehm, no, lasci perdere, iniziamo da qui... "

E' vero che scrivendo in prima persona al presente, usando il PDV del medico, la narrazione dei retroscena suona meno come un infodump, tuttavia è sempre meglio trovare il modo di far arrivare il lettore alla comprensione dei retroscena tramite eventi, elementi narrativi, personaggi, dialoghi, in modo da far vivere la storia, purtroppo è forse la cosa più difficile da fare, il sottile confine fra il far capire cosa succede e lo spiegare, il far accadere, l'emozionare.

A mio avviso il racconto è un' ottima prova, anche se necessita ancora qualche miglioria per raggiungere il top.

Buon contest e continua così!

PS prova a usare questo tratto "—" invece di questo "-"
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Hendioke
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#17 » venerdì 29 aprile 2016, 15:07

Hai creato in pochi caratteri un ottimo personaggio. Anche se stiamo con lui molto poco questo dottore mi sembra adesso di conoscerlo a sufficienza per affezionarmici (e ho apprezzato il final ein cui cerca le parole giuste per descrivere l'intervento senza ridicolizzare il Santone. Bello lo stile, con dettagli qui e lì che si sarebbero potuti tagliare via per dare più compattezza al tutto ma che aiutano a rendere lo stile comico realistico (come lo ha definito con molta efficacia un altro dei commentatori). Brava :D
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Angela
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#18 » venerdì 29 aprile 2016, 20:25

Scusate la latitanza, settimana tremenda (anche la prossima non sarà da meno). Intanto ringrazio tutti per commenti e suggerimenti.

@Hendioke - Ho molto apprezzato il tuo commento. Questo è un racconto che non cerca il colpo di scena, è tutto molto lineare. Il Santone in un certo senso è un personaggio di secondo piano e il Medico piace anche a me perché dimostra di essere una persona equilibrata che sa stare al mondo passando sopra le debolezze tipiche degli esseri umani. Grazie ancora.

@Flavia - Mi fa piacere che il racconto ti sia piaciuto e ti ringrazio molto per le annotazioni. Sono cose che un autore non coglie se qualcuno non gliele fa notare. Per quanto riguarda l'infodump che pure altri mi hanno fatto notare, non sono molto d'accordo. Chi riceve "l'illuminazione" può essere un venditore ambulante o un pastorello, la sostanza non cambia. Sono persone che a un certo punto della loro esistenza vedono o credono di vedere/sentire qualcosa e cambiano strada, diventano altro. La vulnerabilità del Santone la vediamo solo in un secondo tempo. Durante la visita scende dal piedistallo divino, si inginocchia e bacia le mani del medico.
Flavia hai colto nel segno, ho assistito davvero a questo genere di visite. Mi è rimasto impresso un uomo in giacca e cravatta, probabilmente un manager che si è dovuto calare i pantaloni (e il resto), appoggiare le mani sul lettino e sopportare la visita anale. L'urologo era davvero tremendo, non faceva nulla per far rilassare il malcapitato, non usava neppure il paravento. Indossava un paio di guanti, strisciava il tubetto del "luan" (anestetico locale gelatinoso) sulle dita e poi senza tanti riguardi iniziava l'esplorazione rettale. Una scena umiliante per i pazienti che mi è rimasta impressa. Per questo e per tantissimi altri motivi ho attaccato la divisa di infermiera al chiodo. Scusa il papiro, di nuovo grazie per tutto.

@Jimjams - Condivido la tua analisi, anzi, a dire il vero, penso che la prima parte del racconto sia noiosa perché non succede nulla. Mi fa piacere che la scena "rivelatrice" ti sia piaciuta. Grazie per il commento e le note critiche :)

@Adriano - Mi hai fatto sorridere ripensando a Vanna Marchi e al Santone e penso che tu abbia azzeccato il paragone. Anche la nota critica mi trova d'accordo, è un testo che non lascia il segno. Però si fa leggere. A presto e grazie a tutti!
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antico
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Re: Il divino Alameh

Messaggio#19 » lunedì 2 maggio 2016, 14:57

Qualcosa mi stride nel dialogo tra la giornalista e il protagonista, alcuni passaggi mi sembrano quasi ridondanti o poco utili per delineare i caratteri. La giornalista, in particolare, non “viene fuori”, mentre sull’anziano medico avresti potuto lavorare di più e meglio. Il tutto è funzionale al finale comico che, però, arriva poco potente o non abbastanza da giustificare la lunga preparazione (resa lunga proprio dal lavoro poco efficace fatto sui protagonisti). Il tema c’è, ovviamente. Un pollice ni che tende verso l’alto perché comunque il racconto si legge bene, non credo che tu possa scrivere qualcosa che non si legga piacevolmente.

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