La profezia dello sciamano

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Angela
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La profezia dello sciamano

Messaggio#1 » giovedì 23 giugno 2016, 22:26

Tutte le notti Jimi sognava lo Zaratan, il suo enorme occhio incrostato di conchiglie si apriva e il dorso si scrollava di dosso sabbia e giunchi tornando a immergersi nelle profondità marine con le fauci aperte e i denti d’avorio pronti a scattare sulla preda.
Allora Jimi correva da Duma, un vecchio pirata che aveva trascorso la vita solcando oceani e quando la fortuna lo aveva abbandonato e le ossa non lo reggevano più, aveva aperto uno spaccio in un luogo dove passavano molte navi e si fermavano a fare rifornimenti.
“Dimmi ancora una volta dello Zaratan” gli diceva Jimi seduto sul bancone mentre Duma riempiva boccali di birra agli avventori.
“Lo Zaratan è un mostro antico come il mondo” rispondeva Duma con la voce tonante che rimbombava nella taverna fatta con tavole di legno marcio ricoperte di foglie di palma. “È una balena talmente grande che è sopravvissuta al diluvio universale e dorme un sonno così lungo e profondo che il suo corpo finisce per riempirsi di terra, sabbia e rocce e talvolta foreste. Si potrebbe scambiare il suo dorso per un’isola, ma sarebbe fatale perché al risveglio il mostro porterebbe il suo carico negli abissi”.
Jimi aveva ricordi vaghi del suo passato, Duma l’aveva trovato quando era molto piccolo dentro una canoa alla deriva, probabilmente vittima di un naufragio, e lo aveva portato con sé in un luogo dove viveva una tribù di indigeni.
Erano stati loro a nominare lo Zaratan per la prima volta, lo sciamano diceva che Jimi e il mostro erano legati da un vincolo ancestrale e che la maledizione avrebbe seguito il ragazzo ovunque, portando morte e distruzione. Duma non credeva negli spiriti e nelle anime, ma Jimi pensava che nei suoi incubi si celasse un fondo di verità.
A volte, quando non riusciva a dormire, andava sulla spiaggia e scrutava l’orizzonte pensando che da qualche parte c’era una balena grande come un’isola che lo stava cercando e si chiedeva se Duma avrebbe potuto salvarlo ancora una volta.
Con il tempo Jimi cominciò a pensare che se la balena lo avesse raggiunto, Duma sarebbe morto e questo pensiero era di gran lunga il peggiore di tutti, perché il vecchio pirata era l’unico affetto che gli restava.
Dilaniato dagli incubi e roso dalla preoccupazione, si imbarcò su un galeone colmo di merci che accettò di averlo a bordo, benché privo della necessaria esperienza. Prima di partire si riempì gli occhi con i luoghi dove era cresciuto: il boschetto di palme, la spiaggia popolata da iguana, le rocce battute dalle onde e il locale di Duma dove, sul tetto, svettava il timone con la bandiera dei pirati.
Navigò a lungo alla ricerca delle proprie radici e divenne un giovane con la pelle bruna e le spalle forti e si guadagnò un regolare contratto e la paga da marinaio, ma non trovò mai né la sua casa né la sua famiglia.
Con il tempo si convinse che lo Zaratan fosse un’invenzione e decise di tornare nell’isola dove Duma certamente lo attendeva, ma al suo ritorno, l'isola non c'era più. Solcò i mari in lungo e in largo, consultò mappe e seguì mille piste, ma dell’isola non c’era traccia: sembrava sparita, polverizzata.
Un giorno, in una locanda, incontrò un uomo che giurava di aver visto il timone di una nave con la bandiera nera affiorare dall’acqua in un trionfo di schiuma e poi sparire risucchiata da un vortice gigantesco.
Allora Jimi ricordò le parole dello sciamano e comprese che lo Zaratan si era portato via tutto ciò che gli era più caro risparmiandogli la vita perché erano in contatto da sempre, come le facce della stessa medaglia.
Ogni notte l’occhio del mostro apriva una finestra nei suoi sogni e li trasformava in incubi. Era il suo modo per restare in vita, perché sapeva che attraverso quel ragazzo la sua leggenda non avrebbe avuto mai fine.
Ancora oggi la balena-isola ogni tanto riappare: in un vecchio testo, in un’immagine d’epoca e talvolta, in un contest letterario.


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Andrea Partiti
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#2 » venerdì 24 giugno 2016, 13:23

Ciao!

Il tuo è il primo racconto che leggo, quindi non ho punti di riferimento.
Mi piace che tu abbia usato il tema e il mostro letteralmente insieme, il mostro è lo specchio dell'anima del protagonista (o viceversa, non si può sapere chi sia fuori dallo specchio.)

