Radiocoraggio di Andrea Crucitti
- Andreacrux
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Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Livio non era mai stato coraggioso.
Aveva sempre sognato di fare il cronista delle partite di calcio.
Per l'esattezza quello che da sempre lo affascinava erano le radiocronache.
Perché?
Perché il radiocronista doveva far sognare gli ascoltatori e, attraverso la sua voce gracchiante, dipingere nelle loro menti le parabole nell'aria della sfera di gioco.
E poi perché nessuno poteva vederlo!
Lui odiava essere osservato.
Da piccolo aveva studiato le inflessioni vocali dei più bravi cronisti, che imitava nella vita di tutti i giorni.
Ed ecco il triplice fischio con cui la maestra di matematica decreta la fine del compito.
Così dalla fine del liceo aveva iniziato a frequentare gli studi della radio locale e dopo qualche anno ecco le prime radiocronache delle partite di calcio.
Fu una sorpresa per tutti la cavalcata della squadra del paese ai play-off nazionali, e la voce del mite Livio accompagnò quell'impresa.
A Roma per la prima volta, per le finali, Sandro il suo amico cameraman lo seguiva.
Ma le riprese erano solo per i calciatori, Livio era stato chiaro.
All'arrivo in aeroporto l'emozione era palpabile, quello che finora era successo aveva le caratteristiche di un miracolo.
Un miracolo che presto si sarebbe trasformato nella più inaspettata delle tragedie.
Quando quegli uomini iniziarono a sparare tra la folla al grido di Allahu Akbar, la telecamera era già accesa ed era puntata sul capocannoniere che faceva finta di intervistare l'ala destra.
Le due giovani promesse del calcio cittadino furono tra i primi ad essere colpiti l, tra le grida generali.
La telecamera finì per terra ma continuò a riprendere quelle scene orribili attraverso gli schizzi del sangue di Sandro sull'obiettivo.
Livio, come in trance, iniziò la sua radiocronaca personale.
Dribbling. Traversone. Atterramento in area di rigore. Espulsione.
Cartellino rosso. Rosso come quel sangue che scorreva a fiumi in aeroporto.
Quando il più grosso del commando puntò la pistola contro un ragazzino vestito con la maglia gialloverde della squadra del cuore, Livio indossò una divisa tutta nuova. Una divisa intessuta di coraggio.
Un'asta di una transenna in mano, il cuore ormai fuoriuscito dal petto e tutta la sua forza che fracassava il cranio del terrorista.
Squalifica a vita.
La telecamera continuava a riprendere. Il ragazzino col numero 10 sulle spalle che fuggiva.
La squadra avversaria con un uomo in meno.
Ed il radiocronista-eroe sceso in campo per la squadra di casa che adesso stramazzava sotto i colpi degli avversari che reagivano al suo gesto disperato.
Mentre il cuore rallentava, Livio continuava tra sè a commentare.
Grande reazione d'orgoglio del nostro team.
In breve la polizia intervenne limitando il numero delle vittime di quella ennesima inaccettabile tragedia.
In tutto il mondo le televisioni riproponevano il coraggio di quell'eroe, vero fuoriclasse, che aveva sacrificato la sua vita per salvare quella del giovane tifoso.
Si spengono le luci, passiamo la linea allo studio.
Aveva sempre sognato di fare il cronista delle partite di calcio.
Per l'esattezza quello che da sempre lo affascinava erano le radiocronache.
Perché?
Perché il radiocronista doveva far sognare gli ascoltatori e, attraverso la sua voce gracchiante, dipingere nelle loro menti le parabole nell'aria della sfera di gioco.
E poi perché nessuno poteva vederlo!
Lui odiava essere osservato.
Da piccolo aveva studiato le inflessioni vocali dei più bravi cronisti, che imitava nella vita di tutti i giorni.
Ed ecco il triplice fischio con cui la maestra di matematica decreta la fine del compito.
Così dalla fine del liceo aveva iniziato a frequentare gli studi della radio locale e dopo qualche anno ecco le prime radiocronache delle partite di calcio.
Fu una sorpresa per tutti la cavalcata della squadra del paese ai play-off nazionali, e la voce del mite Livio accompagnò quell'impresa.
A Roma per la prima volta, per le finali, Sandro il suo amico cameraman lo seguiva.
