Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Sollevo un bolo di vetro incandescente dal crogiolo. Lo ruoto sulla marver, devo raffreddare la massa e distribuire il peso. Il vetro si piega, si tende, canta mentre lo soffio, ma alla fine la coppa si affloscia come un fiore appassito.
L'aria è intrisa di fallimento, di calore della fornace, del mio respiro, e della voce che ho in testa: "Il tuo nome sarà sulla bocca di tutta Venezia". Ziani me lo ha detto con quel suo sorriso oleoso.
Una coppa per il Doge. Per bere nei giorni di festa, che sia di buon auspicio. Meravigliosa, fragile, trasparente come l’acqua della Laguna in primavera.
Ci riprovo. Il bordo si allarga, si fa circolare e curva, perfetto quasi quanto il Cielo. Questa è la volta buona, lo so.
Uso le borselle, le pinze, modello il labbro sottile. Le mie mani non tremano, sono decise. Chiudo gli occhi per un istante e vedo già la coppa finita. Il Doge la solleva in alto, la luce del tramonto filtra attraverso la trasparenza del vetro, rifrangendosi in sfumature d’oro e rosa. La sala è silenziosa, sospesa, e poi esplode in applausi. Per me, Nicolò Bellato, l’uomo che ha reso il vetro immortale.
È tutto perfetto, tutto.
Ed eccoli. Lo schiocco, la crepa.
No.
No!
La coppa si trasforma in una bolla molle che si schianta sulla pietra. Urlo e lancio le pinze contro la parete. Dietro la porta uno scalpiccio reagisce al mio colpo, un'ombra si muove.
«Chi è là?»
Corro a spalancare l'uscio e me lo trovo davanti: Filippo. Magro, sporco di cenere, con le ginocchia sbucciate come un bambino di strada. Tra le mani ha un pezzo di vetro, me lo porge.
«Pensavo… pensavo di aiutarla,» squittisce.
Aiutarmi? Lo prendo per un braccio, gli strappo il vetro di mano. È una coppa, o almeno dovrebbe esserlo. Piegata, deforme. Sbagliata.
«Con questa?» Scaravento la coppa a terra, alzo un piede, la schiaccio. «Ogni errore costa giorni di lavoro. Giorni! Fuori, e non tornare mai più!» Gli lascio andare il braccio e lo spintono. Mi guarda con gli occhi spalancati. Sembra che gli abbia rovesciato addosso acqua gelata, che gli abbia rotto qualcosa che ha dentro.
Si volta, corre.
E non lo rivedo più. Stamattina non si è presentato, e con lui nemmeno gli altri. Il laboratorio è vuoto.
Sul tavolo giace una ciotola di minestra fredda. Da quanto sta lì? Non so, mia moglie me l'ha portata e non l'ho nemmeno notata. Non mangio, non mi serve mangiare.
Resto solo con la fornace. Il fuoco è un animale che non dorme mai. Soffio e ruoto, soffio e ruoto, ma ogni tentativo si spezza. Troppo sottile, troppo spesso, troppo sbilanciato. Sempre troppo qualcosa.
Quando arriva Ziani, l'ultima coppa mancata è ancora lì, sul banco. Non ce l’ho fatta.
Lui si avvicina e stavolta non sorride. Prende in mano il pezzo, lo studia. «È questo che mi consegni?» Lo getta via come fosse sterco.
Abbasso lo sguardo. Il pavimento è pieno di frammenti, tutti perfetti nella loro inutilità.
Alla fine, è tutto il contrario di ciò che volevo.
L'aria è intrisa di fallimento, di calore della fornace, del mio respiro, e della voce che ho in testa: "Il tuo nome sarà sulla bocca di tutta Venezia". Ziani me lo ha detto con quel suo sorriso oleoso.
Una coppa per il Doge. Per bere nei giorni di festa, che sia di buon auspicio. Meravigliosa, fragile, trasparente come l’acqua della Laguna in primavera.
Ci riprovo. Il bordo si allarga, si fa circolare e curva, perfetto quasi quanto il Cielo. Questa è la volta buona, lo so.