Il rapporto tra Jimi è Duma è solo abbozzato, ci parli di un legame profondo ma è difficile riuscire a percepirlo, penso che approfondendolo lievemente di più daresti più significato al distacco e al "sacrificio" che Zaratan si prende quando decide di muoversi.
Globalmente penso che manchi un senso di coesione, ci sono tanti elementi caratteristici delle storie di avventura, il bambino abbandonato, l'adozione nella tribù indigena, lo sciamano, i pirati, le avventure, la ricerca, ma è come se non legassero davvero in una struttura coerente per creare un personaggio. Jimi resta una sagoma che si muove per il mondo senza sembrare mai davvero attivo. E' una sensazione che fatico a spiegare e forse è dovuta all'aver compresso un'intera vita, o quasi, nel racconto.

Penso che le due volte in cui usi "timone" in realtà volessi dire pennone, perché in una c'è la bandiera attaccata, sul tetto del locale di Duma (e la bandiera tipicamente sta sul pennone nei libri di pirati) e nell'altra è il primo punto dell'isola che affiora, e il pennone è l'albero più alto, quindi torna.

"si fermavano a fare rifornimenti" > si rifornivano

"seguì mille piste", le piste mi evocano un'immagine strettamente legata alla terraferma, ai sentieri segnati dal passaggio degli animali, mi portano istantaneamente fuori dal contesto marinaresco, anche se lo usi in senso metaforico per dire traccia o indizio.

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angelo.frascella
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#3 » venerdì 24 giugno 2016, 16:33

Ciao Angela.

La modalità di questo MC mi ha incuriosito, così vorrei leggere qualche racconto e se riesco anche a commentarlo (*).

Ho l'impressione, correggimi se sbaglio, che da quando c'è stato il camaleonte di Calvino sei entrata in modalità "fiaba on".
Anche in questo caso, non tanto nei contenuti, quanto nello stile mi sembra veleggi da quelle parti.
Questo, però, rischia di essere limitante: il racconto è molto narrato e, anche se non sono un estremista delle regole, questo crea un distacco col lettore (o almeno con me). C'è narrazione di ciò che è accaduto prima e di ciò che accade adesso e la lettura ne risulta appesantita, seppure questo ti permette di infilare molta più roba nel limite dei caratteri. In un racconto così breve, invece, preferirei calarmi velocemente nei panni del protagonista, anche senza la necessita di conoscerne tutta la vita.

Inoltre, mi sembra ci sia un eccesso di frasi lunghe (e una scarsità di virgole) che rallentano un po' la lettura.

(*) Però, se mi dite che non vi fa piacere, e che temete che qualcuno sia influenzato, cancello subito

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Angela
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#4 » venerdì 24 giugno 2016, 17:01

@Andrea - Penso che il lavoro di taglio e cucito che ho fatto sul racconto, abbia inciso non poco sulla resa e tutto sommato anche il numero di caratteri. In generale mi sembra un testo che abbia bisogno di un ampio respiro per poter spiegare cose che appaiono solo abbozzate o poco chiare, rapporti e personaggi compresi.
Per quanto riguarda il timone, intendevo esattamente quello. Un timone e una bandiera nera sulla sommità del tetto sono una stravaganza, ma mi piaceva molto l'accostamento :)

@Angelo - Hai fatto benissimo a commentare anche se non partecipi alla competizione, i consigli sono importanti per gli autori, altrimenti come fanno a migliorare? Ti dirò che dopo aver scelto la balena, ho preso in prestito dalla biblioteca "Moby Dick" di Melville e lo sto leggendo (a dire il vero sono ancora all'inizio). Il pregio di MC è anche questo: aumenta la curiosità degli autori che finiscono per documentarsi e spaziare. Giusto anche il tuo appunto, c'è molto narrato e da questo punto di vista, il testo risulta poco dinamico. Sono scelte, anche se con il senno di poi non mi sento di sconfessarle del tutto.
Piuttosto leggere "Moby Dick" mi aiuterà a preparare un testo per un premio letterario con un incipit obbligatorio che si presta molto a questo tipo di narrazione. MC è uno stimolo eccezionale, se ho ripreso a "giocare" con i concorsi letterari il merito è solo suo.
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valter_carignano
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#5 » sabato 25 giugno 2016, 13:23

ciao
come detto nel mio commento al mio racconto (mi commento da solo, sarà il caldo....) io in fretta scrivo peggio del solito e ho difficoltà ad avere idee 'della misura giusta'. Quindi complimenti invece a te, che hai confezionato una fiaba della misura giusta.
Come hanno già fatto altri, bello l'intersecarsi del tema e del mostro. Personalmente, avrei reso più evidente il finale, cioè l'inabissamento della sua 'isola': per capirlo sono tornato indietro due volte. Però può essere che io sia molto tonto, su certe cose, quindi prendilo con beneficio d'inventario.
Mi sembra che la tua scelta narrativa sia stata quella di 'rimanere lontana' e di mantenere lontano anche il lettore (com'è proprio della fiaba). Se sì, obiettivo centrato in pieno.

