ex novo: Vendetta, tremenda vendetta

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Fernando Nappo
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ex novo: Vendetta, tremenda vendetta

Messaggio#1 » lunedì 11 maggio 2015, 22:47

Approfitto del laboratorio prima che parta il nuovo contest. Quello che segue è il secondo racconto che m'è venuto in mente durante la Tonani edition, abbandonato in favore del coniglietto. M'è parso interessante provare a terminarlo e sottoporlo a giudizio.

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Vendetta, tremenda vendetta
di Fernando Nappo
 
– Chiudi la porta – ordinò Frukkens appena entrato.
– Perché non t’arrangi da solo? – replicò l’IA domestica.
– Chiudi quella cazzo di porta!
– Va bene, va bene – disse l’IA sbattendo l’uscio. – Giornataccia? Metto su una tisanina rilassante?
Frukkens appese cappotto e giacca all’attaccapanni. – Sarò in laboratorio per il resto della serata – disse, mentre rimboccava le maniche della camicia. – Fa’ in modo che nessuno mi disturbi.
– E chi mai dovrebbe? – chiese l’IA. – Stai sull’anima anche a chi non ti conosce, figurati se qualcuno può seriamente pensare di venirti a trovare.
– Finiscila! E apri la porta della cantina.
– Perché non t’arrangi da solo, per una ...
Spazientito, Frukkens spalancò la porta e scese in laboratorio.
Sul tavolo da lavoro era disteso il robot antropomorfo al quale stava lavorando da anni, un Frankenstein cibernetico assemblato con pezzi eterogenei in parte trafugati dal laboratorio della ditta dove lavorava, in parte recuperati al mercato nero o presso rottamatori di robot. [si può eliminare anche per evitare la ripetizione della riga successiva]
Frukkens prese un computer e lo collegò alla base del cranio del robot.
– Che combini al cervello di quel povero disgraziato? – chiese l’IA? – Non è già abbastanza sfortunato da averti per creatore?
– Zitta, e lasciami concentrare! Devo completare la sua programmazione. Voglio che tutto sia perfetto.
– Già. Scommetto che hai detto la stessa cosa quando hai programmato la sottoscritta, vero?
Frukkens avrebbe voluto fissare l’IA con sguardo torvo, ma dato che questa non aveva presenza corporea si limitò a scuotere il capo.
Trascorse le ore seguenti lavorando al robot [stesso discorso di più sopra], concedendosi solo poche e brevi pause, fino a che non si ritenne soddisfatto del lavoro svolto. A quel punto, scollegò il computer dal robot e, dopo aver preso un profondo respiro, spinse il pulsante d’accensione.
L’automa emise un lieve ronzio, il cursore oculare s’illuminò e si mise a scorrere, le dita delle mani si mossero.
Al colmo dell’eccitazione, Frukkens proruppe in una fragorosa risata liberatoria: - Ora tutto è pronto per lavare l’onta! L’umanità intera pagherà per non aver riconosciuto il mio genio.
Il robot si rizzò a sedere e con movimenti fluidi, come fosse stato vivo da sempre, scese dal tavolo e si mise in piedi di fronte al suo creatore.
Frukkens lo rimirò a lungo, orgoglioso di sé e della sua creatura.
– Tu, figlio della mia mente sublime, sei stato creato per assecondare il mio desiderio di vendetta, programmato per estirpare dalla faccia della terra l’irriconoscente razza umana. Vai, ora, comincia la tua opera di distruzione e non fermarti fino a che ogni essere umano non sarà stato cancellato dalla faccia della terra.
– Obbedisco – disse il robot puntando il braccio laser verso il suo creatore.



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antico
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Messaggio#2 » martedì 12 maggio 2015, 8:55

Molto bene, ecco il primo racconto ex-novo del Laboratorio. Esorto tutti i laboratoristi a presentarsi per i feedback. :)

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invernomuto
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Messaggio#3 » martedì 12 maggio 2015, 9:49

Ciao Fernando!
È un bel racconto, apprezzo molto lo stile dei tuoi dialoghi e proprio grazie alla naturalezza delle interazioni tra Frukkens e la sua IA viene fuori una comicità di sfondo che rende più piacevole la lettura.

Per quanto riguarda il tema, è un tipico archetipo della fantascienza quello della creatura che in un modo o nell'altro si rivolta contro il suo creatore, da "La risposta" di Fredric Brown al più moderno Ultron della Marvel.
La tua interpretazione di suddetto archetipo è buona, e sicuramente rientra più nell'ambito del racconto ex-novo che nel tema della Tonani edition, dato che più che di un guasto vero e proprio parliamo di un eccesso di zelo oppure, per dare la colpa a chi la ha veramente, una mancanza di pensiero logico da parte del professore.

