Ci scappa il morto

Appuntamento per lunedì 18 febbraio dalle 21.00 all'una con il Campione della Quinta Era di Minuti Contati: Raffaele Marra!
marcocioni
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Ci scappa il morto

Messaggio#1 » lunedì 18 febbraio 2019, 22:21

“Nulla, caro.”
In aria si librano annoiate le volute di fumo dell’antico, vale a dire il suo sigaro, che lui chiama familiarmente antico omettendo la qualifica toscano perché a lui i toscani stanno sull’anima.
Non sopporto il tuo maledetto sigaro, pezzo d’idiota, non si fuma nei luoghi pubblici anche se sei il padrone di questo luogo pubblico, ecco quello che gli voglio dire.
“Come, nulla?”, ecco quello che invece gli chiedo, un tantino risentito, ma più che altro per prendere tempo. E anche perché un po’ credo di doverlo fare. Un editore ti comunica che il tuo ultimo racconto breve è, secondo lui, “Nulla”, e tu, scrittore di una certa fama e anche di una certa età, non sei nella posizione di dire “Ah, vabbè, allora vado a casa, ho giusto Kind of blue di Miles da ascoltarmi, forse se mi sbrigo me lo sarò sparato tutto prima di pranzo…”. Insomma, devi far vedere che te la sei presa anche un po’ per questo sommario e sprezzante commento.
“Nulla vuol dire esattamente nulla, caro. Proprio nulla, o almeno è ciò che sembra.”
La mia proverbiale calma comincia a dare segni di piccoli scricchiolii, li sento giusto là sotto, dalle parti delle ginocchia. Non ho da perdere poi tanto, rifletto, ma se questo qui continua a sostenere il suo poco lusinghiero giudizio sul mio ultimo racconto breve ci scappa il morto. E non in senso figurato, in senso reale. Una pistola puntata sotto il tavolo può testimoniarlo a sufficienza, credo. Ho provato più volte a fargli capire col dovuto tatto che m’infastidisce quel suo fluttuante aggettivo, quel “caro” lasciato andare al termine di ogni frase che contiene un giudizio, buono o cattivo che sia. “Questo romanzo d’esordio è una bomba, caro, spacchiamo il mercato” mi disse quando avevo più o meno trentadue anni. “Andiamo al lingotto, caro”. “Vinciamo lo Strega, caro”.
“Questo personaggio mi fa schifo, caro”.
E poi, via, giù a spirale, “Scrivi per Harmony, caro, che qualche casalinga magari la fai ancora rabbrividire”.
Fino a “Ormai il grafico che studia le tue copertine mi costa di più di quello che ricavo dalle vendite. Caro. O mi scrivi un racconto breve grandioso, o sei finito. Ma guarda che sia veramente grandioso.”
Sì, sì. Mi sa proprio che ci scappa il morto.
Eh, sì.
Non avrei mai voluto che ci scappasse il morto. Nonostante il mio prodigioso aplomb, non posso evitare di provare un sincero dispiacere nel pensare che fra pochissimo le critiche di Eddy si interromperanno bruscamente in un lampo di cordite, una piccola fiammata scaturita da quella canna di pistola puntata sotto il tavolo. Non vedo il dito che prende contatto con il grilletto.
E’ deciso. O cambia improvvisamente idea su tutto il mio racconto, o purtroppo qualcuno morirà. Lo so bene, ormai non si torna indietro. E’ questione di principio. E lo sa anche lui. Ma saperlo non basta, bisogna proprio che Eddy cambi idea sul mio racconto.
“Eddy, non trovi che sia un fantastico racconto, specialmente tenuto conto che è stato scritto in un quarto d’ora da uno scrittore incatenato alla scrivania e sotto la minaccia di una pistola? Ti garantisco che se mi lasci un altro quarto d’ora posso stravolgerlo, abbellirlo, limarlo, vedrai sarà il più bel racconto breve che tu abbia mai…”
Eddy non cambia idea.
Ed il click del cane è l’ultimo suono che avverto su questa terra, prima che ci scappi il morto.

MARCO CIONI



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antico
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Re: Ci scappa il morto

Messaggio#2 » lunedì 18 febbraio 2019, 22:34

Ciao Marco! Sbaglio o era da un bel po' di tempo che mancavi dall'Arena? Tutto a posto con caratteri e tempo, buona Marra Edition!