Uso le borselle, le pinze, modello il labbro sottile. Le mie mani non tremano, sono decise. Chiudo gli occhi per un istante e vedo già la coppa finita. Il Doge la solleva in alto, la luce del tramonto filtra attraverso la trasparenza del vetro, rifrangendosi in sfumature d’oro e rosa. La sala è silenziosa, sospesa, e poi esplode in applausi. Per me, Nicolò Bellato, l’uomo che ha reso il vetro immortale.
È tutto perfetto, tutto.
Ed eccoli. Lo schiocco, la crepa.
No.
No!
La coppa si trasforma in una bolla molle che si schianta sulla pietra. Urlo e lancio le pinze contro la parete. Dietro la porta uno scalpiccio reagisce al mio colpo, un'ombra si muove.
«Chi è là?»
Corro a spalancare l'uscio e me lo trovo davanti: Filippo. Magro, sporco di cenere, con le ginocchia sbucciate come un bambino di strada. Tra le mani ha un pezzo di vetro, me lo porge.
«Pensavo… pensavo di aiutarla,» squittisce.
Aiutarmi? Lo prendo per un braccio, gli strappo il vetro di mano. È una coppa, o almeno dovrebbe esserlo. Piegata, deforme. Sbagliata.
«Con questa?» Scaravento la coppa a terra, alzo un piede, la schiaccio. «Ogni errore costa giorni di lavoro. Giorni! Fuori, e non tornare mai più!» Gli lascio andare il braccio e lo spintono. Mi guarda con gli occhi spalancati. Sembra che gli abbia rovesciato addosso acqua gelata, che gli abbia rotto qualcosa che ha dentro.
Si volta, corre.
E non lo rivedo più. Stamattina non si è presentato, e con lui nemmeno gli altri. Il laboratorio è vuoto.
Sul tavolo giace una ciotola di minestra fredda. Da quanto sta lì? Non so, mia moglie me l'ha portata e non l'ho nemmeno notata. Non mangio, non mi serve mangiare.
Resto solo con la fornace. Il fuoco è un animale che non dorme mai. Soffio e ruoto, soffio e ruoto, ma ogni tentativo si spezza. Troppo sottile, troppo spesso, troppo sbilanciato. Sempre troppo qualcosa.
Quando arriva Ziani, l'ultima coppa mancata è ancora lì, sul banco. Non ce l’ho fatta.
Lui si avvicina e stavolta non sorride. Prende in mano il pezzo, lo studia. «È questo che mi consegni?» Lo getta via come fosse sterco.
Abbasso lo sguardo. Il pavimento è pieno di frammenti, tutti perfetti nella loro inutilità.
Alla fine, è tutto il contrario di ciò che volevo.
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca e benvenuta nell'Arena! Tutto ok con i parametri, buona LUCA NESLER EDITION!
Ps: facciamo molta copertura su FB e quindi, se vuoi partecipare alla community, il consiglio è quello di entrare nel gruppo (è anche linkato nel post del via).
Ps: facciamo molta copertura su FB e quindi, se vuoi partecipare alla community, il consiglio è quello di entrare nel gruppo (è anche linkato nel post del via).
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
antico ha scritto:Ciao Francesca e benvenuta nell'Arena! Tutto ok con i parametri, buona LUCA NESLER EDITION!
Ps: facciamo molta copertura su FB e quindi, se vuoi partecipare alla community, il consiglio è quello di entrare nel gruppo (è anche linkato nel post del via).
Grazie, mi iscrivo :)
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Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Tema centrato. Molto credibile la descrizione del laboratorio del mastro vetraio, alle prese con una coppa che non riesce a realizzare. La comparsa dell’apprendista con una coppa deforme lo irrita ancora di più. Perde anche l’appetito. E l’arrivo del committente, insoddisfatto del lavoro, è il colpo di grazia per il mastro vetraio. Si tratta di un’ottima storia.
- DamianoMeloni
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Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca!
Ti faccio i complimenti per questo testo, mi è piaciuta molto la declinazione originale del tema. Bella anche la resa stilistica. Sei riuscita a trasmettere molto bene il senso di frustrazione del protagonista, nonché hai descritto in maniera molto veritiera il lavoro del vetraio.
