Hai capito?

Appuntamento alle 21.00 di lunedì 22 giugno con il tema proposto da tre grandi donne di Minuti Contati: Linda De Santi, Eleonora Rossetti e Ambra Stancampiano!
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Laura Cazzari
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Hai capito?

Messaggio#1 » lunedì 22 giugno 2020, 22:20

Ti vedo seduto tranquillo tra i tuoi compagni di classe. Come se niente fosse, ma io so cosa non hai fatto.
Ridi, mentre ti passi una mano tra i capelli castani cercando di rimorchiare una ragazza. Per quanto ti osservi attentamente su di te non vedo nessun segno.
Per te non esisto, eppure sono qui, ad osservare ogni tua mossa.
Sali in macchina con un tuo amico e insieme sfrecciate verso casa, con la musica a palla e una sigaretta in bocca. Come se niente fosse.
Come se i giorni davanti a voi fossero infiniti. Infinite occasioni, infinite possibilità. Come se il mondo fosse vostro.
Un flash mi riporta indietro alla scorsa notte.
Sono in discoteca e ballo al ritmo di una canzone che non conosco. Le mie amiche mi circondano.
La folla, la musica e l’alcol mi aiutano a staccare la testa per una sera.
Riesco a non pensare alla maturità imminente, ai problemi a casa, al mio cuore spezzato.
Ti vedo tra la folla, siamo compagni di scuola da una vita, ma non ci siamo mai rivolti la parola, ma questa sera mi sorridi.
È un sorriso reso traballante dai troppi cocktail o forse da qualche droga.
Sono sicura che se rispondessi al sorriso verresti a ballare con me. Il mio cuore spezzato mi ricorda che sto meglio da sola.
Ti ignoro e continuo a ballare fino a quando non sento più niente.
L’assenza di qualsiasi emozione è ciò che più si avvicina alla felicità per me in questo periodo.
È notte fonda quando ci trasciniamo fuori dalla discoteca.
L’aria fredda si scontra con il mio corpo sudato, creando una barriera di goccioline.
Le mie amiche vogliono andare a prendere qualcosa da mangiare in un posto lì vicino, aperto tutta la notte. Iniziano a correre ridendo spensierate.
Le guardo allontanarsi da me.
Io aspetto qualche istante.
Il freddo mi ha bloccato sul posto e tenta di riportarmi alla lucidità. Nelle orecchie sento l’eco della musica. Quando tornerà il silenzio torneranno anche i miei pensieri e le mie ansie.
Non voglio che accada. Agogno questa flebile sensazione di benessere.
Con la mente annebbiata dall’alcol metto un piede sulla strada.
Vedo delle luci incombere su di me.
Come se il sole fosse improvvisamente sorto. Mi viene da sorridere.
Non hai frenato, ma non è stato questo il tuo errore.
Sento l’urto, il vuoto d’aria e poi il dolore. Un intenso dolore.
Non riesco a pensare ad altro e voglio solo che smetta.
Dopo l’impatto sono in due posti contemporaneamente.
Sono sia sul marciapiede ad osservare tutto come una spettatrice inerme, ma sono anche stesa a terra con una gamba piegata in modo innaturale e il sangue che fuoriesce dalla mia testa.
Dal marciapiede ti vedo sporgere la testa fuori dal finestrino.
Guardi la ragazza stesa a terra e resti immobile. Non prendi il cellulare, ma non è stato questo il tuo errore.
Ti guardi intorno. Alla ricerca di scomodi testimoni, ma ci siamo solo noi tre. Io sulla strada, io sul marciapiede, una ragazza spezzata in due, e tu, un ragazzo ubriaco che non avrebbe dovuto guidare.
Dopo pochi istanti vedo nei tuoi occhi che la decisione è presa. Infili la testa dentro la macchina. Fai retromarcia e sparisci nell’oscurità.
Hai capito cosa non hai fatto? Hai capito perché il mio spirito continuerà a seguirti?
Io sul marciapiede lo so e sono sicura che lo sappia anche il mio corpo che vede la vita abbandonarlo, mentre con gli occhi fissa un cielo infinito di stelle.


Laura Cazzari

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eleonora.rossetti
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Re: Hai capito?

Messaggio#2 » lunedì 22 giugno 2020, 22:21

Ciao Laura! Caratteri ok e sei tra i primi a postare, buona Cerbero Edition!
Uccidi scrivendo.

alexandra.fischer
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Re: Hai capito?