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Marco Travaglini
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Re: Ci scappa il morto

Messaggio#3 » martedì 19 febbraio 2019, 18:44

Ciao Marco,
piacere di conoscerti. Di seguito le mie impressioni sul tuo racconto, sperando di esserti utile.
A una prima lettura, sinceramente ci sono rimasto e ho pensato: "Wow, non me l'aspettavo proprio!". Nulla mi faceva presagire un finale di questo tipo. Ti dirò di più, molte cose mi facevano pensare che a puntare la pistola fosse lo scrittore. Quindi finale a sorpresa pienamente riuscito? Eh, mica tanto. Mi sento un pochino preso in giro, se mi passi il modo di dire.
Perché ci mostri uno scrittore che si racconta come calmissimo, ma mostra una vena psicopatica (penso in particolare al discorso del fumo). Perché ci dici che non vede la pistola, ma sa che c'è. Perché prima ci dici che è in un luogo pubblico e poi che è incatenato a una scrivania. Perché non ci dai uno straccio di motivazione per cui un editore voglia ucciderlo (in un luogo pubblico e tenendolo incatenato) invece di limitarsi a metterlo alla porta, mentre ci hai dato qualche debole movente per mettere la pistola in mano allo scrittore. Insomma, alla seconda lettura, quando sappiamo chi ha in mano la pistola, il racconto per me mostra diversi punti deboli.

Detto questo, ho apprezzato molto la chiave di lettura "minuti contati", il riferimento al tempo risicato, con l'antico che ti tiene lì incatenato davanti a tutti e ti stronca in un attimo. Purtroppo è una chiave di lettura che non può essere colta fuori da questo contesto, per cui devo dare più risalto all'altra, ma complimenti.

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megagenius
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Re: Ci scappa il morto

Messaggio#4 » sabato 23 febbraio 2019, 12:09

Ciao Marco, lieto di leggerti!
Ammetto di essere rimasto assai interdetto alla fine della lettura del tuo racconto, per cui espongo subito ciò che mi è piaciuto. Innanzitutto l'ironia e alcuni passi scritti molto bene. Inoltre ho vissuto la frustrazione e l'ansia dell'autore "maltrattato" dagli editori... è una situazione in cui mi ci sono trovato spesso anch'io, senza però covare istinti omicidi... ih ih!
Cosa non mi è piaciuto? Tutto il resto. Nell'ordine: incipit pesante, contorto e indisponente, da riscrivere senza dubbio; trama non sempre limpida, anzi a tratti difficoltosa; colpo di scena finale assolutamente non immediato: sinceramente sulle prime non ho proprio capito il "twist" risolutivo (ma spero sia stato solo un mio problema di lettura o un mio limite...), poi dopo un paio di riletture e con le indicazioni di altri concorrenti, ho afferrato.
Purtroppo gli inconvenienti sopravanzano i pregi, per cui la mia valutazione non può che essere insufficiente.
In ogni caso, in bocca al lupo!

Emiliano.

P.S.: A meno che lo scrittore non abbia un problema mentale serio, mi sembra alquanto eccessivo voler uccidere qualcuno per critiche editoriale tutto sommato legittime o comprensibili, per quanto dure.

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Linda De Santi
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Re: Ci scappa il morto

Messaggio#5 » domenica 24 febbraio 2019, 17:53

Ciao Marco!
Il tuo racconto offre una doppia interpretazione del tema: il “nulla è come sembra” della vicenda, in cui crediamo che sia lo scrittore a stare per sparare all’editore, e “nulla è ciò che sembra”, che è il giudizio che l’editore continua a ripetere.
Mi piace molto il tuo stile di scrittura: è disinvolto, scorrevole, personale. Ho apprezzato molto anche come hai saputo caratterizzare i personaggi con pochi e semplici elementi: quel “caro” detto in continuazione dall’editore è un tocco di classe.
Il racconto, nella vicenda paradossale che racconta, mi è piaciuto: impossibile non empatizzare, almeno all’inizio, con il povero scrittore che si sente rivolgere critiche così dure. Poi però scopriamo che entrambi i personaggi sono due psicopatici e allora l’empatia viene meno, cosa che è forse l’unica pecca di questa storia: alla fine non ti importa davvero di chi sia a morire perché un po’ se lo meritano entrambi! :)
In ogni caso, complimenti.