Ad essere puntigliosi, ci sono solo un paio di piccolezze che mi hanno sollevato un dubbio.
In questo pezzo:
“Ed eccoli. Lo schiocco, la crepa.
No.
No!
La coppa si trasforma in una bolla molle che si schianta sulla pietra”
Mi sono immaginato una coppa già mezza-fatta, solida, che si crepa, poi però ritorna in forma molle. Probabilmente è colpa di qualche mia mancanza nel conoscere il processo di lavorazione, ma mi è sembrato strano che una cosa molle si potesse crepare o potesse schioccare.
Secondo, c’è quel “E non lo rivedo più.” Usato, probabilmente, per legare la transizione temporale, che mi estrania un po’ dal PoV. Comunque, l’effetto finale è molto carino e considerando il format di MC, è stato un bell'escamotage.
In generale una gran bella prova, complimenti.
A presto!
Ti faccio i complimenti per questo testo, mi è piaciuta molto la declinazione originale del tema. Bella anche la resa stilistica. Sei riuscita a trasmettere molto bene il senso di frustrazione del protagonista, nonché hai descritto in maniera molto veritiera il lavoro del vetraio.
Ad essere puntigliosi, ci sono solo un paio di piccolezze che mi hanno sollevato un dubbio.
In questo pezzo:
“Ed eccoli. Lo schiocco, la crepa.
No.
No!
La coppa si trasforma in una bolla molle che si schianta sulla pietra”
Mi sono immaginato una coppa già mezza-fatta, solida, che si crepa, poi però ritorna in forma molle. Probabilmente è colpa di qualche mia mancanza nel conoscere il processo di lavorazione, ma mi è sembrato strano che una cosa molle si potesse crepare o potesse schioccare.
Secondo, c’è quel “E non lo rivedo più.” Usato, probabilmente, per legare la transizione temporale, che mi estrania un po’ dal PoV. Comunque, l’effetto finale è molto carino e considerando il format di MC, è stato un bell'escamotage.
In generale una gran bella prova, complimenti.
A presto!
- MatteoMantoani
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Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca, piacere di leggerti.
Bellissima l'ambientazione, è la prima volta che mi capita il punto di vista di un vetraio nella Venezia dei dogi, dimostri di aver studiato perché usi termini tecnici che denotano una certa ricerca. Per me il racconto è interessante e scritto bene, la resa emotiva del protagonista è molto buona, il finale mi convince un po' di meno perché è abbastanza piatto, c'è una prova, e non viene superata.. E quindi? Insomma, tesi, antitesi, manca la sintesi, il terzo elemento che combina i due precedenti. Non so se mi sono spiegato, in sostanza, il racconto mi pare incompiuto, tronco, serve una chiusa più efficace.
Bellissima l'ambientazione, è la prima volta che mi capita il punto di vista di un vetraio nella Venezia dei dogi, dimostri di aver studiato perché usi termini tecnici che denotano una certa ricerca. Per me il racconto è interessante e scritto bene, la resa emotiva del protagonista è molto buona, il finale mi convince un po' di meno perché è abbastanza piatto, c'è una prova, e non viene superata.. E quindi? Insomma, tesi, antitesi, manca la sintesi, il terzo elemento che combina i due precedenti. Non so se mi sono spiegato, in sostanza, il racconto mi pare incompiuto, tronco, serve una chiusa più efficace.
- Signor_Darcy
- Messaggi: 356
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca e benvenuta.
Il tuo è un racconto ben scritto, fluente, che dimostra conoscenza della materia. Ho apprezzato la struttura e il finale negativo, meno la declinazione del tema, che mi sembra un po’ forzata (a meno di non intendere il finale negativo stesso come “contrario” di quello che ci si può aspettare).