Messaggio#3 » martedì 23 giugno 2020, 17:10

HAI CAPITO? di Laura Cazzari Tema centrato. E in modo magistrale. Usi la ghost-story in maniera eccellente, dopo aver costruito un universo realistico, fatto di giovani alle prese con le luci e le ombre della loro condizione (la maturità imminente e le serate in discoteca con gli amici; ma anche cuori spezzati e problemi a casa, oltre che l’ombra dei vizi della droga e dell’alcol). Il tutto fatto magistralmente, dal punto di vista di una ragazza ben resa: è viva, almeno nel pensiero, visto che il suo corpo non c’è più. Il suo spirito inquieto segue il ragazzo che l’ha travolta e uccisa sulle strisce pedonali e poi è scappata senza soccorrerla. Entrambi ubriachi e sofferenti a loro modo. Il finale è straziante e aperto (lui pare essere indifferente alla Presenza che lo segue). Lascia tutto lo spazio per un romanzo.

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Sirimedho
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Re: Hai capito?

Messaggio#4 » martedì 23 giugno 2020, 21:03

Il tema degli incidenti di auto, di ragazze e ragazzi uccisi per distrazione, troppa velocità o alcol a Roma lo si è molto sentito con le due giovani ragazze uccise su Corso Francia. E’ una cosa che ha veramente scioccato molti, specie chi ha figlie e figli dell’età della vittima o del pilota. Questo per dire che il tema mi colpisce.
Il racconto però non mi porta davvero dentro le emozioni. Mi allontano una serie di dettagli come il fatto che la protagonista si stia per maturare, ma pur essendo compagna di classe del protagonista maschile non si siano mai rivolti la parola (in Giappone può starci, in Italia direi proprio di no), o come la doppia ripetizione del cuore spezzato, o che prima sia circondata dalle amiche, poi sola.
La produzione del fantasma è di maniera, ma va bene, però non capisco che cosa farà il fantasma. Lo seguirà a vita senza che lui ne sappia nulla? Povero spirito!
Alla fine credo che ci sia una incongruenza nei tempi, perché quando dice “Hai capito cosa non hai fatto?” sembra continuare la riflessione iniziale (in cui il fantasma lo rivede dopo l’incidente), mentre poi continua con una riflessione al momento dell’incidente stesso. Sembra anche il fantasma si sia già manifestato mentre ancora la ragazza non è morta (“il mio corpo vede la vita abbandonarlo”), è così?
La parte dall’uscita dalla discoteca all’impatto è davvero molto bella.
Tema centrato, racconto interessante ma credo che rivedendolo sarebbe migliore.

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Luca Nesler
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Re: Hai capito?

Messaggio#5 » giovedì 25 giugno 2020, 14:27

Ciao Laura. Declinazione del tema poco originale col fantasma che accusa il suo omicida di omissione di soccorso. Mi ricorda Scream e quel tipo di film da cui il "so cos'hai fatto" viene preso. Forse il tuo intento era proprio rimanere il più possibile aderente a questo?
L'esecuzione però renderebbe il racconto interessante, ma rimani comunque troppo lontana dalla vicenda per coinvolgere l'emotività del lettore. Se racconti qualcosa a qualcuno lo informi di fatti, ma non glieli fai vivere. Ti riporto solo un'espressione per farti capire che intendo dire:

"Sento l’urto, il vuoto d’aria e poi il dolore. Un intenso dolore."
Zero. Io non sento nulla. L'intenso dolore mi lascia indifferente, perché la cosa sembra indifferente anche alla protagonista che lo racconta in due parole senza gran coinvolgimento. Avresti dovuto mostrare cosa succede, usare le sensazioni della protagonista per rendere il dolore, allora avresti coinvolto il lettore. Altrimenti, appunto, è solo un informarlo.

Il finale mi sfugge un po'. Lei dice "non è questo che non hai fatto", ma poi non ho ben capito il problema vero quale sia. Non il fatto d'averla investita, non il fatto di non aver chiamato i soccorsi, ma il fatto di essere scappato? Mi sembra che tutti e tre si riferiscano allo stesso problema, quindi mi chiedo, che sia il fatto che lei è stata ferita dalla sua indifferenza? Ma ci metto un po' a chiedermelo e, se non dovessi commentare, non ci avrei pensato. Insomma: intenzione poco chiara nel finale.