Sono rimasta con un dubbio: l’ufficio di un editore è da considerarsi un “luogo pubblico”? :)

Alla prossima!

viviana.tenga
Messaggi: 500

Re: Ci scappa il morto

Messaggio#6 » mercoledì 27 febbraio 2019, 14:22

Ciao Marco,
Il tuo racconto ha secondo me un problema: alla prima lettura, il colpo di scena arriva inaspettato e funziona abbastanza, ma rileggendo, ci si accorge che la voce narrante ti ha deliberatamente ingannato.
Mi spiego meglio: il motivo per cui tutti pensavamo che a rischiare la morte fosse lo scrittore è che una serie di frasi sono molto poco credibili se lette nell'ottica opposta.
Per esempio: "non avrei mai voluto che ci scappasse il morto"; questo è chiaramente il pensiero di un uomo che si prepara ad uccidere, fatico a immaginare un uomo che ha una pistola puntata contro di sé elaborare un pensiero in questi termini. Stesso discorso all'enfasi data al senso di fastidio per l'uso di "caro".
A parte questo (che secondo me è un limite grosso), l'idea mi piace, la caratterizzazione dei personaggi anche. Penso che rivedendolo un attimo potrebbe uscirne davvero qualcosa di interessante.

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DandElion
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Re: Ci scappa il morto

Messaggio#7 » giovedì 28 febbraio 2019, 17:44

Oh cazzarola!
Tema centrato in pieno, e adesso spero di non scrivere mai qualcosa per un editore di tal guisa.
Punti di forza: lo schema è molto preciso, i passaggi sono ottimi, l'epilogo è inaspettato, nulla è come sembra. Ci sta.
Punti di debolezza: il personaggio non esprime sufficientemente l'ansia, il suo tentativo di dissuadere l'editore dall'ucciderlo è veramente molto debole.
A conti fatti però è un gran bel racconto, ti faccio i miei complimenti!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

marcocioni
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Re: Ci scappa il morto

Messaggio#8 » sabato 2 marzo 2019, 9:11

Buongiorno a tutti i colleghi che mi hanno commentato, e grazie per le osservazioni!
La mia non indifferente autostima mi spinge a ringraziare di più coloro che hanno espresso commenti più positivi che negativi (Dand e Linda), ma noto con piacere che in tutti voi albergano equilibrio e serenità, e la cosa mi fa pensare che sono stato fortunato a capitare in questo gruppo.
Provo brevemente a dare qualche chiarimento a coloro che sono rimasti un po' spiazzati da questo o quel passaggio.
Lo scrittore in questione, tanto normale non lo è di sicuro: va bene essere dotati di un fantastico aplomb, ma sotto la minaccia di un editore che pensa di costringerti a scrivere un bel racconto minacciando di ucciderti, e per di più incatenato alla scrivania del suo ufficio, è davvero troppo "british".
Quindi, l'editore lo ha convocato nel suo ufficio (@Linda De Santi: un ufficio dove può entrare il pubblico, anche se in modo controllato e regolato, è un luogo pubblico) e gli ha detto che il suo ultimo racconto non gli è piaciuto. E poi, senza mezzi termini, lo ha messo sotto la minaccia di una pistola, lo ha legato alla scrivania con una catena, e gli ha detto "O in quattro ore mi scrivi un super-racconto o ti faccio fuori" e gli ha puntato la pistola sotto la scrivania.
Ecco, tutto qui l'antefatto.
Lo ha drogato per incatenarlo? Lo ha colpito alla testa con un Tonfa? Non si sa, ma sappiamo bene che non tutto può essere chiarito in 3333 caratteri spazi compresi!
Perché l'editore lo vuole uccidere? Perché è squilibrato in primo luogo, e perché la sua gallina dalle uova d'oro è invecchiata, non gli fa più tre uova al giorno e a lui il brodo non piace...
Rinnovo a tutti i miei più sentiti ringraziamenti esprimendo sincero rincrescimento per non essere riuscito a far inquadrare meglio tutto quanto sopra nello spazio di un racconto, nonché una moderata soddisfazione per essere ancora nel novero dei vivi nonostante l'editore pazzo!

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antico
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Re: Ci scappa il morto

Messaggio#9 » lunedì 4 marzo 2019, 18:44

Ho letto la tua risposta ai commenti e credo che il problema più grave risieda nel non aver dato abbastanza spazio all'editore e alla sua frustrazione. Ti sei concentrato sullo scrittore giocando sul tema, ma in tal modo ti sei perso le motivazioni del tutto e la tragedia di questi due uomini giunti a un punto di svolta senza ritorno non esce dalle righe non permettendo al racconto di esprimere le sue reali potenzialità. Per me un pollice ni che punta verso il positivo perché, al netto di una formulazione attuale di cui sono stati sviscerati i problemi, il racconto può essere revisionato al meglio.

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