A livello stilistico c’è qualche zoppicamento legato all’uso del presente, che regge fino a “Si volta, corre” e poi si nota un salto temporale. Personalmente avrei lasciato una riga vuota e ripreso con “Da allora non l’ho più rivisto. Stamattina […]”
Due piccolezze da maestrino della penna blu che mi perdonerai: i termini stranieri come marver meglio metterli in corsivo; e termini comuni tipo “laguna” non vogliono la maiuscola.
Un esordio convincente, tutto sommato.
Il tuo è un racconto ben scritto, fluente, che dimostra conoscenza della materia. Ho apprezzato la struttura e il finale negativo, meno la declinazione del tema, che mi sembra un po’ forzata (a meno di non intendere il finale negativo stesso come “contrario” di quello che ci si può aspettare).
A livello stilistico c’è qualche zoppicamento legato all’uso del presente, che regge fino a “Si volta, corre” e poi si nota un salto temporale. Personalmente avrei lasciato una riga vuota e ripreso con “Da allora non l’ho più rivisto. Stamattina […]”
Due piccolezze da maestrino della penna blu che mi perdonerai: i termini stranieri come marver meglio metterli in corsivo; e termini comuni tipo “laguna” non vogliono la maiuscola.
Un esordio convincente, tutto sommato.
- Manuel Marinari
- Messaggi: 341
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca, benvenuta nel forum.
Il racconto è scritto bene, la gestione del pdv efficace e la resa delle tecniche di lavorazione mi sono piaciute molto. Non è semplice trovare dettagli di questo genere nella lavorazione artigianale del vetro. Ottimo lavoro.
La trama è carina, forse arriva un pò debole nel finale, mi spiego meglio: per tutto il racconto, la resa emotiva del pdv la gestisci bene, arrivano le sensazioni prima di immaginario di vittoria e prestigio, poi di frustrazione e di rabbia. Alla fine, la delusione arriva un pò scontata. Si riesce a percepire, ma si sento poco. Secondo me ci sarebbe bisogno di evidenziare un pò di più questo aspetto. Che ne pensi?
Una buona prova, alla prossima.
Il racconto è scritto bene, la gestione del pdv efficace e la resa delle tecniche di lavorazione mi sono piaciute molto. Non è semplice trovare dettagli di questo genere nella lavorazione artigianale del vetro. Ottimo lavoro.
La trama è carina, forse arriva un pò debole nel finale, mi spiego meglio: per tutto il racconto, la resa emotiva del pdv la gestisci bene, arrivano le sensazioni prima di immaginario di vittoria e prestigio, poi di frustrazione e di rabbia. Alla fine, la delusione arriva un pò scontata. Si riesce a percepire, ma si sento poco. Secondo me ci sarebbe bisogno di evidenziare un pò di più questo aspetto. Che ne pensi?
Una buona prova, alla prossima.
Manuel Marinari
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
alexandra.fischer ha scritto:Tema centrato. Molto credibile la descrizione del laboratorio del mastro vetraio, alle prese con una coppa che non riesce a realizzare. La comparsa dell’apprendista con una coppa deforme lo irrita ancora di più. Perde anche l’appetito. E l’arrivo del committente, insoddisfatto del lavoro, è il colpo di grazia per il mastro vetraio. Si tratta di un’ottima storia.
Grazie mille, wow, mi hai addirittura messa in prima posizione, non me lo aspettavo :)
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
DamianoMeloni ha scritto:Ciao Francesca!
Ti faccio i complimenti per questo testo, mi è piaciuta molto la declinazione originale del tema. Bella anche la resa stilistica. Sei riuscita a trasmettere molto bene il senso di frustrazione del protagonista, nonché hai descritto in maniera molto veritiera il lavoro del vetraio.
Ad essere puntigliosi, ci sono solo un paio di piccolezze che mi hanno sollevato un dubbio.
In questo pezzo:
“Ed eccoli. Lo schiocco, la crepa.
No.
No!
La coppa si trasforma in una bolla molle che si schianta sulla pietra”
Mi sono immaginato una coppa già mezza-fatta, solida, che si crepa, poi però ritorna in forma molle. Probabilmente è colpa di qualche mia mancanza nel conoscere il processo di lavorazione, ma mi è sembrato strano che una cosa molle si potesse crepare o potesse schioccare.
