Tag: 4 min

L’hangar dei mostri

L'uomo dai capelli brizzolati mi scruta. Dovrebbe essere lui il mio mentore? Gli tendo la mano. «Finn Sullivan, piacere di conoscerla. Mi afferra la mano in una stretta d'acciaio, trattengo…
continua

Il mondo è cattivo

Laura è davanti al muro che delimita il giardino. Ci passa le giornate da quando la Dottoressa Marelli è entrata nella camera rossa. Allora l’albicocco era pieno di fiorellini di…
continua

Una scommessa

La rete tesa davanti agli occhi di Mimì non ondeggiava: era immobile e ferma, proprio come le sue gambe. Aveva le dita fredde, indice e anulare fasciati; pure il mignolino…
continua

Anomalie

Mi tolgo il visore e strizzo gli occhi. Orin è chino su di me e tiene una mano sullo schienale della poltrona da gioco. «158 su 160» Scuote la testa,…
continua

Piccola esploratrice

Tessa incrocia le braccia. Il muro di Villa Russel è alto almeno il doppio di lei, ma il vecchio castagno che cresce nel suo giardino è ancora più alto e…
continua

La Porta nel Muro

La folla mi schiaccia, mi opprime, mi soffoca. Facce lunghe, scure, con occhi allucinati, si stringono intorno a me e mi trasportano con loro. Mi trascinano via. Mi premo contro…
continua

Comunità

Strisciamo sulla terra umida, privi di gambe e braccia. L'aria è pesante, la notte ci avvolge come un sudario bagnato. Non esiste momento migliore per allargare la Comunità. Gramigna lo…
continua

Il rito indiano del tè della pace

Maya si umettò le labbra. Doveva distogliere lo sguardo dalla tazza, doveva stare calma. «Insomma, era per chiederti scusa.» Roberto piegò la testa sul tavolo. Perché non beveva? Ester si…
continua

La casa del nonno

Una nuvola di polvere grigia si avvicina lungo la strada, il baccano del motore è sempre più forte. Il suv nero si ferma a pochi metri dalla veranda. Io continuo…
continua

Chi resta

Supero l’ingresso e nonna Ebe mi chiude la porta alle spalle. «Ma quanto sei cresciuto?» Mi fissa come se fossi appena uscito da un uovo di pasqua gigante. Mi mette…
continua

I Superstiti

Gael camminava guardando la sola meta possibile: l’orizzonte. Un raggio fioco trafiggeva due cactus giganti. Dov’era Juanito? Si voltò di scatto e li vide tutti accasciati a terra. Un gemito…
continua