Ma le riprese erano solo per i calciatori, Livio era stato chiaro.
All'arrivo in aeroporto l'emozione era palpabile, quello che finora era successo aveva le caratteristiche di un miracolo.
Un miracolo che presto si sarebbe trasformato nella più inaspettata delle tragedie.
Quando quegli uomini iniziarono a sparare tra la folla al grido di Allahu Akbar, la telecamera era già accesa ed era puntata sul capocannoniere che faceva finta di intervistare l'ala destra.
Le due giovani promesse del calcio cittadino furono tra i primi ad essere colpiti l, tra le grida generali.
La telecamera finì per terra ma continuò a riprendere quelle scene orribili attraverso gli schizzi del sangue di Sandro sull'obiettivo.
Livio, come in trance, iniziò la sua radiocronaca personale.
Dribbling. Traversone. Atterramento in area di rigore. Espulsione.
Cartellino rosso. Rosso come quel sangue che scorreva a fiumi in aeroporto.
Quando il più grosso del commando puntò la pistola contro un ragazzino vestito con la maglia gialloverde della squadra del cuore, Livio indossò una divisa tutta nuova. Una divisa intessuta di coraggio.
Un'asta di una transenna in mano, il cuore ormai fuoriuscito dal petto e tutta la sua forza che fracassava il cranio del terrorista.
Squalifica a vita.
La telecamera continuava a riprendere. Il ragazzino col numero 10 sulle spalle che fuggiva.
La squadra avversaria con un uomo in meno.
Ed il radiocronista-eroe sceso in campo per la squadra di casa che adesso stramazzava sotto i colpi degli avversari che reagivano al suo gesto disperato.
Mentre il cuore rallentava, Livio continuava tra sè a commentare.
Grande reazione d'orgoglio del nostro team.
In breve la polizia intervenne limitando il numero delle vittime di quella ennesima inaccettabile tragedia.
In tutto il mondo le televisioni riproponevano il coraggio di quell'eroe, vero fuoriclasse, che aveva sacrificato la sua vita per salvare quella del giovane tifoso.
Si spengono le luci, passiamo la linea allo studio.
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Ciao Andrea! E' un piacere rivederti su MC! Malus minimo per il tempo, per te, ma nulla che possa pregiudicarti l'edizione! Buona Tuti Edition!
- Andreacrux
- Messaggi: 75
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Ciao Antico,
ce l'ho fatta sul filo di lana. Non sono molto soddisfatto ma l'importante era essere di nuovo in gara. Purtroppo per postare in tempo non ho notato un errore di battitura, ma va bene così. Le condizioni ambientali per scrivere stasera non erano delle più facili per me (ho scritto in aereo dalla Calabria a Bergamo), ma è stato un bel passatempo! Grazie a Minuti Contati
ce l'ho fatta sul filo di lana. Non sono molto soddisfatto ma l'importante era essere di nuovo in gara. Purtroppo per postare in tempo non ho notato un errore di battitura, ma va bene così. Le condizioni ambientali per scrivere stasera non erano delle più facili per me (ho scritto in aereo dalla Calabria a Bergamo), ma è stato un bel passatempo! Grazie a Minuti Contati
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Hai fatto benissimo a postare! Alla fine, Minuti Contati è primariamente allenamento in condizioni estreme e le tue di stasera direi che potrebbero essere tra quelle più al limite... Tipo Goku quando si allena con i vestiti che pesano tre quintali (se conosci Dragon Ball) ;)
- Andreacrux
- Messaggi: 75
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
ahahahahah grazie per il paragone! Troppo per me, al massimo posso essere Krillin :))
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Ciao Andrea, piacere di conoscerti.
Sebbene non mi piacciano i racconti sul terrorismo islamico, ho apprezzato il tentativo di alleggerire la lettura tramite Livio e la sua mania per le telecronache. Ho scritto tentativo perché trovo le due realtà non amalgamate. Piuttosto che un terza persona onnisciente forse sarebbe andata meglio con una prima o una terza soggettiva così da avere un punto fisso su Livio e storpiare a pieno la realtà. Anche l'eccessivo Tell non aiuta la lettura.
Nel complesso è una buona idea che meriterebbe di essere rivista.
Ciao e alla prossima.