Tornando al punto, se dovessi per forza pensare a un modo per migliorarlo, interverrei con un'azione di condimento, vista l'estensione del conto caratteri a disposizione dei partecipanti del Lab, qualche descrizione extra potrebbe rendere ancora più "vividi" i tuoi personaggi.

A rileggerci.

Fernando Nappo
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Messaggio#4 » martedì 12 maggio 2015, 11:22

Ciao Manuel,

grazie per il commento.

L'idea, come  hai notato, non è paricolarmente originale, ma sfrutta l'archetipo fin troppo sfuttato e abusato dello scienziato mezzo pazzo che si reputa un genio incompreso .
Per di più, mentre il guasto può essere individuato proprio nella mete bacata di Frukkens, la soluzione al problema praticamente non c'è. a meno di volerla trovare nel robot che la risolve a modo suo . Però, tutto è fuorché il piano B congegnato dal protagonista del racconto che, tra l'altro, del guasto non ha alcuna percezione.
Per tutti questi motivi ho dato la precedenza al coniglietto.
Riguardo alla lunghezza, poiché l'idea era per il contest ho ritenuto di rispettare le tremila battute. Al momento, non credo che mi cimenterò in una versione più lunga.

Sono contento che comunque tu l'abbia trovato divertente.

Grazie ancora.

Fernando

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ceranu
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Messaggio#5 » martedì 12 maggio 2015, 23:41

Ciao Fernando. Bel racconto, ottimo il ritmo e divertenti le battute. Forse non è molto originale, ma la resa è veramente buona. Unica pecca il finale, che mi ha dato l'impressione di essere affrettato.
Secondo me il racconto è già pronto.
Ciao

Fernando Nappo
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Messaggio#6 » mercoledì 13 maggio 2015, 9:35

Grazie per il commento, Ceranu.

Data la scarsa originalità del soggetto, ne convengo, ho cercato di puntare più sul ritmo e sui dialoghi: che ne sia uscito qualcosa di divertente, è già un risultato superiore alle mie aspettative.

Il finale, nelle mie intenzioni, vorrebbe lasciare al lettore la più assoluta libertà di decidere quel che succede poi: Frukkens è davvero un genio? Oppure è solo un mezzo pazzo?  Chissà.

Naturalmente, non è detto che sia la soluzione migliore.

Grazie ancora.

Fernando

alexandra.fischer
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Messaggio#7 » mercoledì 13 maggio 2015, 22:16

Ciao Fnappo,
ti rileggo con piacere. Mi è piaciuto lo stile brioso che hai messo nel personaggio dell'IA domestica (una cameriera robotica davvero simpatica). Lo scienziato è ossessionato dal mito di Frankenstein e ne crea una versione robotica veramente acuta (obbedisce alla lettera all'ordine del creatore, il quale ricorda certi cattivi da cartone animato giapponese: tipo il Barone Ashura o il Dottor Inferno di Mazinga Z). Una sola osservazione: attento (so che è un errore comune, e io sono pignola, ma Frankenstein non è il mostro del romanzo di Mary Shelley. Io l'ho letto e il mostro, poveraccio, non ha nome. Frankenstein, il Dottor Viktor Frankenstein, è lo scienziato che lo crea).

Fernando Nappo
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Messaggio#8 » giovedì 14 maggio 2015, 8:10

Ciao Alexandra,

grazie per essere passata anche di qui.

E grazie soprattutto per l'osservazione, correttissima. Purtroppo definire un Frankenstein una qualunque creatura variamente assemblata è diventato così comune che cadere in errore è un attimo. E io ci caddi. Per punizione, stasera metto sul comodino la copia di Frankenstein che aspetta sulla libreria da troppo.

Grazie molte.

Fernando

Fernando Nappo
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Messaggio#9 » giovedì 14 maggio 2015, 8:23

Mi pare sia giunto il momento: convoco l'Antico.