Alla prossima!

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maurizio.ferrero
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Re: Hai capito?

Messaggio#6 » giovedì 25 giugno 2020, 18:36

Ciao Laura,

Il racconto mi è piaciuto. Il fantasma che perseguita il suo omicida è un classico, ma credo che tu sia riuscita a declinarlo bene dandogli una voce fredda, quasi fosse una spettatrice esterna che assiste alla propria morte con occhio clinico e decide di trasformarsi in vendetta non per un vero e proprio sentimento, ma perché sente che è suo dovere.
Almeno, io l'ho interpretato in questo modo.
Mi piace la simmetria che hai realizzato tra la ragazza da viva, che cerca l'oblio del vuoto nell'alcool, e la ragazza morta, che alla fine ha trovato quel vuoto nella sua assenza di sentimento.
Direi prova molto buona. L'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplesso è verso il finale, quando la protagonista afferma che non prendere il cellulare non è stato l'errore del ragazzo. Poi però si capisce che l'errore è stato andarsene senza chiamare i soccorsi. Non è la stessa cosa?

A presto

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Simone Cassia
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Re: Hai capito?

Messaggio#7 » giovedì 25 giugno 2020, 19:31

Ciao Laura,
a parte la trama che sa un po' di già visto, già sentito (ma tranquilla, capita più spesso di quanto si pensi), c'è qualcosa di poco convincente anche nell'esecuzione.
Premetto che io non sono uno di quelli dallo "show don't tell" facile, però qui, col narratore interno coincidente con la protagonista è d'obbligo. A titolo d'esempio.

Ti vedo tra la folla, siamo compagni di scuola da una vita, ma non ci siamo mai rivolti la parola, ma questa sera mi sorridi.
È un sorriso reso traballante dai troppi cocktail o forse da qualche droga.
Sono sicura che se rispondessi al sorriso verresti a ballare con me. Il mio cuore spezzato mi ricorda che sto meglio da sola.
Ti ignoro e continuo a ballare fino a quando non sento più niente.


"Ricordo che mi guardavi con un sorriso strano, traballante. Ho pensato che fossi ubriaco, del resto sei uno di quelli che non si fa problemi a buttar giù più cocktails di quelli che potrebbe reggere.
Che stronzo che sei, in anni di scuola non mi hai mai filato di striscio e ora mi spogli con gli occhi. Che soddisfazione girarmi dall'altro lato e ignorarti; siete tutti uguali voi maschi. Sento solo i decibel che pompano nelle orecchie, non c'è nient'altro che abbia senso."

Riesco a non pensare alla maturità imminente, ai problemi a casa, al mio cuore spezzato.


Quali problemi?

Ti consiglio anche di fare attenzione a qualche passaggio logico tipo:

Nelle orecchie sento l’eco della musica.


Usciti dalla disco, tutti i suoni sono ovattati e si percepisce un fischio. Il silenzio che la protagonista teme c'è già ed è più amplificato che nelle condizioni normali.

Curerei maggiormente anche il cambio di scena. Il "flash" che la riporta indietro con la memoria, rischia di apparire un po' sterile e buttato giù lì come per caso.

Anche lo sdoppiamento di coscienza finale mi convince poco, ma riconosco che è una tua scelta autoriale che non mi permetto di criticarla più di tanto in quanto dipende da una tua visione personale della cosa.

Per concludere penso che tu abbia un po' da lavorarci, ma che puoi fare molto bene! Continua così. :-)

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giulio.palmieri
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Re: Hai capito?

Messaggio#8 » lunedì 29 giugno 2020, 2:01

Ciao Laura, piacere di leggerti. Il racconto è valido e scritto in maniera fluida, molto sentita, e con un finale efficace. Ho apprezzato la "dissociazione" della protagonista alla fine, e il fatto ch'essa rimanga a guardare le cose dall'esterno, come un fantasma. Il finale si chiude con l'incipit, e anche se il tema delle morti per strada è stato già usato, tu a mio avviso ne dai una variazione sul tema, in maniera efficace. Tutti i passaggi mi sono chiari a prima lettura (l'inizio, il flashback della discoteca, il fatto che il ragazzo pensi prima a se stesso e non alla persona che ha investito). Quindi, prova molto buona.

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Piscu
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Re: Hai capito?

