I commenti e le classifiche delle autrici ai semifinalisti!

Appuntamento per lunedì 18 dicembre dalle 21.00 all'una con gli autori de LA CORTE EDITORI capitanati direttamente da Gianni La Corte!
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I commenti e le classifiche delle autrici ai semifinalisti!

Messaggio#1 » domenica 14 gennaio 2018, 17:07

Di seguito, i sette racconti semifinalisti della NATALE A LA CORTE EDITION. I migliori TRE che usciranno dalle classifiche congiunte delle autri Eleonora Rossetti e Francesca Caldiani arriveranno al giudizio finale di Gianni La Corte.

Notte di Natale, di Marco Roncaccia
La vera ombra, di Andrea Partiti
I regali di Altrodove, di Luca Pappalardo
Conta i tuoi colpi, di Federico Martello
Un padre e un figlio, di Raffaele Marra
Scadenze, di Viviana Tenga
Presine mon amour, di Giuseppe Gangemi



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Re: I commenti e le classifiche delle autrici ai semifinalisti!

Messaggio#2 » domenica 14 gennaio 2018, 17:12

Di seguito, i commenti e la classifica di ELEONORA ROSSETTI.

PREMESSA: ero curiosa di vedere come avreste declinato un tema non così semplice e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Fare la classifica è stato arduo (ho dovuto centellinare i dettagli e l'avrò cambiata centinaia di volte!) e da guest è stata ancora più una sfida. Come nota di fondo, aggiungo che sono soddisfatta della qualità di tutti i racconti che mi sono pervenuti (e a contest concluso andrò a leggermi anche tutti gli altri). Bravi!

COMMENTI E CLASSIFICA (in fondo)

Notte di Natale
In sé il racconto fila bene. Se c’è una cosa che mi ha “imbrogliato” è proprio quando dici che stai scrivendo le note di quanto sta accadendo, in quanto alla fine il racconto non pare una nota, soprattutto nel finale, dove ormai lui è avvelenato (e si è addirittura sdraiato). Omettendo la frase delle note sarebbe funzionato lo stesso, anche perché eviti di presagirmi dove il racconto voglia andare a parare. Per il resto non ho trovato difetti rilevanti, come stile scivola bene e ti porta alla conclusione beffarda - anche se, personalmente, non so perché si sia ucciso: per la vergogna? Mi è parso un gesto forse troppo estremo, avrei potuto capire se avesse sempre ammirato suo padre mentre invece, da quanto ho capito, l’ha sempre considerato un poco di buono (tant’è che brucia le lettere che gli ha sempre inviato).

La vera ombra
Ecco un racconto che è riuscito a inquietarmi in maniera positiva, per l’originalità dell’idea e per la sua semplice conclusione. Un buon crescendo nella narrazione, il punto di svolta che lascia col fiato sospeso, le descrizioni e le frasi secche che rendono bene il senso d’angoscia. Mi è piaciuto anche il passaggio dalla forma passata a quella presente: all’inizio mi sembrava una disattenzione, ma poi, rileggendo con calma, mi è parso un buon espediente (voluto o meno) per trasmettere l’ansia dell’azione, come se avvenisse esattamente lì davanti ai miei occhi. Niente male davvero.

I regali di Altrodove
Confesso, l’ho letto canticchiando, specie nella parte in cui elenchi le renne (forse quasi in maniera troppo pedante, ma son dettagli). Ho dovuto leggerla un paio di volte per capire bene il contesto (e il perché non ci si debba addormentare) e, se devo far emergere una nota dolente, è l’intromissione del raccontato in corsivo, che mi distoglie l’attenzione dalla frenesia della scena: spezza il ritmo in maniera troppo brusca. Se avessi fatto intuire di più il contesto dalle parole dalle creature narranti (e molto, molto inquietanti) sarebbe stato un racconto a dir poco perfetto. Mi è piaciuta l’idea del Babbo Natale scheletrico, chissà perché mi ha ricordato l’Oscuro Signore. Bello anche l’incastro delle rime qua e là e complimenti per la padronanza del linguaggio. Un racconto più che valido.

Conta i tuoi colpi
Una stoia che intreccia le atmosfere di Saw e La notte del Giudizio (almeno, è questo ciò che mi ricorda). Devo ammettere che ho intuito che l’ultimo colpo sarebbe stato vitale e che, soprattutto, allo scadere del tempo non ci sarebbe mai arrivato. Comunque mi è piaciuto lo stile asciutto ma non scarno, hai saputo condensare i dettagli d’ambientazione in frasi essenziali e ben incastrate nella narrazione: hai saputo quantomeno darmi il contesto. Forse non brilla d’originalità nella trama, ma l’ho letto in un fiato e l’ho capito subito, cosa non scontata in un racconto di Minuti Contati.

Un padre e un figlio
Sembra quasi una piccola fiaba di Natale, quelle belle storie a lieto fine che riaccendono un po’ la speranza nell’umanità. A voler essere pignoli, forse avrei sacrificato il flashback in corsivo per una maggiore spiegazione delle ragioni del soldato che scarcera il padre anziché relegarla in una spiegazione più frettolosa nel finale. Per il resto niente da dire: padronanza del linguaggio, scorre perfettamente, bello il parallelismo tra le figure di padre e figlio nella neve e nell’argilla, quasi il punto di contatto tra due speranze.