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Angela
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#6 » domenica 26 giugno 2016, 10:44

@Valter - Ho trovato molto interessante il tuo commento, anche perché mi sento dire spesso che sono "distante" dal lettore. Forse perché come lettrice mi piace interagire con gli autori e non amo conoscere tutto. Mi piacciono le frasi sospese, il sottotesto, i finali aperti, ma non siamo tutti uguali e chi scrive deve tenere conto delle esigenze di chi legge. Se il testo non risulta chiaro o comprensibile, è un difetto che bisogna correggere. Quindi ti ringrazio per il commento che mi darà una mano a correggere il tiro :)
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Alexia
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#7 » lunedì 27 giugno 2016, 21:52

Il tuo racconto profuma di antico, di storie intorno al fuoco, di misteri irrisolti. Un racconto che accompagna il lettore dentro una visione. E dentro questa visione non è tutto lineare, ma più onirico, sospeso, fra ricordi, miti e leggende.
È la seconda volta che ti leggo e ho notato una forte personalità. L’unico problema è che vuoi dire troppe cose. Cerca di dare più respiro alle frasi, di approfondire alcuni passaggi. Crei un intreccio troppo fitto e il rischio di perdersi aumenta.
Pollice su indubbiamente… mi hai colpito al cuore!

Alexia

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Angela
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#8 » lunedì 27 giugno 2016, 22:10

@Alexia - Grazie per il bel commento e anche per la critica, perché io non mi accorgo di tante cose e mi aiutate a riflettere. Nota personale: per quanto faccia, ricado sempre nel vizio di scrivere racconti dove ci sono ragazzini smarriti. Mi sono appiccicata da sola questa etichetta, mannaggia :)
Grazie ancora per l'apprezzamento.
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maria rosaria
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#9 » martedì 28 giugno 2016, 16:19

Ciao Angela.
Mi piace molto come sai trasportarmi in contesti fantastici o esotici e le descrizioni che utilizzi per rappresentare certe ambientazioni. Anche qui sei stata brava a dipingere luoghi e personaggi distanti da noi e a tratti magici. Ho letto già altre cose tue e penso che uno dei motivi ricorrenti nella tua scrittura sia proprio un aspetto “magico” che mi sembra di ritrovare quasi sempre nei tuoi racconti (è solo una sensazione, eh. Posso anche sbagliarmi). Detto ciò, questo racconto forse è un po’ troppo raccontato: avresti potuto utilizzare maggiormente i dialoghi, anche se il numero delle battute è sempre una brutta bestia, me ne rendo conto. Anche il tema, lo specchio dell’anima, faccio fatica a trovarlo.
A presto.
Maria Rosaria

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Linda De Santi
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#10 » martedì 28 giugno 2016, 18:28

Ciao Angela!
Da un lato il tuo racconto mi dà l’impressione di aver subìto troppi tagli in fase di potatura, dall’altro ci sono frasi troppo lunghe e piene di informazioni che in fondo non ci serve sapere. Ti faccio un esempio:

Allora Jimi correva da Duma, un vecchio pirata che aveva trascorso la vita solcando oceani e quando la fortuna lo aveva abbandonato e le ossa non lo reggevano più, aveva aperto uno spaccio in un luogo dove passavano molte navi e si fermavano a fare rifornimenti.


Secondo me è superfluo dire che lo spaccio si trova in un posto dove passano molte navi a rifornirsi, in fondo nessuno aprirebbe uno spaccio dove non passa mai nessuno.
Tuttavia, nonostante questi passaggi iniziali così ricchi di dettagli, nel racconto assistiamo al passaggio dall’adolescenza all’età adulta di Jimi in appena qualche riga, e anche il discorso sul collegamento tra l’anima del protagonista e quella del mostro è praticamente appena accennato.
Insomma, i passaggi fondamentali della vicenda sono un po' troppo compressi, ed è un peccato, perché la storia mi è piaciuta molto (sarà che le ambientazioni che implicano isole e pirati sono sempre state tra le mie preferite!).
Secondo me, sfoltendo un po' le frasi nella parte iniziale e con un po' più di caratteri a disposizione, ne può venire fuori un racconto davvero bello.
Spero di esserti stata utile, a presto :)
Ultima modifica di Linda De Santi il martedì 28 giugno 2016, 19:35, modificato 1 volta in totale.