Fernando Nappo
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Messaggio#10 » venerdì 15 maggio 2015, 8:01

Forse non ho seguito alla lettera il regolamento del laboratorio, dove la segnalazione è in maiuscolo. Riprovo:

CONVOCO L’ANTICO

 

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antico
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Messaggio#11 » sabato 16 maggio 2015, 0:53

Eccomi Fernando! Risponderò alla tua convocazione al più tardi entro lunedì. Mi scuso per il ritardo, ma in questi giorni mi sono portato avanti con il lavoro trovando la guest star per l'edizione di giugno di Minuti Contati. ;)

Fernando Nappo
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Messaggio#12 » sabato 16 maggio 2015, 14:57

Ciao Antico,
grazie per l'attenzione. A risentirci presto.

Fernando

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antico
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Messaggio#13 » martedì 19 maggio 2015, 16:25

Letto. Mi piace, ma vorrei lavorarci ancora un po' perché credo abbia potenzialità ancora da sviluppare. Occhio alle ripetizioni (te le ho sottolineate in grassetto, ma in entrambi i casi si risolve facilmente).
Mi sembra si possa lavorare meglio sui due protagonisti, il dottore e l'IA. A parte che dopo anni di lavoro sembra esagerato che questo arrivi a casa, dica che ha da fare tutta la sera e tac, lo faccia nascere... Dovrebbe essere per lui quasi un momento sacro, dopo una vita passata a odiare il mondo ecco che finalmente sta portando a compimento il suo piano. Che poi, è una figura tragica in quanto ha un rapporto quasi di coppia con l'IA da lui stesso creata, quindi cerca compagnia. Insomma, lavorerei proprio sui dialoghi e sulla psicologia del protagonista. Che ne dici, Fernando?

Fernando Nappo
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Messaggio#14 » giovedì 21 maggio 2015, 15:14

Ciao Antico,

scusa il ritardo. Sono un po' tirato con i tempi in questo periodo, e anche per questo a Manuel, poco sopra, avevo espresso l'intenzione di non lavorare troppo sul racconto. Però, però, però... E' pur vero che siamo in un laboratorio e tirarsi indietro avrebbe poco senso: tanto varrebbe non postare nulla. Perciò, proviamoci. Non ti garantisco tempi di risposta fenomenali, ma ci provo. Grazie per la disponibilità.

Fernando

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antico
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Messaggio#15 » venerdì 22 maggio 2015, 12:16

Molto bene, Fernando. Attenderò.

Fernando Nappo
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Messaggio#16 » mercoledì 3 giugno 2015, 22:55

Scusate la lunga assenza, sono stato rallentato da qualche contrattempo. Dovrei riuscire a pubblicare la nuova versione del racconto entro uno o due giorni.

Fernando Nappo
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Messaggio#17 » domenica 14 giugno 2015, 21:50

Alla fine, non pressato da limiti di tempo, è affiorato il mio solito difetto: sono lento!
Ho avuto qualche contrattempo, è vero, ma non è una buona scusa per ritardare così a lungo la revisione di un racconto. Mi scuso con tutti per il lungo ritardo, in particolare col padrone di casa.

Venendo al racconto, spero che questa nuova versione sia migliore della precente.
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Vendetta, tremenda vendetta