Secondo, c’è quel “E non lo rivedo più.” Usato, probabilmente, per legare la transizione temporale, che mi estrania un po’ dal PoV. Comunque, l’effetto finale è molto carino e considerando il format di MC, è stato un bell'escamotage.
In generale una gran bella prova, complimenti.
A presto!
Ciao, grazie, mi fa piacere che il racconto sia stato di tuo gradimento :) Mi hai addirittura messa in prima posizione, grazie. Non mi aspettavo di ricevere tutto questo apprezzamento alla prima partecipazione :)
Per quanto riguarda il processo di lavorazione del vetro, la verità è che ne so poco anch'io, ho solo visto qualche video su YT mentre i minuti per la sfida scorrevano xD Comunque, a quel che ho potuto capire, ci sono degli stati intermedi in cui il vetro è a metà tra il solido e il molle. Però avrei dovuto approfondire meglio in effetti :)
La transizione temporale è stata un po' brusca, hai ragione :)
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
MatteoMantoani ha scritto:Ciao Francesca, piacere di leggerti.
Bellissima l'ambientazione, è la prima volta che mi capita il punto di vista di un vetraio nella Venezia dei dogi, dimostri di aver studiato perché usi termini tecnici che denotano una certa ricerca. Per me il racconto è interessante e scritto bene, la resa emotiva del protagonista è molto buona, il finale mi convince un po' di meno perché è abbastanza piatto, c'è una prova, e non viene superata.. E quindi? Insomma, tesi, antitesi, manca la sintesi, il terzo elemento che combina i due precedenti. Non so se mi sono spiegato, in sostanza, il racconto mi pare incompiuto, tronco, serve una chiusa più efficace.
Ciao, Matteo, grazie per aver letto innanzitutto :) Per quanto riguarda il finale mi piaceva l'idea di utilizzare la frase assegnata come tema per la sfida :) Rifletterò sul tuo spunto.
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Signor_Darcy ha scritto:Ciao Francesca e benvenuta.
Il tuo è un racconto ben scritto, fluente, che dimostra conoscenza della materia. Ho apprezzato la struttura e il finale negativo, meno la declinazione del tema, che mi sembra un po’ forzata (a meno di non intendere il finale negativo stesso come “contrario” di quello che ci si può aspettare).
A livello stilistico c’è qualche zoppicamento legato all’uso del presente, che regge fino a “Si volta, corre” e poi si nota un salto temporale. Personalmente avrei lasciato una riga vuota e ripreso con “Da allora non l’ho più rivisto. Stamattina […]”
Due piccolezze da maestrino della penna blu che mi perdonerai: i termini stranieri come marver meglio metterli in corsivo; e termini comuni tipo “laguna” non vogliono la maiuscola.
Un esordio convincente, tutto sommato.
Ti ringrazio per l'attenzione :) Sì, nel finale Nicolò giunge alla conclusione di non essere riuscito a ottenere il successo e la gloria che cercava, e questo è simboleggiato dalle coppe mal riuscite.
Vero, meglio mettere una riga vuota per simboleggiare la transizione temporale. In genere la metto, ma qui l'avrò dimentica tra una riscrittura e l'altra.
Su laguna il dubbio era venuto anche a me, però poi ho visto che Laguna di Venezia vuole la maiuscola.
Marver dovrebbe essere proprio un nome di uso comune, entrato nel dizionario italiano, quindi probabilmente non vuole l'uso del corsivo.
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Manuel Marinari ha scritto:Ciao Francesca, benvenuta nel forum.
Il racconto è scritto bene, la gestione del pdv efficace e la resa delle tecniche di lavorazione mi sono piaciute molto. Non è semplice trovare dettagli di questo genere nella lavorazione artigianale del vetro. Ottimo lavoro.
La trama è carina, forse arriva un pò debole nel finale, mi spiego meglio: per tutto il racconto, la resa emotiva del pdv la gestisci bene, arrivano le sensazioni prima di immaginario di vittoria e prestigio, poi di frustrazione e di rabbia. Alla fine, la delusione arriva un pò scontata. Si riesce a percepire, ma si sento poco. Secondo me ci sarebbe bisogno di evidenziare un pò di più questo aspetto. Che ne pensi?