Sebbene non mi piacciano i racconti sul terrorismo islamico, ho apprezzato il tentativo di alleggerire la lettura tramite Livio e la sua mania per le telecronache. Ho scritto tentativo perché trovo le due realtà non amalgamate. Piuttosto che un terza persona onnisciente forse sarebbe andata meglio con una prima o una terza soggettiva così da avere un punto fisso su Livio e storpiare a pieno la realtà. Anche l'eccessivo Tell non aiuta la lettura.
Nel complesso è una buona idea che meriterebbe di essere rivista.
Ciao e alla prossima.
- Massimo Tivoli
- Messaggi: 396
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Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
(ripeto il commento già scritto nel thread classifica e commenti)
Mamma mia. Certo che la passione per le radiocronache era proprio forte! :-) Scherzi a parte, mi è piaciuto anche questo racconto e come hai saputo declinare l’amarezza e l’orrore della situazione struggente di cui tratta con l’ironia del radiocronista-eroe che non solo ha il coraggio di sacrificarsi per salvare la vita di un ragazzino ma anche quello di commentare la propria dipartita. Anche in questo caso, un’interpretazione del tema molto originale.
Non segnalo l’errore di battitura in quanto tu stesso lo segnali nel commento al post ;-)
Mamma mia. Certo che la passione per le radiocronache era proprio forte! :-) Scherzi a parte, mi è piaciuto anche questo racconto e come hai saputo declinare l’amarezza e l’orrore della situazione struggente di cui tratta con l’ironia del radiocronista-eroe che non solo ha il coraggio di sacrificarsi per salvare la vita di un ragazzino ma anche quello di commentare la propria dipartita. Anche in questo caso, un’interpretazione del tema molto originale.
Non segnalo l’errore di battitura in quanto tu stesso lo segnali nel commento al post ;-)
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Lo sfondo del racconto non mi entusiasma particolarmente.
Il personaggio è costruito anche piuttosto bene, incuriosisce per certi aspetti.
Le due realtà non sempre si intrecciano in maniera chiara. Il coraggio traspare anche, tuttavia personalmente anche dopo più riletture il coinvolgimento è risultato superficiale
Il personaggio è costruito anche piuttosto bene, incuriosisce per certi aspetti.
Le due realtà non sempre si intrecciano in maniera chiara. Il coraggio traspare anche, tuttavia personalmente anche dopo più riletture il coinvolgimento è risultato superficiale
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Ciao Andrea,
Apprezzo l’idea di voler portare all’estremo la passione per la radiocronaca di Livio.
Faccio fatica però a coniugare l’inizio con quello che succede dopo: si passa dalle paure personali del protagonista all’attacco terrostico a scene piuttosto cruente. Sono rimasto un pelino disorientato!
Attenzione a un paio di D eufoniche (“Ed il radiocronista”).
Il tema è sicuramente centrato.
Ciao
Fabio
Apprezzo l’idea di voler portare all’estremo la passione per la radiocronaca di Livio.
Faccio fatica però a coniugare l’inizio con quello che succede dopo: si passa dalle paure personali del protagonista all’attacco terrostico a scene piuttosto cruente. Sono rimasto un pelino disorientato!
Attenzione a un paio di D eufoniche (“Ed il radiocronista”).
Il tema è sicuramente centrato.
Ciao
Fabio
- Andreacrux
- Messaggi: 75
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Ciao a tutti!
Mi rendo conto che la scelta dell'attacco terroristico di matrice islamica sia stata un po' azzardata. Poi mi sono detto che è qualcosa che appartiene ai nostri tempi e quindi in fondo poteva starci.
Il racconto inizia con la descrizione della vita di una persona semplice, poco avvezza all'essere al centro dell'attenzione, la cui vita normale viene improvvisamente sconvolta dalla cosa più inaspettata possibile.
Il terrorismo infatti compare all'improvviso, apparentemente fuori luogo rispetto al contesto precedente.
Ma questo era voluto: una tragedia del genere, infatti, è sempre fuori luogo e sconvolge la normale vita delle persone.
Accetto comunque le critiche, grazie
Mi rendo conto che la scelta dell'attacco terroristico di matrice islamica sia stata un po' azzardata. Poi mi sono detto che è qualcosa che appartiene ai nostri tempi e quindi in fondo poteva starci.