Messaggio#9 » lunedì 29 giugno 2020, 9:34

ti lascio il mio commento anche se non devo valutarti

mi dispiace ma questo racconto "non arriva", anzi fa quasi l'effetto contrario. l'interpretazione del tema è scontata, e lo svolgimento visto e rivisto così tante volte che ormai è diventato anche un topos che viene spesso parodizzato nei b-movie slasher. si capisce tipo a metà della seconda riga che stiamo leggendo della tormentata anima in pena che segue il suo aguzzino. ma certo in poco tempo non sempre può venire l'idea fulminante, quindi si potrebbe anche perdonare... se non fosse che poi il racconto è costruito con una pesantezza che invece di appassionare, irrita. frasi brevi e continui ritorni a capo, per creare forzatamente un'enfasi che non c'è, perché di questa ragazza non sappiamo niente, del suo rapporto con lui nemmeno. quello che invece si percepisce è che il contesto che descrivi non lo conosci, perché usi termini e locuzioni vaghi e paternalistici, tipici di come il giornalismo parla dei "giovani che si sballano".
e l'
esempo: "sorriso reso traballante dai troppi cocktail o forse da qualche droga"
nessun ragazzo di diciotto anni pensa in questi termini. i "cocktail" li servono solo al bar delle sale bingo con utenza media sui 78 anni, le "droghe" esistono solo nella testa di giovanardi.

insomma, superficiale e il suo tentativo di essere incisivo ottiene l'effetto contrario. sorry.

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Andrea Partiti
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Re: Hai capito?

Messaggio#10 » lunedì 29 giugno 2020, 14:05

Ciao, non mi ha convinto molto l'effetto che hai cercato per questa storia.
Gli eventi in sé non sono convincentissimi. E' chiaro fin da subito che il narratore è un fantasma o spirito o simili, morto per colpa della persona che segue, mi aspetto leggendo qualcosa che dia un twist in più, ma non arriva.
Puntavo tutto su qualcosa di sbagliato nell'assassino.

> Ridi, mentre ti passi una mano tra i capelli castani cercando di rimorchiare una ragazza.

> Un flash mi riporta indietro alla scorsa notte

La sera prima ha investito e ucciso qualcuno e non è rimasto neanche un po' turbato? Wow, deve esserci qualcosa di profondamente sbagliato, non vedo l'ora che me lo sveli, e invece non c'era niente da svelare.
O allunghi i tempi ed è passata almeno qualche settimana, oppure un po' di disagio devi mettercelo nel tuo investitore.

Anche il tema è preso un po' di striscio.
"So cosa hai fatto" > hai investito una persona e sei fuggito.
"So cosa non hai fatto" > non hai chiamato i soccorsi?

E' un po' debole che il fantasma si fissi sul non aver chiamato i soccorsi anziché sull'averla investita direttamente, sembra essere un ripiegare la storia attorno al tema e a quel punto è meglio non esplicitarlo del tutto e lasciare che ce lo ricaviamo noi.

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wladimiro.borchi
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Re: Hai capito?

Messaggio#11 » martedì 30 giugno 2020, 15:51

Ciao Laura,
racconto suggestivo e fondato su buon espediente per giustificare il "tu" narrante.
Archetipo narrativo che io amo, ma che so non andare tanto per la maggiore in letteratura, se escludiamo i "librogame" e
qualche passo di Palaniuk.
Forse un po' telefonato il finale, che quelle frasi reiterate sul "non è questo quel che non hai fatto" non fanno altro che telefonare ancor di più: creando l'aspettativa per un twist che però non arriva.
Giudizio intermedio stavolta.
A rileggerci presto
W

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antico
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Re: Hai capito?

Messaggio#12 » martedì 7 luglio 2020, 20:21

A mio parere, un buon racconto. Il tema è inserito bene con il focus sull'assenza di soccorso più che sull'incidente. L'esecuzione è discreta e si fa leggere bene. Forse il fantasma della ragazza rimane troppo lontano dalla sua vittima in troppe occasioni (quando sale in macchina con l'amico e quando si allontana dal luogo dall'incidente). Credo che il venarlo maggiomente d'horror insinuando più odio nelle righe e avvicinando i due protagonisti ancora di più l'avrebbe reso più efficace. In ogni caso, per me un pollice tendente verso l'alto bello convinto. ps: titolo bruttino.

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