Una buona prova, alla prossima.
Ciao, grazie per la lettura e l'attenzione. Magari in una versione più estesa enfatizzerò la delusione ;)
- Stefano Scudeler
- Messaggi: 105
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca!
Hai fatto un lavoro fantastico nella descrizione di un mastro vetraio che lavora al suo forno.
I piccoli inciampi stilistici te li hanno già fatti notare quindi evito di parlarne.
Per quanto riguarda il finale (che anche io ho trovato un po' fiacco) ti sarebbe bastato mettere una posta in gioco per il mastro vetraio. Se non avesse completato la coppa, sarebbe stato un disastro per la sua bottega. Magari il doge non gli avrebbe più assegnato lavori di prestigio...
Questo avrebbe caricato molto di più di tensione il racconto che invece sembra essere solo una occasione per aumentare la fama del maestro.
Inoltre non ho ben capito il ruolo dell'aiutante. Gli viene detto che ogni errore costa giorni di lavoro ma sembra invece che in poco tempo il mastro vetraio possa fare più tentativi...
Questa cosa mi è rimasta una nota un po' stonata in una bellissima sinfonia di calore e sabbia fusa.
Buona edition e buone feste!
Hai fatto un lavoro fantastico nella descrizione di un mastro vetraio che lavora al suo forno.
I piccoli inciampi stilistici te li hanno già fatti notare quindi evito di parlarne.
Per quanto riguarda il finale (che anche io ho trovato un po' fiacco) ti sarebbe bastato mettere una posta in gioco per il mastro vetraio. Se non avesse completato la coppa, sarebbe stato un disastro per la sua bottega. Magari il doge non gli avrebbe più assegnato lavori di prestigio...
Questo avrebbe caricato molto di più di tensione il racconto che invece sembra essere solo una occasione per aumentare la fama del maestro.
Inoltre non ho ben capito il ruolo dell'aiutante. Gli viene detto che ogni errore costa giorni di lavoro ma sembra invece che in poco tempo il mastro vetraio possa fare più tentativi...
Questa cosa mi è rimasta una nota un po' stonata in una bellissima sinfonia di calore e sabbia fusa.
Buona edition e buone feste!
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Mia prima esperienza nell’arena. Bello il racconto, ma…Filippo “squittisce”?!? Inoltre è un po’ chi troppo vuole nulla stringe, tanto entusiasmo iniziale per poi avere una completa devastante delusione. È comunque un bel racconto ed io spero solo di raggiungere il livello di scrittura di alcuni di voi che sto leggendo
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- Messaggi: 69
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca!
Allora, questo racconto è… bello. Solo bello. Funziona tutto per me. Hai un’ottima gestione del flusso “pensiero-descrizione-sensazione” che fa scorrere le frasi come l’acqua. Aggettivi giusti (bello il sorriso oleoso, te lo rubo), similitudini in pov, concatenazione delle sensazioni perfetta. Non ho avuto neanche un momento di inceppo nella lettura.
Vogliamo trovare una pecca? Questa edizione si prestava al colpo di scena, e qui non c’è. Non direi che sei fuori tema, forse solo che la tua idea non lo sfrutta appieno.
In ogni caso, chi se ne frega. Per me primo posto super meritato.
Allora, questo racconto è… bello. Solo bello. Funziona tutto per me. Hai un’ottima gestione del flusso “pensiero-descrizione-sensazione” che fa scorrere le frasi come l’acqua. Aggettivi giusti (bello il sorriso oleoso, te lo rubo), similitudini in pov, concatenazione delle sensazioni perfetta. Non ho avuto neanche un momento di inceppo nella lettura.
Vogliamo trovare una pecca? Questa edizione si prestava al colpo di scena, e qui non c’è. Non direi che sei fuori tema, forse solo che la tua idea non lo sfrutta appieno.
In ogni caso, chi se ne frega. Per me primo posto super meritato.