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Angela
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#11 » martedì 28 giugno 2016, 18:56

@Linda - La revisione prende decisamente più tempo rispetto alla scrittura e se non viene fatta con le dovute cautele e attenzioni, si rischia di sbilanciare il testo. Avevo iniziato il racconto con il mostro in prima linea (visto che doveva essere l'elemento trainante), ma stavo andando fuori tema e ho dovuto aggiustare il tiro. Questo succede quando si parte seguendo un'idea senza avere ben chiaro l'intreccio. C'era questa balena e il ragazzo di cui non conosciamo le origini, legati da qualcosa che va oltre la nostra conoscenza, un contatto che ritroviamo solo nei sogni e che serve al mostro per essere visibile. Vivo. Però l'intreccio mi ha causato qualche problema, perché ci sono altri personaggi che devono avere il giusto spazio. Critiche giuste secondo me, anche se il racconto proprio per il suo clima surreale, non mi dispiace.

@Maria Rosaria - Hai perfettamente ragione, l'aspetto "magico" è abbastanza presente in ciò che scrivo, anche se non si tratta della magia alla "Harry Potter" per intenderci, ma di qualcosa che è più spirituale, intimo. Anche nelle letture prediligo questo genere, e di certo il "mistery" è il mio preferito da sempre. Per quanto riguarda il fatto che è troppo raccontato, me ne rendo conto. A mia discolpa posso dire che è per via del numero dei caratteri, anche se temo che questo genere di storia non sia fatta per il racconto breve. Viene compressa e finisce per soffrirne.
Per quanto riguarda l'ambientazione, sto leggendo "Moby Dick", ma l'ho iniziato da pochissimo, quindi si può ancora dire che è farina del mio sacco.
Grazie ad entrambe per lettura e commento.
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Rionero
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#12 » mercoledì 29 giugno 2016, 10:38

Ciao Angela,

naturalmente il tuo era il racconto che aspettavo con più curiosità^^
Una storia di marinai e leggende era in effeti quello che mi aspettavo e quindi non mi hai sorpreso, ma la carta del ragazza con una profezia e dei sogni te la sei giocata alla grande ed è decisamente la parte che funziona meglio, insieme al tuo stile tra la fiaba e il racconto fantastico.

Appunti che spero ti possano essere utili (e quanto meno interessanti): non so se hai tagliato per restare nei caratteri ma alcune frasi sembrano appese o arrivare non nel momento giusto della narrazione, come se tu avessi tolto o spostato all'ultimo un riferimento precedente. Si capisce tutto è...ma per esempio prima introduci i personaggi e zatalan e poi torni in dietro per dire che il primo a parlargliene era stato Duma salvandolo, poi parli di sogni con un fondo di verità (mi sono chiesto quale fosse questa verità dal momento che finora hai solo sognato di Zatan...la verità che esiste?).

Inoltre dopo aver creato bene il crescendo con il viaggio in mare e il passaggio di tanti anni ti giochi secondo me male il finale, o almeno troppo velocemente: ma al suo ritorno, l'isola non c'era più. Solcò i mari in lungo e in largo, consultò mappe e seguì mille piste, ma dell’isola non c’era traccia: sembrava sparita, polverizzata. Così come sembra sbrigativo nel rassegnarsi e nel darsi una risposta il protagonista: "risparmiandogli la vita perché erano in contatto da sempre".

Ho trovato invece particolarmente interessante la frase/spunto "Ogni notte l’occhio del mostro apriva una finestra nei suoi sogni e li trasformava in incubi" che avrei sviluppato maggiormente...magari senza l'accenno finale al contest che è una chiusura un po' debole secondo me;-)

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Angela
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#13 » mercoledì 29 giugno 2016, 20:52

@Rionero - Ovvio che ci tenevo al tuo giudizio, visto che abbiamo quasi stipulato un contratto per le nostre bestiole :D Tutto sommato è stato meglio così, il tema ci avrebbe reso il binomio inconciliabile. Sei stato bravissimo a individuare il problema: il testo era partito in un senso e poi mi sono resa conto che sarei andata fuori tema e ho dovuto frenare e ripartire.
Ho scelto di trattare il tema in modo onirico, se mi passi il termine. Non sappiamo da dove proviene il ragazzo, forse lo Zaratan lo ha risparmiato più di una volta perché tra loro si è stabilito un legame (nel testo parlo di Jimi che sogna la balena, ma c'è il risvolto della medaglia, ovvero anche la balena sogna Jimi). Nella mitologia ci sono poche testimonianze e io credo che un essere esista, nel momento in cui qualcuno lo vede o lo percepisce (il sogno non fa eccezione).
Non c'è nulla di peggio che l'oblio, forse è questo il messaggio che volevo trasmettere. Inanto ti ringrazio per il commento e mi scuso per la latitanza, mi riaffaccio appena posso :)
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AmbraStancampiano
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#14 » venerdì 1 luglio 2016, 10:46