Scadenze
Da brava programmatrice perennemente affogata nelle scadenze, ho senza dubbio provato solidarietà per i personaggi, tuttavia avrei sacrificato le digressioni per un maggiore sviluppo della storia. Fornisci uno spaccato di questa nuova tecnologia pluridimensionale per adempiere le consegne natalizie della vigilia - ed è un’idea che mi è piaciuta parecchio che si incastra benissimo col tema proposto - però mi ritrovo molte spiegazioni e pochi fatti, specie considerando quanti personaggi metti in ballo: li avrei voluti più “parte dell’azione” e non vederli citati solo per la bravura nel fare il caffé, per intenderci ^_^. Un colpo di scena, o anche solo una battuta finale che mi spiazzasse, forse l’avrebbe fatto salire in classifica.

Presine mon amour
Per me questo è il migliore, completo e frizzante. Una storia surreale ma vincente nella sua semplicità, che mi ha fatto sorridere (conosco bene la fissazione dei punti della spesa, non perché io li raccolga ma perché sono tampinata da chi lo fa perché li ceda…). Ancora più esagerata pensando che l’ambito premio agognato dai due protagonisti sono delle presine, quasi un richiamo beffardo al dilagante consumismo che attanaglia la nostra società. Tema ovviamente centrato, Il finale è un bel tocco di classe che si incastra bene con la storia; tutto scivola senza forzature né nei fatti né nel linguaggio. Bella prova.

CLASSIFICA

1. Presine Mon Amour
2. I regali di Altrodove
3. Un padre e un figlio
4. La vera ombra
5. Conta i tuoi colpi
6. Notte di Natale
7. Scadenze




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Re: I commenti e le classifiche delle autrici ai semifinalisti!

Messaggio#3 » mercoledì 17 gennaio 2018, 20:54

Di seguito, i commenti e la classifica di FRANCESCA CALDIANI.

Premesse:
Sono molto contenta della qualità che ho trovato. Fare la classifica non è stato per niente facile.

Notte di Natale
La prima persona funziona e funziona bene. Dà impatto alla storia familiare del protagonista… attenzione però all’uso eccessivo di MIO,MIEI etc… stai già parlando in prima persona, a volte sono superflui, il lettore afferra comunque il possesso di cose/persone/azioni.
Fila bene, scorrevole, mantiene l’attenzione del lettore fino alla fine. E forse proprio nel finale sta l’unica pecca: il gesto è un po’ sproporzionato. Non c’è una vera correlazione con il modo asettico col quale ha sempre descritto suo padre. Il finale funzionerebbe di più se la parte emotiva nei rapporti paterni fosse stata più intensa.

La Vera Ombra
Grande incipit. E un incipit fa tanto, in un romanzo come in un racconto. Inquietante, stimolante, vivido. Ho visto comparire le lampade una ad una, Frammentare le frasi in quel modo è una tecnica infallibile per tenere un lettore inchiodato e la storia non perde mai di ritmo. Stona forse un pochino il passaggio temporale (passato, presente): crea un iniziale senso di disorientamento in chi si sta immergendo nella storia, anche se poco dopo ci si abitua. Bellissima la comparsa della donna. L’ho letto d’un fiato per conoscerne il finale, anche quello vincente. Ben scritto!

I regali di Altrodove
Racconto curioso, sulla linea sottile che divide la narrativa dalla poesia (lo ammetto, non tra i miei generi preferiti). La ripetizione dell’incipit crea un ritmo godibile, ma toglie un po’ di attenzione sul contenuto narrativo. Ma nessuna sbavatura dal punto di vista stilistico: qui i miei più vivi complimenti. Alla fine mi risuona quasi come un’inquietante poesia di un qualche personaggio di Tim Burton.

Conta i tuoi colpi
Nel complesso ho apprezzato il ritmo, colpo dopo colpo. Sentivo l’ansia del narratore, la prima persona aiuta certamente a enfatizzare le sensazioni di inquietudine. A volte mi suona eccessiva la tecnica del ripetere in modo ravvicinato l’incipit di una frase: esempio “solo la luce… solo il tichettio”. Tecnica che funziona solo se centellinata. Anche la parola “testa”, soprattutto nella prima parte, torna con troppa frequenza e a volte non è necessaria: ti assicuro che in quella testa ci si sente immersi davvero!

Un padre e un figlio
Ho visto ogni scena davanti a me. Ho sentito la solitudine di Mimì e poi la gioia di un incontro atteso. E me ne esco dal racconto con un sorriso che non se ne va. Una storia scritta benissimo, delicata e poetica. Sai maneggiare al meglio ciò che hai tra le mani.

Scadenze
Sembra un lungo incipit di una storia più ampia che però alla fine non parte. Pregevoli le descrizioni, ben scritte, linguaggio pulito… ma mi manca quel colpo di scena, quel fatto che dà la svolta. Chissà che non sia un buon inizio per un romanzo sicuramente intrigante.

Presine Mon Amour
Surreale, a tratti esilarante, sorprende con frasi improvvise che tocca rileggere come a dire “aspetta lo ha scritto davvero?”… ed è un complimento. La scena è pittoresca, sembra di stare sotto a quel palco in mezzo a una folla di personaggi usciti da uno strano fumetto. Tutti riusciti. E che finale!

CLASSIFICA

1 Un padre e un figlio
2 La vera ombra
3 Presine Mon amour
4 Notte di Natale;
5 Conta i tuoi colpi;
6 Scadenze;
7 I regali di Altrodove.

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