- Gabriele Dolzadelli
- Messaggi: 374
- Contatta:
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca! Piacere di leggerti!
Il racconto fila liscio e lo stile è sicuramente invidiabile. Dimostri molta dimestichezza, anche per quanto riguarda la materia trattata. Complimenti.
Riesci a far avvertire un forte di senso di frustrazione e gestisci bene i tempi.
Forse l'unico difetto di questo racconto è manca di tensione narrativa. L'ho trovato fin troppo lineare, portando da un punto A a un punto B. Manca quella sorta di elemento che agita un pochino le acque, secondo me cosa importante in un racconto breve di così poche battute perché è la chiave che accende l'interesse e riesce a imprimerlo nella mente di chi legge.
Comunque, ripeto, anche se non mi ha entusiasmato da quel punto di vista, premio lo stile che è eccellente, mettendolo nella parte alta della classifica.
A rileggerci!
Il racconto fila liscio e lo stile è sicuramente invidiabile. Dimostri molta dimestichezza, anche per quanto riguarda la materia trattata. Complimenti.
Riesci a far avvertire un forte di senso di frustrazione e gestisci bene i tempi.
Forse l'unico difetto di questo racconto è manca di tensione narrativa. L'ho trovato fin troppo lineare, portando da un punto A a un punto B. Manca quella sorta di elemento che agita un pochino le acque, secondo me cosa importante in un racconto breve di così poche battute perché è la chiave che accende l'interesse e riesce a imprimerlo nella mente di chi legge.
Comunque, ripeto, anche se non mi ha entusiasmato da quel punto di vista, premio lo stile che è eccellente, mettendolo nella parte alta della classifica.
A rileggerci!
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Stefano Scudeler ha scritto:Ciao Francesca!
Hai fatto un lavoro fantastico nella descrizione di un mastro vetraio che lavora al suo forno.
I piccoli inciampi stilistici te li hanno già fatti notare quindi evito di parlarne.
Per quanto riguarda il finale (che anche io ho trovato un po' fiacco) ti sarebbe bastato mettere una posta in gioco per il mastro vetraio. Se non avesse completato la coppa, sarebbe stato un disastro per la sua bottega. Magari il doge non gli avrebbe più assegnato lavori di prestigio...
Questo avrebbe caricato molto di più di tensione il racconto che invece sembra essere solo una occasione per aumentare la fama del maestro.
Inoltre non ho ben capito il ruolo dell'aiutante. Gli viene detto che ogni errore costa giorni di lavoro ma sembra invece che in poco tempo il mastro vetraio possa fare più tentativi...
Questa cosa mi è rimasta una nota un po' stonata in una bellissima sinfonia di calore e sabbia fusa.
Buona edition e buone feste!
Ciao, grazie per l'attenzione. Addirittura mi hai messa in prima posizione :O Sto dicendo che non mi aspettavo tutto questo "successo" per questo racconto, be', semplicemente perché è vero xD
In effetti il mastro vetraio è interessato più alla sua gloria che a tutto il resto, però, hai ragione, alzare la posta renderebbe il tutto molto più interessante.
Se scriverò una versione più estesa, lavorerò anche sull'approfondimento del ragazzo a bottega. Diciamo che per il momento sta a simboleggiare che Nicolò è molto meno indulgente con gli errori altrui piuttosto che i suoi.
Buone feste, passate e in corso, e buona edition anche a te intanto :)
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
loredana ha scritto:Mia prima esperienza nell’arena. Bello il racconto, ma…Filippo “squittisce”?!? Inoltre è un po’ chi troppo vuole nulla stringe, tanto entusiasmo iniziale per poi avere una completa devastante delusione. È comunque un bel racconto ed io spero solo di raggiungere il livello di scrittura di alcuni di voi che sto leggendo
Ciao, grazie per la lettura. Sì, Filippo risponde con una flebile vocina perché è intimorito da Nicolò xD Ho un debole per i beat "eccentrici", anche se cerco di limitarmi e sono consapevole che non sono molto amati.
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Frankestissimo ha scritto:Ciao Francesca!