Ciao Angela,
ho apprezzato molto il tuo racconto, in particolare l'incipit con le sue descrizioni delicate e molto puntuali.
Mi è piaciuta molto tutta la storia, ma credo che avesse davvero bisogno di un più ampio respiro per realizzare al meglio tutte le sue potenzialità; in questa forma così compressa, alcune cose non si capiscono alla perfezione o apparentemente sembrano incoerenti; ti evidenzio le due che mi sono saltate immediatamente all'occhio:
- gli incubi di Jimi, che hanno una funzione importantissima per comprendere il suo rapporto con lo Zaratan (e che per quel che ho capito costituiscono il tuo riferimento al tema) sono semplicemente accennati come esistenti, e basta. Fai due piccoli riferimenti senza però descrivermi il disagio, il fastidio, o semplicemente in cosa consistano questi incubi e COME lo colleghino allo Zaratan.
- se Jimi è preoccupato per le sorti di Duma e ha il timore di non ritrovarlo più, perché parte? Questa è apparentemente un'incoerenza, ma da persona che viaggia molto posso capire cosa gli passi per la testa. Certo, qualche spiegazione in più riguardo al suo stato d'animo, il conflitto tra l'attaccamento verso la terra e le persone che ama e il richiamo dell'avventura ecc. ecc. (tutti temi molto forti e presenti nelle storie marinare) servirebbe a far entrare meglio il lettore nella psicologia del personaggio.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

Evandro
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#15 » venerdì 1 luglio 2016, 15:22

Ciao Angela, il tuo è un racconto privo di difficoltà interpretative: scorre via come l'acqua. Il finale, per quanto non si possa fare a meno di immaginare che l'isola sia il mostro, è ben gestito. Curioso e riuscito il modo in cui rispetti il tema del contest: sembra che la balena-isola sia in qualche modo l'inevitabile protettore di Jimi. Lo stile è buono, senza particolari pregi, ma privo di difetti. Secondo me c'è qualche problema sintattico e di suddivisione in paragrafi, ma d'altronde il tempo a disposizione è stato poco. Troppo narrato, ma in questo caso forse necessario, vista l'esiguità dei caratteri.

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Peter7413
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#16 » venerdì 1 luglio 2016, 17:20

Racconto carino, ma troppo narrato, anche se penso che fossero proprio le tue intenzioni e in quanto tale: mission completed (anche se secondo me sarebbe preferibile ricercare un diverso tipo di equilibrio provando a mostrare anche i protagonisti alle prese con qualche specifica situazione). Occhio che m'è venuto da chiedermi come potessero essere connessi in passato il ragazzo e la balena isola e credo sia fuorviante l'episodio del naufragio, anche perché così porti a pensare che si fossero già "conosciuti". Di altro tenore sarebbe invece se lui avesse sviluppato un'ossessione in vita per tale essere (e in effetti ce la mostri) al mondo che tutto il mondo non è che specchio di se stesso (e anche questo c'è e quindi sei in tema). Insomma, c'è tutto, ma con una ricalibrazione puoi portarci il lettore in modo più diretto e meno fuorviante. Il racconto ha potenzialità, ma già così, considerati tutti i vincoli del contest, è buono e forse anche un po' di più.

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erika.adale
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Re: La profezia dello sciamano

Messaggio#17 » venerdì 1 luglio 2016, 21:41

Vengo da un periodo di letture di pirati, dunque l'ambientazione del tuo racconto mi ha fatto sentire a casa. Una bella storia, con caratteristiche favolistiche che la renderebbero perfetta per un cantastorie. Ma, di fatto, questa storia non è raccontata davanti a un fuoco, ma scritta e, dunque, prevede la lettura e non l'ascolto. Da ciò arriviamo alla perplessità già espressa da molti: troppo narrato e poco mostrato. Ma come rendere una storia che si dipana su un tempo così lungo e con un andamento così circolare (il giovane che torna dove era partito) con lo show? Non vedo vie d'uscita, ci vorrebbero molte più battute, che spero userai per strutturare in modo più completo la vicenda.

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