Il racconto inizia con la descrizione della vita di una persona semplice, poco avvezza all'essere al centro dell'attenzione, la cui vita normale viene improvvisamente sconvolta dalla cosa più inaspettata possibile.
Il terrorismo infatti compare all'improvviso, apparentemente fuori luogo rispetto al contesto precedente.
Ma questo era voluto: una tragedia del genere, infatti, è sempre fuori luogo e sconvolge la normale vita delle persone.
Accetto comunque le critiche, grazie
- Magneto was Right
- Messaggi: 30
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Mi è piaciuta l’idea del personaggio. Sono sicuro che ci avrai pensato, evitando per non estraniarti i lettori lontani dal calcio, però io davvero avrei aggiunto qualche nota di colore sul protagonista, riguardo i suoi cronisti preferiti, così da renderlo ancora più reale.
L'unica cosa che funziona poco è l'epilogo, la frase è ottima, ma io l'avrei messa o prima o avrei accorciato la parte finale per rendere quella frase ancora parte della diretta. (Così invece sembra in differita e perde un po’ di forza)
L'unica cosa che funziona poco è l'epilogo, la frase è ottima, ma io l'avrei messa o prima o avrei accorciato la parte finale per rendere quella frase ancora parte della diretta. (Così invece sembra in differita e perde un po’ di forza)
- Eugene Fitzherbert
- Messaggi: 486
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Ciao, Andrea,
La tua idea è ben strana, perché sei riuscito a mettere insieme telecronaca calcistica e attentati di matrice islamica, in un contesto che mi ha ricordato l'inizio di uno dei mille mila caso of duty - una delle missioni più criticate e chiacchierate dell'intera serie.
La scrittura è asciutta e in alcuni passaggi un po' frammentata (immagino che sia una scelta stilistica ben precisa) e gli inserti di telecronaca rendono ancora più surreale l'intera scena.
In definitiva è stata una lettura piacevole, con qualche sbavatura e sicuramente un'interpretazione molto originale del tema.
Bravo!
La tua idea è ben strana, perché sei riuscito a mettere insieme telecronaca calcistica e attentati di matrice islamica, in un contesto che mi ha ricordato l'inizio di uno dei mille mila caso of duty - una delle missioni più criticate e chiacchierate dell'intera serie.
La scrittura è asciutta e in alcuni passaggi un po' frammentata (immagino che sia una scelta stilistica ben precisa) e gli inserti di telecronaca rendono ancora più surreale l'intera scena.
In definitiva è stata una lettura piacevole, con qualche sbavatura e sicuramente un'interpretazione molto originale del tema.
Bravo!
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- Messaggi: 3144
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Mi piace questo radiocronista timido, Livio, che ha fatto della propria professione il suo mondo fin da piccolo e che si rivela un eroe salvando la vita a un giovanissimo calciatore usando l’asta di una transenna contro i terroristi islamici che volevano ucciderlo dopo aver già eliminato due suoi compagni di squadra. Livio muore sotto i colpi dei terroristi continuando la sua telecronaca della partita che lo ha visto protagonista. Ecco il particolare più straziante della storia. Curatissimo il linguaggio calcistico, complimenti!
Attenzione a:
Le due giovani promesse del calcio furono fra i primi a essere colpiti (riscriverei: le prime a essere colpite e togliere la "l" di troppo dopo colpite).
Attenzione a:
Le due giovani promesse del calcio furono fra i primi a essere colpiti (riscriverei: le prime a essere colpite e togliere la "l" di troppo dopo colpite).
Re: Radiocoraggio di Andrea Crucitti
Da calciofilo, non riesco a capire questi playoff da giocare nella Capitale, mi sembra non ci siano in nessuna categoria e semmai potrebbe capitare una sfida di playoff da giocarsi vicino a Roma con il Frosinone o il Latina, tanto per dire. Bella l'idea della tragedia vista attraverso la telecronaca, ma mi sembra mal amalgamarsi nel tutto e probabilmente sarebbe stato meglio attaccare subito dall'arrivo all'aeroporto, magari donando un paio di lineee di dialogo per caratterizzare Livio. Allo stato attuale, e per mantenere questa stessa struttura, va allungato. Mi fermo a un pollice ni, sei a una revisione dal su.
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