Allora, questo racconto è… bello. Solo bello. Funziona tutto per me. Hai un’ottima gestione del flusso “pensiero-descrizione-sensazione” che fa scorrere le frasi come l’acqua. Aggettivi giusti (bello il sorriso oleoso, te lo rubo), similitudini in pov, concatenazione delle sensazioni perfetta. Non ho avuto neanche un momento di inceppo nella lettura.
Vogliamo trovare una pecca? Questa edizione si prestava al colpo di scena, e qui non c’è. Non direi che sei fuori tema, forse solo che la tua idea non lo sfrutta appieno.
In ogni caso, chi se ne frega. Per me primo posto super meritato.
Ciao, grazie per la lettura, il commento e il primo posto :) Non avrei mai scommesso sul "successo" di questo racconto.
Mi sa che mi sono fatta tentare troppo dal finale "telefonato", però usare la frase assegnata per il contest è stato irresistibile :)
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Gabriele Dolzadelli ha scritto:Ciao Francesca! Piacere di leggerti!
Il racconto fila liscio e lo stile è sicuramente invidiabile. Dimostri molta dimestichezza, anche per quanto riguarda la materia trattata. Complimenti.
Riesci a far avvertire un forte di senso di frustrazione e gestisci bene i tempi.
Forse l'unico difetto di questo racconto è manca di tensione narrativa. L'ho trovato fin troppo lineare, portando da un punto A a un punto B. Manca quella sorta di elemento che agita un pochino le acque, secondo me cosa importante in un racconto breve di così poche battute perché è la chiave che accende l'interesse e riesce a imprimerlo nella mente di chi legge.
Comunque, ripeto, anche se non mi ha entusiasmato da quel punto di vista, premio lo stile che è eccellente, mettendolo nella parte alta della classifica.
A rileggerci!
Ciao, grazie per la lettura e il commento :) Devo dire che partecipare a questa Arena mi ha fatto aprire gli occhi su molti aspetti della mia scrittura in generale. Per esempio, è vero che amo le storie molto strutturate e che procedono da un punto A a un punto B, però in effetti rischio di essere prevedibile. Ci rifletterò sicuramente :)
- IL GLADIATORE
- Messaggi: 147
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
Ciao Francesca, notevole la descrizione dell'ambiente e delle azioni, apprezzabili i termini tecnici che ci catapultano accanto al vetraio. Mi piace molto l'empatia che hai creato: si sente quello che prova e questo per me, quando succede, è davvero tanta roba. Purtroppo questo viene mantenuto solo per tre quarti del racconto perchè nel finale si perde il pathos, non si riesce più a distinguere l'amarezza del fallimento, il successo mancato. Il protagonista sembra abbandonarsi più alla rassegnazione quando ci si aspettava, visto l'inizio, un senso di ansia, fallimento e frustrazione ai massimi livelli. Un racconto comunque di ottimo livello, un pollice tendente al positivo in modo solido e brillante.
Re: Una coppa per il Doge - di Francesca Frangipane
IL GLADIATORE ha scritto:Ciao Francesca, notevole la descrizione dell'ambiente e delle azioni, apprezzabili i termini tecnici che ci catapultano accanto al vetraio. Mi piace molto l'empatia che hai creato: si sente quello che prova e questo per me, quando succede, è davvero tanta roba. Purtroppo questo viene mantenuto solo per tre quarti del racconto perchè nel finale si perde il pathos, non si riesce più a distinguere l'amarezza del fallimento, il successo mancato. Il protagonista sembra abbandonarsi più alla rassegnazione quando ci si aspettava, visto l'inizio, un senso di ansia, fallimento e frustrazione ai massimi livelli. Un racconto comunque di ottimo livello, un pollice tendente al positivo in modo solido e brillante.
Grazie per l'attenzione :) Lavorerò per migliorare l'ultimo quarto allora. In effetti alla fine Nicolò è completamente rassegnato, quasi ai livelli di perdere capacità di agire e sfiorare la catatonia. Mi fa piacere sia arrivato anche questo aspetto benché non fosse l'evoluzione che ti aspettavi :)
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