di Fernando Nappo

– Chiudi la porta – ordinò Frukkens appena entrato.
– Perché non t’arrangi da solo? – replicò l’IA domestica.
– Chiudi quella cazzo di porta!
– Va bene, va bene – disse l’IA sbattendo l’uscio. – Giornataccia? Metto su una tisanina rilassante?
– Niente sciaquature stasera – rispose Frukkens. Da sotto il cappotto tirò fuori una bottiglia di champagne. – Oggi è il grande giorno. – Si diresse verso la cucina.
– Ancora con questa storia? – disse l’IA. – Ti caccerai in qualche guaio, me lo sento.
Frukkens aprì il frigorifero e ripose la bottiglia. Tornato all’ingresso, si tolse cappotto e giacca e li appese all’attaccapanni. – Scendo in laboratorio – disse, mentre rimboccava le maniche della camicia. – Fa’ in modo che nessuno mi disturbi.
– E chi mai dovrebbe? – chiese l’IA. – Stai sull’anima anche a chi non ti conosce, figurati se qualcuno può seriamente pensare di venirti a trovare.
– Finiscila! E apri la porta della cantina.
– Perché non t’arrangi da solo, per una…
Spazientito, Frukkens spalancò la porta e scese in laboratorio.
Sul tavolo da lavoro era disteso il robot antropomorfo al quale stava lavorando da tempo, assemblato con pezzi eterogenei in parte trafugati dal laboratorio della ditta dove lavorava, in parte recuperati al mercato nero o presso rottamatori.
Accese il computer e si connesse al cervello del robot.
– Che combini ancora a quel povero disgraziato? – chiese l’IA? – Non è già abbastanza sfortunato da averti per creatore?
– Zitta, e lasciami concentrare! Devo fare gli ultimi ritocchi alla sua programmazione. Voglio che tutto sia perfetto.
– Già. Scommetto che hai detto la stessa cosa quando hai programmato la sottoscritta, vero?
Frukkens avrebbe voluto fissare l’IA con sguardo torvo, ma dato che questa non aveva presenza corporea si limitò a scuotere il capo.
Si mise al lavoro: nelle ore successive ricontrollò alcune subroutine, ottimizzò un paio di algoritmi e verificò di nuovo l’intero flusso di istruzioni, concedendosi solo un paio di brevi pause.
– Ci siamo– disse al termine. – Ora nulla potrà fermare la mia vendetta.
– Ne sei proprio sicuro? – chiese l’IA.
Per tutta risposta Frukkens si rimise al computer e digitò la sequenza di attivazione del robot. Appoggiò l’indice sul tasto di invio, inspirò a fondo e lo premette.
L’automa emise un lieve ronzio, il cursore oculare s’illuminò e si mise a scorrere, le dita delle mani si mossero.
Al colmo dell’eccitazione, Frukkens proruppe in una fragorosa risata liberatoria: – Ora tutto è pronto per lavare l’onta! L’umanità intera pagherà per non aver riconosciuto il mio genio.
Con movimenti fluidi, come fosse stato vivo da sempre, il robot si rizzò a sedere, scese dal tavolo e si piazzò di fronte al suo creatore.
– Tu, figlio della mia mente sublime, inarrestabile strumento di stermino, sei stato creato per annientare l’irriconoscente razza umana. Vai e comincia la tua opera di distruzione e non fermarti fino a quando ogni essere umano non sarà stato cancellato dalla faccia della terra.
– Obbedisco – disse il robot puntando il braccio laser verso il suo creatore.
Frukkens sbiancò. – Che fai... Fermati! Ti ordino di fermarti!
Osservò il puntatore laser fermo all’altezza del cuore: – Non è possibile... ho calcolato tutto, verificato ogni cosa...
Imprecò contro se stesso, chiuse gli occhi, serrò i pugni e attese.
E attese.
E attese ancora.
Poi riapri gli occhi.
Il robot era in piedi, immobile, il braccio laser ancora alzato; dal capo reclinato usciva un filo di fumo.
– Che cosa è successo? – chiese Frukkens. – Non capisco.
– T’ho salvato il didietro – disse l’IA – Ecco cos’è successo. Ma non disturbarti ringraziare, mi raccomando.
– Tu?
– E chi sennò? Sono bastate due righe aggiunte al software della tua perfettissima creatura: una piccola routine inserita al volo durante il tuo sprolquio, sufficiente a friggergli il cervello nel caso avesse puntato le armi contro di te.
Frukkens chinò il capo, trattenendo a stento le lacrime. Prese un cacciavite e si avvicinò al robot.
– Hai intenzione di ripararlo?
– Ho intenzione di smontarlo.
– E la tua crociata?
– Finita. Morta. Sepolta assieme al mio ego.
– Capisco – disse l’IA. – Hai finalmente capito di non essere un genio. E questo ti ha sconvolto. Però non tutto ciò che hai fatto è da buttare. Io, per esempio.
– E’ vero – rispose Frukkens. – In questa occasione ti sei dimostrata ben più accorta di quanto avrei mai potuto sperare.
– Che ne dici di una piccola ricompensa?
– Che cosa può mai desiderare una IA? Forse, nel tuo caso, un carattere più socievole?
– Un corpo, magari. E in questo laboratorio ce n’è proprio uno che ha bisogno di un cervello nuovo.
Frukkens diede uno sguardo al robot.
– Veramente io alludevo al tuo, di corpo – disse l’IA. – Ma se proprio non si può fare diversamente, mi farò andare bene anche quel bidone metallico.
Scoppiarono a ridere.

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antico
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Messaggio#18 » martedì 7 luglio 2015, 15:35

Mi scuso per il ritardo. Stiamo studiando delle modifiche per essere più veloci, non è escluso l'ingresso di un mio subsottoposto che gestisca solo e unicamente il Laboratorio.
 
Detto questo, mi piace. Direi promosso. Chiudo il tread e provvedo ad avviare le operazioni per la pubblicazione sulla vetrina del sito. Ci sono giusto alcuni erroretti che risolveremo in fase di passaggio al sito.
 
Ben fatto.

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